428. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), da 4 agosto 1520 a 5 agosto 1520

Ill.mo et Ex.mo S.re e Patron mio. [1] Per la via de le poste avisai la Ex.tia Vostra de la ricevuta de le lettere portate da Gasparro, e dal cavallaro, el quale non ho espedito insino a qui, per mandarlo pur con qualche cosa de sustantia.
[2] Io parlai subito a Nostro S.re e li mostrai la lettera de man propria de V. Ex.tia, e li agionsi quelle parole che mi parvero a proposito, per dimostrare quanto quella desiderava che Sua B.ne la havesse in protectione, e che questa cosa offerta succedesse. [3] E di novo replichai le iustificationi de le calunnie date. Sua S.tà lesse due volte la lettera, e mostrò havere singul.mo piacere, sempre dicendomi: "S'el S.r Marchese ha così bona voluntà come dimostra, noi non potressimo havere nova più grata, e la intention nostra è de pigliarlo per figliolo, e da mo' per così lo accettiamo. [4] Ma di qua a tre o quattro dì parlaremo insieme, e veniremo alli particulari dil tutto, e risolveremo ogni cosa bene". E con questo lassòmi.
[5] Sua S.tà dippoi è stata occupata, e max.e el p.o e secondo dì de agosto: ch'el primo si è dispensato in feste con una comedia, pur fatta in castello, dove habita Sua S.tà, el secondo in medeme feste con musiche et altri piaceri. [6] Hoggi sono stato con Sua B.ne a lungo, e supplicatoli che se degni venire a li particulari di questa cosa, perché io scio che V. Ex.tia la desidera sommamente, e ne sta in grand.ma aspettatione.
[7] Mi ha risposto, havergli pensato, e ne la mente sua esser risoluto così: che vole dare a V. Ex.tia trecento homini d'arme di condotta, con la pensione per la persona sua raggionevole, e titolo di Capitaniato de la chiesa, e che il Re di Franza, el quale lui pensa che occorrendo guerra, habbia da esser seco, ne paghi la metà. [8] Et estima con poca faticha farlo restare contento di quanto V. Ex.tia scrivea nella ult.a parte de la sua lettera, cioè del havere obligatione con Franza per la compagnia e per l'ordine, ma con patto che V. Ex.tia non dipenda da altri che da Sua B.ne e sia tutta sua: amico del amico, e nemico del inimico.
[9] Io ho risposto a Sua B.ne che scriverò subito, e la risposta di V. Ex.tia quella la vederà, e che estimo se Nostro S.r Dio li darà gratia de applicarsi alli servitij di Sua S.tà che non solamente la non vorrà dippendere da altri, ma che la se gli darà in anima et in corpo. [10] E che una sol cosa mi pare che habbia un poco de difficultate, quale è la dependentia che ha V. Ex.tia da l'Imperio, per esser feudetario per il stato, e che a questo serebbe bisogno che Sua S.tà rimediasse, con fare havere la licentia da Cesare d'accettare questo partito, e le condicioni.
[11] El papa me rispose che questo crederia de farlo. Così Sua S.tà non mi specificò altramente, se non ch'io scrivesse questo, e che V. Ex.tia mi respondesse se queste condicioni li piacevano, e se la ne voleva altre: sempre replicandomi che lo voleva pigliare per figliolo, et in loco de quello poverino che gli era morto, e con molte parole più ch'io non scrivo. [12] La Ex.tia Vostra intende mo' il tutto. Io in ult.o li dissi, che fra tanto che questa cosa si concludea, Sua B.ne fosse contenta che se espedisse la cosa del vescovato, acciò che a V. Ex.tia, alla quale io havevo scritto tante amorevoli parole per parte di quella, non paresse strano, per esserli negato quello che non si nega a niun altro. [13] El papa mi rispose: "Non vaglia a ucellare: attendiamo a questo, ch'el vescovato et ogni altra cosa virrà con questo".
[14] V. Ex.tia se dignarà de considerare bene, e consultare il tutto, poi subito avisarmi, ch'io non mancherò, dove conoscerò. E Nostro S.r Dio me indrizi a quel camino che sia utile et honore di V. Ex.tia, che questo è il maggior desiderio ch'io habbia al mondo. In quello articulo, amico del amico e nemico del inimico, V. Ex.tia pò ben considerare, oltre l'imperatore, de chi è interesse. [15] Io altro non li racordo: certo è che molte cose se potriano dire che non si possono scrivere. Più oltre non mi ha detto el pap‹a›, ma io conosco che questo importa al S.r D.ca d'Urbino, el quale è coniuncto con V. Ex.tia di quella sorte che è, et è di quella qualitate che la conosce. [16] Pur s'el papa pensasse a li danni di V. Ex.tia, non so come li mettesse bene dar denari a quella et 300 homini d'arme. La cosa è qui, et a me pare necessario vederne il fine, e stringerla più che si pò, perché secondo el parer mio, questa cosa porta seco o grande amicitia, o grande inimicitia, e retirarsene non credo che fosse per niente a proposito. [17] Questa mattina se aspettava Moretta, el quale viene di Franza in diligentia, per raguagliare Nostro S.re de la conclusione, et de tutti li raggionamenti fatti tra il X.mo et Inghilterra; et se ne aspetta un altro da Cesare, et uno da Inghilterra. Per quanto se dice qui, pare che non vi sia stata conclusione alchuna. [18] Le stanze per Moretta sono preparate in pallazzo nelli allogiamenti de monsig.r R.mo de' Medici, dove stava el S.r Alberto: il quale per anchor è Napoli, e con Sua S. el S.r Aloyso nostro. El papa si sta su le feste: risi, e giochi, e musiche.
Altro non ho che scrivere a V. Ex.tia, se non che li baso le mani, et in bona gratia devoto mi raco.do.
In Roma, scritta alli 4 e tenuta fin alli 5 de Agosto MDXX.
Qui sono molti amalati, e pur ne vanno morrendo. De li mei quasi io solo sono restato sano: non so come mi mantenerò.
Moretta è venuto: non credo che per hoggi parli al papa.
De V. Ex.tia
Fidel Servitor
Bal. Castiglione

Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 357-358.