395. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 1 ottobre 1519

Ill.mo et Ex.mo S.re et Patron mio. [1] Alle lettere di Vostra Ex.tia de XVIIJ et XXIIJ dil passato, resposi solamente della recevuta: hora gli dico che sopra la cosa dil sale ho parlato largamente con N. S.re et fatto capace S. S.tità che la raggione et il debito vuole che la difalcatione cominci a quel tempo che mancò quella parte del stato, onde si ha da fare la difalcatione, et sonomi doluto con molte parole in nome di Vostra Ex.tia de Monsignore Armellino, et delli altri ministri di S. S.tità sopra di questo. [2] Il Papa ha accettato il tucto, et in mia presentia fatto chiamar Mons.r Armellino, e dittoli che non faccia torto a V. Ex.: et esso cusì ha detto di fare. Et io dippoi apartatamente gli ho parlato e fattoli intendere che se Sua S.ria R.ma non usa termini iusti et amorevoli con Vostra Ex., quella se gli tenerà poco obligata, et in ultimo ottenerà sempre da N. S.re quello che serà raggionevole, per essere Sua B.ne iustissima, senza operar lui per meggio. [3] Et holli parlato tanto gagliardamente ch'el me ha detto voler essere buon servitore di V. Ex., et far per lei tucto quello che sia in poter suo, più che per alchun altro principe del mondo, et che de questa cosa del sale farà che la serà servita in ogni modo. [4] Pur si è resoluto de no 'l fare senza saputa de M. Iacomo Salviati, del quale parmi quasi che habbia paura: sì che questa cosa se ottenerà, spero, ogni modo, et in ciò niun'altra cosa è giovata excetto che la braveria.
[5] Hammi pregato Mons.r Armellino ch'io intenda da Vostra Ex.tia quanto tempo è precise che quella parte del stato mancò, et se Asola e Lonato se persero tucti ad un tratto; sì che quella potrà ordinare che se me ne dia un poco di aviso, benché per questo non resterò io di stringerla più presto che potrò. [6] Mons.r Armellino anchor mi ha instato ch'io voglia raccomandare a Vostra Ex. in nome suo un Ludovico Martellj, il quale lui dice esser venuto nuovamente alli servicij di quella. Io non so chi egli se sia; pur credo che sia bene che la se degni dirli una parola, ciò è che Mons.r Armellino gli lo ha raccomandato, che a lui serà molto caro. [7] Et io gli ho offerto che s'el serve V. Ex. nelle occurrentie sue, quella serà sempre prompta a compiacere lui, et suoi parenti et amici.
[8] Ho parlato al PP. quanto V. Ex. mi scrive sopra il commiss.rio mandato per le cose di M. Alex.o Spagnolo, et tocco tucti li capi che quella me dice nelle sue lettere. [9] Et veramente S. S.tità mostra haver gran respetto et amore a Vostra Ex., et con le più amorevol parole del mondo me ha detto che lui non è mosso a questa cosa, se non per lo honore della sede Apostolica, et aciò che costoro non potessero lamentarsi che Vostra Ex. gli facesse torto; ma che porta tal singulare amore a quella, che non penserà mai se non de benificarla et compiacerla. [10] Et che questa sua adimanda, ciò è ch'el commiss.rio li habbia auctorità de inquirere tucti li delicti de M. Alex.o et iudicarvi sopra lì in Mantua, pigliando anchor gli altri indicij che restono, gli pare iusta et raggionevole. [11] Io dippoi feci intendere a S. S.tità gli modi che teneva questo commiss.rio ne l'essere aloggiato, et conferire tuctavia con gli advocati di M. Ptolemeo, et con l'huomo di Mons.re di Lautrech, fauctore del p.to; parmi che gli despiacesse. [12] Et dissemi ch'io facessi che M. Giovanni Vincler, quale è uno tedesco che maneggia molto le cose della corte, venisse a parlare a S. B.ne, che gli daria commissione che sopra di questo andasse a parlare con Monsignor di S.ti Quattro. Io non ce l'ho anchor potuto condurre, ma io stesso gli ho parlato et informatolo del tucto, con le medeme raggioni che havevo dette a N. S.re.
[13] Sua S.ria R.ma dice che la commissione di questo M. Sigismundo era di vedere se li primi indicij erono sufficienti alla captura: et quando non fossero stati sufficienti che lo havesse da liberare, et mecterlo in securo in una delle terre della Chiesia, dove havesse da dare sigurtà di stare a raggione con chi lo acusasse. [14] Et quando l'indicij fossero sufficienti, che non facesse altro, ma scrivesse il tutto al Papa: ben però che questo havesse da fare per la prima cosa, nanti che lo liberasse, ponendo che li indicij non fossero sufficienti. [15] Et dissemi che in detta commissione non era fatta mentione alchuna di degradatione, come Vostra Ex.tia mi scrive per la sua, et che per le prime lettere che esso scriveva (che anchor non ha scritto), se vederia come facea, et non andando a buon verso, che se gli provederia. Di modo ch'io spero che in questa cosa Monsig.r di S.ti Quattro debba essere propicio, perché così mi ha promisso con molte amorevoli parole.
[16] Se costui scrive tanto ch'io son qui, farò quell'opera ch'io cognosco essere desiderio di Vostra Ex. Et se esso facesse instantia di condur via M. Alex.o, quella non gli lo comporti per niente. In questo punto è gionto Monsig.r R.mo de' Medici, al quale io anchor parlerò di questa matteria, perché credo che sia assai in proposito. [17] Non trovo che questo commiss.rio sia mai stato procuratore di M. Ptolemeo, ma sì ben un altro da Prato, el quale è morto. Del Cavallere io non ho anchor parlato al Papa, parendomi di attender prima a quest'altra cosa: non mancarò di farlo.
[18] Vorrei scrivere a V. Ex. nove, ma non so che. Quel spagnolo rubbato non è per anchor stato restituito, ma è in Napoli con una ferita assai grave che hebbe quella notte che fu preso, e sta nel arcivescovato, dicesi a petitione del PP.
[19] Il Conte Petro Navarro venne qui in Roma alli XXVIIJ dil passato, et èvi stato insino a questa mattina. Hora se ne è ritornato a Civitavechia, dove è l'armata, di che altre volte io ho scritto a Vostra Ex.tia. N. S.re lo ha acarezzato molto, et è stato in longhissimi raggionamenti con lui: pur non se intende cosa che habbino trattato insieme. [20] Quel che se dice di fora via, si è che il Papa vole che questa armata, insieme con quella di Spagna, qual se dice esser in Sicilia, vadi in Affrica: ognuno estima che per questo inverno non habbino da fare molte facende. [21] Metterò cura de intendere qualche particularitate, et faròllo sapere a V. Ex.tia, benché essendo hora venuto Mons.re R.mo de' Medici, spero risolvermi presto, et venirmene a Mantua, la qual cosa desidero summamente.
[22] Il papa non anderà più a Viterbo. Estimasi che anderà insino a Civita Vechia: il dì precise non si sa.
Altro non mi occorre che dire, se non che baso le mani di Vostra Ex., et in buona gratia sua humilmente mi raccommando.
In Roma, al primo di octobre MDXIX.
Il S.r Prospero Colonna non è anchor gionto in Roma.
Di Vostra Ex.
Fidel Servitore
Baldesar Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.re et Patron mio il S.r Marchese di Mantua etc.


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 93-95.