433. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Roma (RM), 18 agosto 1520

Mag.ca Mad. mia matre honor. [1] Responderò con questa a tre di V. S., una di tre, l'altra d'otto, l'altra de X. Ho inteso quanto quella mi scrive de la pocha discretione de li nostri fittadri, il che non mi è novo: pur se gli pigliarà qualche rimedio, piacendo a Dio, e forsi con suo danno. [2] Io non gli scrivo, che non posso scrivere tanto, ch'el cancelliero non sta anchor in termine di scrivere; pur lui, e gli altri stanno assai bene, e for di periculo. [3] Io sto (Dio gratia) assai bene: piacemi che V. S. stia medesimamente, e la mia consorte. Guardative di gratia da mangiar troppo frutti, e da riscaldarvi, che è cosa malissima, e più periculosa in questi freschi, che nel caldo grande.
[4] Piacemi che V. S. habbia dato licentia a Giohanni, che de mia voglia ge la harei data parecchi dì sono. Li racomando Bertomelino, perché spero ch'el serà gentil putto, e non vorrei ch'el andasse troppo intorno: che non venisse voglia al S.r Marchese, o altre persone de rispetto, di volerlo, perché gli è così buffoncello. [5] V. S. harà inteso che io ho ricevuti li denari che la mi mandò. Vorrei pur che Alessio havessi li 200, se possibil fosse: e se lui non li ricerchasse, essendogli el modo, harei charo ch'el ge ne fosse racordato a lui. Piacemi de la nostra fabricetta. [6] Cristoforo mi scrive de un certo muro, per non affumare la guardarobba, ma io non lo intendo. Vero è che mi piaceria che lì di sopra fosse un caminetto, et anchor un fornell‹o›: ma del modo, me ne rimetto a V. S. et alla mia consorte e M.ro Lazaro.
[7] La lettera di quel Gobbo l'hebbi pur, ma tardi. Quando V. S. harà ocio, p.a che la sappia el messo che si parta, harò a charo che la scriva due parole, a Mons. l'archidiacono, che invero mi fa assai carezze et honore. [8] V. S. farà dare in mano la qui inclusa al S.r D.ca, e più mi piacerà a ser Urbano, o Horatio, o il Co. Chiemento, o un altro che ge la dia fidatamente. [9] E s'el S.r D.ca mandarà lettere in qua, V. S. non me le mandi, se non quando venirà cavallaro nostro a posta: dico, perché molte volte se spazzano le lettere fino a Bologna, dippoi, se mandano per la posta ordinaria. E questo mio rispetto, non vorrei ch'el Castellano, né altri del S.r Marchese lo sapessero.
[10] Piacemi che li cavalli stiano bene, e Christoforo se possi adoperare. V. S. mi raco.di a tutti li nostri, e max.e a sor Laura, alla quale non respondo, né alla matre, che m'hanno tutte due scritto, perché sono troppo stancho: ch'el mio cancelliero è anchor amalato, e Alphonso; li altri stanno assai bene.
Di novo a V. S. mi racomando, e conforto li nostri tosetti.
In Roma, alli XVIIJ d'agosto MDXX.
Di V. S.
Ob. Fi.
Bal. Castiglione ||

Alla Molto Mag.ca M.a mia Matre honor. Aluysa Gonzaga da Castiglione


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, cc. 283-284.