415. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Firenze (FI), 10 luglio 1520

Ill.mo et Ex.mo S.re et patron mio. [1] Non ho prima scritto a Vostra Ex. per non essere occorso che scrivere. Hora li faccio intendere come hyeri al tardi, che fu lunedì, gionsi qui in Firenze, e trovai mons.r R.mo il legato esser fuori in villa, ma per tornare, e così ad un'hora di nocte, vel circa, ritornò, et havendo inteso ch'io ero qui, mandòmmi subito a visitare, et offerire.
[2] Questa mattina poi son venuto a fare rever.tia a S. S. R.ma, quale m'ha veduto molto voluntieri, et havendoli io exposto quanto da V. Ex., da M.ma et dal S.r Card.le havevo in comissione, et dilatatomi in farli inten.re quanto despiacere quella haveva presentendo che N. S.re era mal satisfacto di lei, e come la mi mandava per iustificarsi, non che d'ogni sua actione ma pur d'ogni pensiero, et che in questo ricerchava S. S. R.ma come patre e patrone, et di consiglio et di favore: me respose molto amorevolmente non haver mai compreso che N. S.re havesse se non bonissimo animo verso Vostra Ex., M.ma et el S.r car.le e la casa sua, e che pensava che queste parole dette da N. S.re potessero essere causate da alchune male relationi che lui sapeva certo esser state facte del S.r Fed.co a Sua S.tità. [3] E facendo io instantia di sapere che relationi erano queste, mi disse non altro che parole poco honorevoli de S. S.tità. Al che io repplichai, offerendo da parte del S.r Fed.co ogni iustificatione, secondo che S. S.ria mi havea detto, tanto che mi parve che S. S. R.ma se acquietasse assai.
[4] Intrai dippoi ad excusare el matrimonio del S.r Pyrro et M.a Camylla, al che non mi bisognò molta faticha, perché S. S. R.ma mi disse che questi S.ri ciò è Fed.co e Pyrro non havevano obligatione alchuna con N. S.re, se non quanto essi medemi volevano, ma non era così del S.r Hanibal Bentivoglio. [5] E se errore alchuno vi era occorso era stato dal canto del p.to S.r Hanibal, per non ne haver facto inten.re cosa alchuna a N. S.re. Io dissi la causa del matrimonio, et escusai anchor el S.re Hanibal quanto meglio me occorse.
[6] In ultimo, S. S.ria R.ma mi disse che laudava Vostra Ex., M.ma et il S.r car.le che mandassero a dechiarare el bon animo verso N. S.re, e che pensava che S. S.tità lo ricognosceria e pigliaria la cosa come era, e sperava che altre intercessioni o opera sua non bisognerebbe per acquietare la mente di N. S.re che questa demostratione de amorevolezza et summissione che si faceva. [7] Io pur farò instantia che S. S. R.ma scriva a m. Giovanmatt.o suo, che dove bisognasse, a beneficio di Vostra Ex., interponga l'authorità di S. S. R.ma apresso Nostro S.re. E così credo farà. Io piacendo a Dio dimani seguitarò el camino, benché da Bologna in qua non me sia sentito troppo disposto.
[8] Qui se intende ch'el X.mo è ritornato verso Parigi doppo molte feste, e giostre facte, delle quali credo che V. Ex. n'harà havuto el particulare. Il Re d'Inghilterra è andato in Fiandra per riparlare allo Imp.re e pare che tucto el motivo suo sia de mectere apuntamento tra el X.mo e lo Imp.re, il che succedendo se ritroverebbeno tucti tre questi Principi a rasonamento insieme.
[9] Mons.re il legato ha voluto che la persona mia venghi ad allogiare qui in casa sua. Altro non mi occorre che scrivere. A Vostra Ex. baso le mani et in bona gratia sua humilm.te me rac.do.
In Firenze, alli X di luglio 1520.
Di V. Ex.tia
Devoto et humil Servitor
Baldesar Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio el S.r Marchese di Mantua etc.


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 1107, cc. 166-167.