399. Castiglione, Baldassarre a Della Rovere, Francesco Maria

Roma (RM), 8 ottobre 1519

Ill.mo et Ex.mo S.r et Patron mio. [1] Per le ultime mie, che forno del primo di octobre, scrissi a V. Ex. longamente, et gli avisai la gionta qui de Mons.r de' Medici et quello ch'io intendevo di fare: però di quello non repplicarò. [2] Parlai el giorno doppoi a S. S. R.ma, supplicandoli che volesse operare con N. S.re quello che già più volte si è detto, e repplicai le medeme raggioni et dell'altre, con dire che se al principio ch'io venni N. S.re mi havesse excluso, non harei potuto dolermi che mi havesse fatto torto. [3] Hora, havendomi tenuto tanto, sempre con bone parole et con speranze, le quali io tucte havevo scritte allo Ill.mo S.r Marchese, non solamente io, ma anchor S. Ex. haria grandissima causa de dolersi quando la cosa succedesse al contrario di quello che si desidera et si spera. [4] Dissi anchor molte altre cose sopra di questo, supplicando S. S. R.ma a fare l'officio gagliardamente, se non per altro, almeno per servicio et honore del PP., con quelle raggioni ch'io seppi, mostrando confidarmi certissimamente che con la presentia dovesse operare quello che non havea potuto in absentia.
[5] S. S.ria mi rispose che era dispostissimo a fare quanto mi haveva detto in Firenze, e scritto‹ne› più volte a Roma, et che lui non pensava de hereditare questi stati, né meno havea persona attinente che gli potesse pensare. E però a lui seria molta gratia el poter fare un tal servicio al S.r Marchese et alla S.ria Vostra. [6] Io gli ho dippoi racordato dextramente de parlarne al PP., ma el dì di S.to Francesco S. S.tità se ne andò a messa a S.to Francesco, dippoi di longo alla Magliana, e credo che per questo inverno non anderà più lontano. Monsig.r R.mo de' Medici mi promise parlargli ogni modo el dì cavalchando. [7] Io el dì drieto fui alla Magliana: S. S.ria mi disse haver parlato al papa, et che s'era vestito li mei panni e fatto cunto di essere me, et che la resposta era stata che S. S.tità mi haveva data una dilatione de XV o XX giorni, li quali hormai erono passati, e che l'haveva fatto aspectando una risposta di Spagna, la quale doveria esser venuta tre o quattro giorni sono, et che subito venuta resolverebbe me et lui: sì che anchor questo poco aspectaremo. [8] Il S.r Alberto per anchor non ha parlato a mons. de' Medici, perché, come per altre mie ho scritto a Vostra Ex., non è troppo gagliardo, ma M.r Giovanmattheo è venuto ogni dì a parlarli longamente. [9] Io estimo che importi assai ch'el parli a Medici, perché son certo che farà optimo officio, e parmi che habbia presa la cosa gagliardissimamente. Certo è che presto vedremo ciò che se può sperare. [10] Io da sei o vero otto giorni in qua ho parlato più volte al S.r Alberto, et instructolo bene a mio modo, e parmi conoscer chiaramente ch'el habbia grandissimo desiderio che questa cosa succeda bene.
[11] Il pp. credesi tornerà dimani: non tornando, io anderò insino alla Magliana per stimulare, se non con altro, almeno col lassarmi vedere. Dicevasi che S. S.tità andava a Civita per vedere questa armata di Francia, e pare che lo havea promisso al Conte Petro Navarro, ma non vi anderà, si crede, e tanto meno perché non vedrebbe altro che li legni senza huomini, perché li tre milia fanti, che quasi tucti sono gasconi, gionti nel porto di Civita, sono saltati in terra e cominciato a rubbare e amazzare quanto hanno potuto. [12] Di modo che con gran fretta se sono messi nella terra da circa cento et cinquanta schioppette‹ri›, et la maior parte delli cavalli della guardia qui, per dubbio che non la sach‹e›giassero. E queste fanterie tucte se sono ite con Dio, et la maior parte vengono a Roma, a quattro, e sei, e dispersi tucti, di modo che non li mecterebbe insieme non so chi. [13] Et io ho parlato ad alchuni di loro, che dicono che se lasserebbono prima impichare che tornarvi, e che sono stati quattro mesi senza un quattrino, con biscotto e acqua marcia: sì che questa armata se può dir desfatta. [14] Vero è che li capitanei, alchuni di loro sono venuti qui in Roma, e fanno dare nelli tamburi, e dicono voler dare denari. Credo che haranno fatica a remectere questa compagnia.
[15] Pare che se intenda per certo che la venuta di questa armata et del Conte P.o Navarro qui, non sia stata per altro se non perché molti mesi sono scorrevano per questi mari molte fuste de mori, et el PP. ricerchò al Re qualche galee per questo effecto; le quali non sono mai venute se non hora, benché non fosse più il bisogno; ma ritrovandosi in punto, ha voluto mostrare il Re di satisfare il PP. et el Conte P.o Navarro è venuto voluntieri, forsi per havere qualche mancia. [16] Certo è che hanno posto gran suspetto nel reame de Napoli, di modo che le terre maritime sono tucte guardate, come se havessero li nemici alla porta, et l'armata spagnola sta pur anchor poco lontano da Sicilia, et li è Don Ugo capitanio. [17] Il S.r Prospero non è anchor venuto; pensasi pur che habbia da venire presto.
[18] [Io ho offerto dextramente a Medici li diece milia ducati per meggio de m. Gioanmateo, ma lui mi ha detto] non ne voler parlare, perché [sa certo che Medici lo harebbe per male. Io gli lo ho detto: faccia mo' lui.
[19] Frate Hilarione fu heri qui da me, e dissemi come [el generale era qui], et era el più mal contento huomo che fosse al mondo. E questo perché haveva inteso [da uno certo frate] che Vostra Ex.tia se doleva de lui, dicendo ch'el haveva inteso [che esso generale haveva detto al PP. che stesse pur saldo], che Vostra Ex. [ne lo acordo li lasseria di gratia Pesaro], et anchor dell'altre cose. [20] Il che esso dice non esser punto vero, né mai haver detto tal parole: et dolsi extremamente che di quello in che esso si è mosso amorevolmente, gli ne habbia da venire la malivolentia di Vostra S.ria, e sta tutto tribulato. [21] [E medemamente frate Hilarione] ne sta con fastidio, e dice che esso non serebbe mai venuto a tòrre queste fatiche in questi tempi, se non fosse stato per obedire [al generale], e che pur di questo almeno Vostra Ex.tia gli ha da esser grato.
[22] Io ho cercato di rachetarlo, perché non mi pare al proposito fare altramente: perché invero io mi sono valuto in molte cose [de frate Hilarione, et hollo] sempre trovato amorevole e prudente, benché alli principij io stesse alquanto dubbioso. [23] [Il generale certamente] è più docto in theologia che in queste cose: io non so se lui habbia detto tal parole o no; crederei che fosse bene in ogni modo che Vostra Ex. me scrivesse una lettera, la quale io potesse mostrarli, et in essa affermasse non haver mala satisfactione alchuna [del generale], anzi restar contento di lui, con qualch'altre bone parole [perché s'el negocio vostro andasse più alla longa, se potrebbe valer vostra ex.tia de l'opera de frate Hillarione. [24] E quando el generale] fosse mal contento, lo potrebbe impedire: siché penso che serà bene che Vostra Ex.tia lo assicuri di questo dil modo ch'io ho detto.
Non scriverò più longo a quella, alla quale baso le mani, et in buona gratia mi raccomando.
In Roma, alli VIIJ di octobre MDXIX.
Spero ch'io harò trovato il pugnale.
Di Vostra Ex.
Fidel Servitore
Bal.r Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r et Patron mio il S.r Duca di Urbino etc. In Mantua


Missiva non autografa. Pesaro (PU), Biblioteca Oliveriana, Sezione Autografi, ms. 429, cc. 65-67.