404. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 5 novembre 1519

Ill.mo et Ex.mo S.re e Patron mio. [1] Monsig.r R.mo de' Medici hoggi mi ha fatto intendere che a Nostro S.re è stato scritto che alchuni de la parte de M. Emilio Maraschotto hanno hauto a dire che, se el dì del combattimento la cosa non va come essi desiderano, nel ritorno, la faranno con tutte le force, a quel peggior modo che la potrà andare. [2] E per questo Sua S.tà volendo evitare li scandali, desiderarebbe che V. Ex.tia prohibisse questo campo e perciò che vorrebbe che la potesse escusarsi de la promessa, ha ordinati dui brevi: uno persuasorio a confortarla de levarlo, l'altro preceptorio, che comanda sotto pene, scomuniche, e censure. [3] Ma questo né anchor l'altro, se gli appresentaranno, se non quanto piacerà V. Ex.tia, sì che quella pensi mo', se vole escusarsi con questo modo, e compiacere Nostro S.re. [4] Il che io laudarei sommamente, perché V. Ex.tia non pò errare, accomodandosi in questo, et in ogni altra cosa alle voglie di Sua B.ne. Collui che porterà li brevi harà comiss‹ione› de apresentarli secondo che vorrà V. Ex.tia.
[5] Io ho risposto a monsig.r R.mo che forsi serebbe meglio lassarli sbizarrire lor dui: perché non lo facendo, forsi ve ‹ne› potrebbono andar più assai, e che del combattimento non è dubbio alchuno, per‹ché› la iustitia si servarà equalissima; ma el sospetto che hanno questi S.ri pare che sia nel ritorno, e for dil stato di V. Ex.tia.
[6] Quella faccia mo' quello che gli piace, benché, come io ho detto creddo sia bene satisfar Nostro S.re in questa ragionev‹ole› dimanda.
A quella baso le mani, et in bona gratia mi raco.do.
In Roma, alli V de IX.bre MDXIX.
De V. Ex.tia
Fidel Servito‹re›
Bal. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r et Patron mio il S.r Marchese di Mantua


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, c. 104.