413. Castiglione, Baldassarre a D'Este, Ippolito

Mantova (MN), 23 giugno 1520

‹Ill.mo› S.r mio. [1] Son pur anchor a Mantua, ma in procinto de ‹par›tirmi per Roma. Dolmi che questa mia partita mi fa una ‹grand.›ma incommoditate, che è non mi lassare venire a basar le ‹mani di› V. S. Ill.ma come havevo deliberato; però vorrei che almen la mi facesse quest'altra commoditate, che la mi desse modo di poterla servire in qualche cosa. [2] Così la supp.co se degni, se la conosce ch'io possa, comandarmelo: che mi serà somma gratia.
[3] Supp.cola anchor circa el Corteggiano: voglia far notare quelle cose che la offendono più, e i pareri suoi, de li quali in ogni modo penso di parlare viva voce. [4] Ma questo scrivergli, o cegnarli, è quasi un memoriale: s'io sono prosumptuoso, quella mi perdoni, perché io desidero la vita di quel libro tanto per la mentione de V. S. Ill.ma, quanto per alchuna altra parte che vi sia. E benché quella sia verissima, se l'altre fossero indegne di vita, quella perirebbe insieme con esse.
Di questo non dirò più là: solo baso le mani de V. S. Ill.ma, et in bona gratia sua mi raco.do.
In Mantua, alli XXIIJ de Giugno MDXX.
‹S'›io mi pensassi che V. S. Ill.ma havesse menata coppia de boni roncini de Ungheria, li supplicherei che mi facesse gratia d'uno, per q.to viaggio ‹m›io. Ho ben scritto a M. Alphonso che li supplichi de lo allogiamento: il ‹quale ot›tenendo, mi serà gran gratia.
De V. Ill.ma S.
Cordial Servitore
B. Castiglione ||

A lo Ill.mo S.ore e Patron mio ‹e›l S.or Car.le de Ferrara etc.


Missiva autografa. Modena (MO), Archivio di Stato, Archivio Estense. Letterati: C, busta 14.