421. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RO), 21 luglio 1520

Ill.mo S.r mio. [1] La offerta che mi fece el papa, fu questa che se V. Ex.tia era in dispositione di esser suo di core, come mostravano le mie parole, che esso li faria demostratione di esserli bon patre; e questo era che li farebbe dare una grossa condotta e sicura da un gran principe, e che Sua S.tà la condurrebe a parte, e la farebbe Cap.no de la chiesa, e con tutte le vie e modi cercheria de exaltarla quanto potesse, dicendomi che non desiderava altro se non che la li fosse amorevole e fedele; et esso l'haria in loco de figliolo. [2] E qui me discorse molto lungamente: come questa cosa la conoscea a proposito di Sua S.tà e del stato de la chiesa, e non mancho di V. Ex.tia.
[3] Dippoi mi adimandò chi era d'authoritate appresso quella, e del governo di Mantua, e de Madamma, e del S.r Car.le e del S.r Giohanni, affirmandomi haver sempre tanto amato el S.r vostro patre, e Vostra Ex.tia, e tutta la casa; e qui si escusò molto di esser stato sforzato a fare le cose che fece contra el S.r D.ca nostro. [4] Io gli risposi di quel meglio modo, che mi occorse, monstrando che a V. Ex.tia serebbe somma gratia, el poter servire Sua S.tà et esser sotto la ombra sua: e questo con molte raggioni. [5] In ult.o mi comise ch'io li scrivessi questo, et intendessi da lei se la era volta a farlo, che se gli darebbe conclusione; e mi comandò ch'io non ne parlasse con persona alchuna, e che avisassi V. Ex.tia che la comunichasse con madamma, e da gli altri la tenesse secreta, et avisasse subito.
[6] S.r mio, la cosa mi è parsa importantissima e degna de molta consideratione: però gli ho spazzato el presente messo, Gasparo del S.r Ferrante, per le poste, per esser sicuro che le lettere capitino bene, e per non scrivere in zifra, acciò che V. Ex.tia non comunichi la cosa, se non a chi pare a lei. [7] E benché el papa habbia specificato Madamma sola, V. Ex.tia non pretermetta monsig.r R.mo et il S.r Giohanne, et anchor el S.r D.ca d'Urbino, el quale per esser savio et amorevole, so che darà parere al proposito.
[8] Io per esser qui in fatto, e per abundantia de servitute, non restarò forsi temerariamente, de dir così, che a me pareria che V. Ex.tia ringratiasse sommamente Nostro S.re de la offerta, e mostrasse desiderarne l'effetto sommamente, e restringesse la cosa presto, a fine che se potesse conoscere ove la tende: perché io estimo che la habbia qualche cosa de nascoso. [9] Pur V. Ex.tia consultandola con quelli che la amano, so che se indrizarà al meglior partito. [10] Doppoi questi ragionamenti, replichai al papa, ciò che Sua S.tà voleva ch'io scrivessi a V. Ex.tia del vescovato. Mi rispose: "Noi faremo questo et ogni altra cosa che gli sia grata, succedendo questa coniunctione tra noi: e se gli despiacerà che M. Ptolem. stia qui, noi li daremo licentia". E con questo mi lassò. [11] V. Ex.tia si degni de espedirmi presto indrieto ciò che la vole ch'io faccia, e securmente, acciò che le lettere non vaddino in sinistro, et io fra tanto non mancherò de ritocchare del vescovato, et a V. Ex.tia baso le mani, et in bona gratia mi raco.do.
E V. Ex.tia mi faccia scrivere, o scriva lei di sua mano più efficacemente che la pò, in offerire di novo tutti li parangoni sopra detti, e ringratiare Sua S.tà di questa offerta, di sorte ch'io possa mostrare le lettere.
El medemo fidel Servitore di V. Ex.tia
Bal. Casti.

Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, c. 348.