432. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 18 agosto 1520

Ill.mo et Ex.mo S.re e Patron mio. [1] Alli XIIJ di questo gionse qui Magrone, dal quale io hebbi le lettere de X et XJ de Vostra Ex.tia; e così el dì doppo andai a Nostro S.re, al quale mostrai quella lettera ch'io gli havevo da mostrare. [2] Sua S.tà la lesse (secondo el parer mio) con molto piacere, sempre dicendo: "Lodato sia Dio! Noi non potressimo havere cosa che più ci fosse chara. E parne de fare un grande acquisto". [3] E con molte altre parole tali, tornò a rilegere la lettera. Dippoi soggionse: "Questa è una bona lettera, e non vi è cosa alchuna dubbiosa, né che mostri ch'el S.r Marchese non venghi di bone gambe e voluntieri".
[4] Io gli dissi circa questo, quello che mi occorse, che serebbe longo a scrivere: basta che parvemi ch'el papa restasse satisfattissimo. In ult.o mi disse: "Qui non resta a fare altro che dar conclusione alla cosa, e così faremo". [5] Et ordinòmi che lassassi passare el dì venente, che era el dì di nostra Donna, e poi fosse con Sua S.tà. Così feci, ma quel dì Nostro S.r hebbe infinite occupationi e però mi remise all'altro dì, che fu heri alli XVIJ. [6] Io fui con Sua B.ne per bon spacio, e replicòsi gran parte di quello che s'era detto l'altra volta, sempre mostrando grand.ma satisfacione di questa cosa, e dicendomi: "Io non credo già ch'el S.re Marchese promettesse così liberamente, se non havesse ferma intentione de servirne di bon core". [7] Io dissi che Sua S.tà non dovea credere che V. Ex.tia volesse mai maculare quello honore e quella fama che gli hanno lassata el S.r suo patre de felice memo., el S.r suo avo, e bisavo, e tutti li altri suoi antecessori, e che quella estimava più questa heredità, e più caso ne faceva, che di esser herede dil stato. [8] Però se Dio li concedeva de mettersi a servitio di Sua B.ne, io ero cert.mo che oltre el servirla bene, e di bon core, la se nutriria talmente, e con tal amore in questa servitù, che la non ne conoscerebbe mai altra, né mai pensaria de indrizar l'animo suo ad altra parte, perché oltre gli altri rispetti la conoscea molto bene quanto honore, et utile, e sicurezza del stato gli venia da questo, a.llei, et alla casa soa.
[9] Li dissi anchor quanto mi parea al proposito di Sua B.ne, per esser la Ex.tia Vostra quella che è, e per il stato, che è di tanta importantia, e max.e in questi tempi, et anchor perché io pensavo che questo capitaniato gli potesse esser richiesto da persona a chi Soa S.tà havesse rispetto di negarlo: e dandogelo, non potria poi disponerne, così intieramente, come farebbe essendo in mano de V. Ex.tia. [10] E questo li dissi per monseg.r del Eschu, per il quale il X.mo ha fatto grande opera, et eragene stata data intentione. Hora restringendosi le cose con Franza come fanno, potrebbe esser che q.ta pratticha se resuscitasse. [11] Molte cose passorno dall'una banda e dall'altra; in ult.o el papa mi disse: "Io di questo ho parlato con poche persone, pur alchuni m'hanno detto ch'io consideri bene, e che el S.r Marchese non mi servirà, per rispetto de Franc.o M.a". [12] Io gli risposi che la Ex.tia Vostra amava più l'honor suo che tutte l'altre cose del mondo, e che patre, e matre, e parenti, et amici, e che la non prometterebbe mai cosa, che la non l'attendesse. [13] El papa mi rispose: "Invero noi lo credemo: e se pur el ce vorrà inganare, harà tanto maggior torto. Ma speriamo che non serà: e se no 'l farà per amor nostro, lo farà per honor suo". [14] E qui se dissero molte cose, per conclusion delle quali, el papa mi disse che parlassi con Petro Ardhinghello, el quale era quello che havea sempre fatte tutte le sue condotte, e che desgrossassimo li capituli, che lui circa questo sapea la mente sua, et io esponessi quella de V. Ex.tia, e che fatto questo la cosa se concluderia subito.
[15] Io in quel punto partìmi et andai a ritrovare Petro Ardingello, e li raggionai di questa cosa il tutto. Lui mi disse che già Nostro S.re gli ne havea parlato, ma non così diffusamente, et allargòssi molto meco in mostrarmi di conoscere che questa cosa fosse a gran proposito, così del papa, come di V. Ex.tia. [16] E lui son certo che vengha di bone gambe, e mostra esser molto servitore di quella, et hami racordato che suo avo fu servitor della felice me. del Marchese Ludo. e ben remunerato, et è sepelito in Mantua. [17] Io lo ho confortato assai ad esser propitio a questa materia, persuadendogli che V. Ex.tia gli serà ben grato; la quale scrivendomi serà bene che in un capitulo mi commetta ch'io lo ringratij della bona mente che l'ha mostrato in questa cosa, e gli offerisca da parte sua bona gratitudine d'ogni opera ch'el farà in servitio de V. Ex.tia, acciò ch'io li possa mostrare la lettera.
[18] Hoggi o dimani credo che lui harà formato una copia de' capituli: io la vederò, e farò li mei, secondo la instructione de Vostra Ex.tia, tenendomi anchor alla norma di quelli del S.r vostro patre felice me. con li S.ri venetiani, aggiongendo o diminuendo come occorrerà, al meglio ch'io saprò. [19] E circa questo non mi occorre dire altro, se non che mi è parso di espedir Magrone anchor che la cosa non sia conclusa, acciò che V. Ex.tia non stia sospesa, et havendo pur da scrivere qualche cosa de importantia; perché le lettere che vengono per la posta, oltre che siano tarde, spesso sono mal sicure, et io non vorrei che questo che voglio dire se intendesse da altri che da V. Ex.tia.
[20] E questo è, che anchor che la cosa sia nel termine che la intende, non è da fidarsene in tutto, ciò è che la succeda: perché questa è la casa de la varietate, e mutationi, e troppo difficil cosa è conoscere el secreto de le persone. [21] Io non dico più inanti, che questo parmi che basti: però estimo che sia bene che V. Ex.tia tenga per anchor la cosa secreta, e non resti di pensar che possibil seria che la non succedesse. [22] Et in tal caso, risolversi di che modo la pensarebbe de assettare le cose sue, et accomodarsi con questi dui principi, li quali al certo sono poco amici: et essa da l'uno ha l'ordine e la compagnia, con l'altro ha l'obligo del esser subdito. [23] E venendo (come se tiene) in Italia el X.mo seria bisogno a quel tempo esser risoluto. Io dal canto mio non mancherò d'ogni diligentia possibile, per fare che questa materia se risolva presto; pur fra tanto (come ho detto) ben serà pensare, s'el caso occorresse de la esclusione di qua, qual partito s'havesse a pigliare. E V. Ex.tia mi perdoni s'io sono tanto prosumptuoso che ardischa consigliarla, ch'el tutto procede da vera servitute, e gelosia del utile e sicurezza di quella.
[24] El S.r D. Giohan Emanuel l'altro giorno mandò per me, e dissemi esser avisato che V. Ex.tia facea preparamento di cose di guerra, e che questo non potea essere se non a petitione, o de l'Imperatore, o del papa, o de Franza. [25] Del Imperator sapea che non era, perché esso lo sapria; del papa o di Francia, li despiaceria che fosse, perché, anchor ch'el Imperator fosse bon figliolo del papa, né inimico di Franza, pur li parerebbe più conveniente che V. Ex.tia fosse con Cesare, che con altri, per esser feudetario suo, et amato da Sua M.tà: dil che lui era cert.mo. [26] Li risposi che de preparamento di guerra, non havevo inteso cosa alchuna, né lo credevo; de dipendere dal papa o da Franza, o da Cesare, che li S.ri di Mantua erano sempre stati in bona estimatione, non meno per l'arme, che per il stato, e che pensavo che V. Ex.tia havesse la medema deliberatione, e che hora se trovava alli servitij di Franza. [27] Niente di meno, per la servitute et affectione che portava a Cesare, non havea mai voluto fare instantia d'havere da Franza più di quello ch'el si havea p.a che fosse marchese, il che era piccolissima cosa, ma che senza arme non pensavo io ch'el intendesse de stare.
[28] S. S. mi pregò che lo scrivesse a V. Ex.tia, e dissemi non haverlo voluto dire a D. Loys Carroz, el quale s'è partito per venire alla volta di Mantua per andare in Flandra. E già penso che serà vicino a Mantua. Quella se dignarà avisarmi ciò che li pare ch'io gli risponda. [29] Essendo io a raggionamento con Nostro S.re, li dissi quanto m'havea detto D. Giohanne, ciò è de la partita di Franza, ma tacqui quella di Sua S.tà, dicendo che lui mostrava molto che Cesare amasse et estimasse V. Ex.tia. [30] E questo feci per stimolare el papa alla conclusione, tanto più che D. Giohanne è homo che parla molto libero, e me disse che non si curava ch'el papa sapesse questa cosa, o no. El papa mi rispose havere esso anchor inteso che V. Ex.tia facea lance spezzate, e che pensava che fosse tutto uno aviso. [31] Io gli dissi, che quella havea casse quell'altre, che erano homini scandalosi, et ogni dì voleano combattere: la qual cosa era venuta in gran fastidio a V. Ex.tia (e questo gli dissi perché so che piacea a S. S.tà): e perciò ne remettea de gli altri homini di guerra. [32] Li dissi anchor che quella havea ordinato de fare le ordinance per il stato, e mettere l'arme in mano alli subditi: il che serebbe tutto servitio di Sua S.tà. Me rispose che era ben fatto, e che li piacea, e dimandòmi quanti homini se metteriano insieme. [33] Io gli dissi da otto in diece millia con la cità et il contato. Li dissi anchor de la lettera che V. Ex.tia havea scritta a monsig.r R.mo de' Medici, perché mi parve in proposito. Sua S.tà mi rispose che gli piacea molto, e che monsig.r de' Medici serrebbe bon servitore di V. Ex.tia, con molte altre bone parole.
[34] Ho visto la copia de la lettera che V. Ex.tia ha scritta a Formichone, che mi è parsa in proposito assai: e già el noncio che è a Venecia l'ha mandata qui in mano del papa, ch'io lo so; ma quello ch'el dice, de non haver scritto p.a a Nostro S.re et el dice le buggie, perché scrisse tutte quelle baie, e de li scopietti nel arme, e di quelle conventicule: sì che forsi non ha fatti tutti quelli boni officij ch'el potea: et io lo so da più che de una via.
[35] M. Paulo Somenza mi ha detto ch'io scriva a V. Ex.tia che lui sa che in Franza è stato terminato che quella sia chiamata a Milano subito che monsig.r de Lautrech vi sia, e dipoi in Franza, e quella voglia ben avertire. [36] Io non so onde lui se lo habbia: è bono intendere ognuno. V. Ex.tia (se è cosa alchuna), credo che lo sappia.
[37] Hormai non mi occorre altro che dirli. Morretta è qui; ha raguagliato el papa de li raggionamenti delli dui re. Dimanda la prorogatione per un anno de la legatione in Franza, il che se gli è concesso; dimanda dui Car.li; non so se se gli daranno. Certo è che alli dì passati el re scrisse una lettera al papa dimandando Car.le el vescovo de Nizza. [38] Moretta fa instantia grande ch'el S.r Alberto venga da Napoli: lui si escusa per la infirmitate. Di novo gli ha spazzato un cavallaro, e gli ha mandato in scritto tutto quello che gli havea da conferrire a boccha, e se lamenta di lui. [39] E sono venuti li francesi meggio in diffidentia, perché dicono ch'el sta ogni dì due e tre hore col Viceré serrato. Io non vorrei ch'el venisse, perché dubito che la nostra cosa li despiaceria, e forsi la turbarebbe.
[40] Le cose de Hispagna se estima che pigliaranno assetto; e la maggior furia che hora gli è, è quella de li preti, che tutti se sono levati, perché li voleano sottoporre alla iustitia seculare: e questo per vigore d'un brieve del papa. [41] Altro non mi occorre dire, se non che a V. Ex.tia baso le mani, et in bona gratia mi raco.do.In Roma, alli XVIIJ d'agosto MDXX.
[42] Di quello priggione ritenuto al tempo de la fe. me. del S.r vostro patre, e liberato alla assumptione di V. Ex.tia, che havea detto quelle novelle de veneni, non ho anchor detto a M. Giohanmatt.o, perché gli è malato; megliorando, ge lo dirò.
[43] In questo punto ho ricevuto un'altra di V. Ex.tia di XIIJ, con una copia d'una lettera al R.mo legato; un'altra al Governator di Bologna. Farò quanto quella mi comanda, e faròllo intendere al papa: e di novo a quella basando le mani in bona gratia mi raco.do. [44] El papa mandarà di novo a pregare V. Ex.tia per le cose del Cavallero, a posta, un M. Fabritio Pellegrino da Parma, el quale stette col D.ca Lorenzo. E questo, perché al Cavallero è stato scritto o ditto, che V. Ex.tia dice che la se maraviglia che Sua S.tà non facia instantia di questa cosa, hor che l'anno è passato, havendoli resposto che passato l'anno farebbe ciò che quella vorria.
Di V. Ex.tia
Fidel Servitor
Bal. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r patrone mio lo S.ore Marchese di Mantua etc.


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 350-363.