385. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Della Rovere, Eleonora

Roma (RM), 10 settembre 1519

Ill.ma et Ex.ma S.ra e patrona mia. [1] Ho recevuto la lettera di V. Ex.tia del penult.o dil passato, nella quale la mi commanda ch'io facci opera che Mons.re R.mo Aegenensis accetti a' suoi servicij Imperio. [2] E perché io tutto 'l tempo che son stato in Roma ho usato grandissimo respetto con S. S. R.ma essendone però cusì da lei premonito, dubito anzi quasi son certo che la cosa non succederà. [3] Perché subito ch'io fui in Roma, ricercai di visitar S. S. R.ma, e da lei me fu fatto intendere ch'io non lo facesse per niente, di modo ch'io me ne son sempre stato così.
[4] Hora havendo havuto queste lettere di V. Ex.tia, pensando che S. S.ria R.ma, per haver veduto che questi altri S.ri mi acarezzano et niuno da me si guarda, fosse forsi mutato di fantasia, l'ho fatto retentare, se gli piacea ch'io andassi a basarli le mani. [5] Me ha fatto respondere che non, e che per amor de Dio non faccia, perché potrebbe nocere a lui. Sì che io non so troppo bene che verso pigliarli. Pur per satisfare al desiderio di V. Ex., vederò di fare questo officio per persona interposita, ma non gli ho speranza alchuna.
Non scriverò altro a V. Ex., rimectendomi a quanto scrivo allo Ill.mo S.r Duca. A lei baso le mani et in buona gratia mi racomando.
In Roma, alli X di VIJ.bre MDXIX.
Di V. Ex.
Fidel Servitore
Baldesar Castiglione ||

Alla Ill.ma et Ex.ma S.ra e Patrona mia la S.ra D.ssa Ele. D.ssa di Urbino etc.


Missiva non autografa. Firenze (FI), Archivio di Stato, Fondo Acquisizioni e Doni, c. 59.