393. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 26 settembre 1519

Ill.mo et Ex.mo S.re et Patron mio.[1] Questa notte alle X hore ho recevuto lettere di Vostra Ex.tia de XXIIJ dil presente, per la posta di Bologna, circa il commiss.rio venuto a Mantua per M. Alex.ro Spagnolo, e subito sono venuto a Palazzo per satisfare alla mente di Vostra Ex.tia, ma non ho potuto, perché il papa subito doppo desinare è cavalchato a caccia. [2] Heri a mezzo dì ne hebbi un'altra de XVIIJ circa il sale, alla quale anchor satisfarò più presto che me sia possibile. [3] Considero bene, che serà difficultate: ma s'el denaro se havesse in mano da pagar il debito vechio, ciò è fino a quel tempo che si perse Asola, e quell'altre terre, la cosa se potrebbe assettare. [4] Sì che estimo che sarebbe bono fare provisione di questo, perché come li denari si veggono ad ogni cosa se piglia verso. [5] Ho voluto scrivere queste poche parole a V. Ex. per avisarla de haver recevuto le sue, havendo commodità di questa cavalchata.
[6] Il Papa dice de voler andare fora ogni modo questa settimana: estimasi ch'el S.r Prospero Colonna serà qui prima che S. S.tità se parta. Il Conte Petro Navarro tuttavia se aspetta; per anchor non è venuto nemeno il spagnolo che fu preso, ma non può tardare a venire. Dicono che nella presa sua fu alquanto ferito, et da questo procede la tardanza sua.
Altro di novo non se intende. Io baso le mani di V. Ex., et in buona gratia sua humilm.te mi racomando.
Romae, XXVJ.a Septembris MDXIX
De V. Ex.
Fidel Servitore
Bal.r Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r e Patron mio il S.r Marchese di Mantua etc.


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, c. 90.