384. Castiglione, Baldassarre a Della Rovere, Francesco Maria

Roma (RM), 10 settembre 1519

Ill.mo et Ex.mo S.re e Patron mio. [1] Alli V del presente hebbi una lettera di V. Ex.tia da un servitore del S.r Aluiso da Gonzaga, nella quale la mi ricercha ch'io gli trovi un pugnale spagnolo bono. E così insino a qui ne ho fatto ogni diligentia; ma questi maestri non hanno cosa che bona sia, e quasi tutti sono fatti a Napoli. [2] Di modo che se non sono servito da qualche amico, non mi confido trovarne. Pur vado revoltando quanti spagnoli sono in questa terra, e farò tanto che ne porterò uno, el meglior ch'io troverò. [3] Ho dippoi ricevuto alli 9 del presente per la via de le poste un'altra di V. Ex.tia di IIIJ del presente, dove la mi avisa haver ricevute le mie de XXVIJ: e nel medemo dì è gionto qui el suo messo a posta con le lettere e scritture sue, circa la dote della Ill.ma S.ra D.ssa. E le lettere sono del penult.o di Agosto: sì che el messo è stato un poco tardetto.
[4] Penso che a quest'hora la Ex.tia Vostra harà haute le mie del ult.o del passato, e de 2 del presente, delle quali penso che la vorà darmi risposta. Però io sto con oppinione de non porgere così presto questa dello Ill.mo S.r Marchese che parla de la dote della Ill.ma S.ra D.ssa, ma aspettare a dui o tre dì p.a ch'el papa parta. [5] Il che non pò andare a lungo, e molti estimano ch'el partirà questa settimana, che comincia dimani; che havendo io hauto quel raggionamento con S. S.tà che ho scritto a V. Ex.tia, dove me diede di termine diece o dodici dì (benché questi sempre si possono multiplichare) parmi pur bene aspettare un poco. [6] Tanto più ch'el papa è nella medema oppinione di volere questo spagnolo, e lo ambasciatore si è escusato d'haverlo già dato in mano del viceré, e per questo non poterlo restituire.
[7] Santa Croce, Anchona, D. Hieronimo Vich, lo ambasciatore de Portugallo hanno tutti suplichato al papa che non mandi for la bulla di quella scomunicha, fin tanto che non si vede se lo Imperatore vole restituirlo. [8] Così alhor subito si spazzò con gran diligentia sop.a questo, et si aspetta la resposta, la quale non pò tardare (secondo che si estima) più de otto giorni. A me pare che sia bene aspettare, perché alla venuta di questa, o veramente el papa se risolverà, o veramente darà una dilatione, la quale serà forza che sia lunga. [9] Et in quel caso io me licentiarò di quel modo che ho scritto a V. Ex.tia, e con quelli raggionamenti a S. S.tà et a Monsig.r de' Medici che già si è detto. [10] E se se partirà in quel tempo, io mi troverò in campagna con tutti dui, e vederò qualche cosa di più. E non si potendo concludere come desideriamo, lasserò el camino aperto per intrarvi ogni volta che si vorrà.
[11] [Frate Hilarione a questi dì] me [disse che] havea inteso che [el conte Donino andava dicendo per] tutta [la Marcha che v. ex.ia tornaria presto in casa, e che subornava] quelli [populi], e ch'io gli dovevo scrivere ch'el non dicesse così. [12] Io gli risposi che queste non mi pareano cose da farne gran cunto, che in questo non consisteva né el sì né il no. E se pur a S. S. parea che importasse, che gli scrivesse lui. [13] El S.r Prospero Colonna è tornato di Spagna: dicesi molto acarezato et honorato: qui si era sparsa la fama ch'el [havea dimandato el stato di Sora], ma non [l'havea hauto]. Hora dicesi che [el viceré lo ha hauto et è confirmato ne l'oficio, et ha pagato cento e cinquanta m.a] ducatti: non so se è o no. [14] Circa la cosa de che me scrive V. Ex.tia e la S.ra D.ssa de operare [ch'el m.co Lorenzo accetti Imperio a suo] servitio, non credo che vi sia ordine alchuno, perché pochi dì er'io stato qui, che procurai de andare a visitare [s. s., mi fece] dire [che non vi andasse per niente]. [15] Hora havendo haute queste lettere, ho di novo tentato, pensando che più non dovesse havere questi rispetti, vedendo che niuno altro non gli ha. Insomma mi ha mandato a dire [che non vi vada per niente], e non ne vol sentire parola. [16] Sì che se Vostra Ex.tia vole ch'io tenti altra via, me lo comandi ch'io non mancherò. Questo S.re è tanto umbroso in q.ta cosa, che è maraviglia, e non vole che le mosche di quel paese se acostino alla casa sua. [17] V. Ex.tia debbe havere intesa la morte de M. Iulio da Orvieto, de infirmità: dicono con molta devotione e come harebbe fatto un santo.
[18] Io. [de Iuarra se racomanda a v. e.tia], e sta [di molto mala voglia], parendogli che non gli havendo dato V. Ex.tia risposta, non lo tenga per servitore. Io l'ho consolato assai, e dettoli el contrario, ma lui viene insino alle lachryme. Sì che V. Ex.tia di gratia gli faccia fare una parola, o me scriva a me cosa ch'io gli possi mostrare.
[19] [Dipoi che io hebbi scritto le altre mie a vostra ex.tia, frate Hilarione mi disse che esso ne la sua gli havea scritto che non stette mai in tanta speranza come hora, per uno suo iuditio del quale io ero consapevole. Io ho voluto sapere che iuditio è questo. [20] Hami detto che lui estima certo che s'el papa ha suspicione di guerra, che ne consolarà. Dipoi dice haver inteso dal car.le Araceli che li francesi vogliono ogni modo ch'el papa se declari, et essendo così, che sua s.tità non potrà stare senza suspicione di guerra, e per questo stabilirà vostra ex.tia nel stato suo. [21] Vero è che li francesi fanno grandissima instantia di questo et il s.r Alberto la maneggia, benché stia in letto: tanto che io non ho mai potuto haver gratia di parlargli, con tutto che io li sia andato cinquanta volte. [22] El papa inclina molto a' francesi, perché teme molto questo nome de Imperatore, et è molto indutto a questo da' francesi.
[23] Io vedendo che la partita sua se aproxima, spensi heri frate Hilarione a parlar a sua s.tità, e dirgli che mi havea lassato molto di mala voglia in casa, e che io sopra questo havevo discorso con lui molte cose: max.e che a me non parea che sua s.tità havesse inclinatione a far questo di che la suplicavamo, perché niuno ostaculo vi potea essere altro che la mente propria di sua b.ne. [24] E questo aspettar la resposta di Spagnia mi parea segno che se sua s.tità trovava modo de quietare, che non vorrebbe far cosa che noi volessimo. E questo era quello che mi dolea estremamente, perché el Marchese e vostra ex.tia desideravano non meno che el stato, e che a questo modo parrebbe quasi ch'el si havesse quasi con disturbo di quella, e non con quella libera voluntà che se desiderava. [25] E molte altre parole di questa sentenzia: le quali tutte frate Hylarione questa matina mi ha referito haver detto. E dice che papa quasi si turbò e disse: [26] "Baldesar non discorre bene, non discorre bene", due o tre volte. "E se inganna, s'el pensa che io vogli far questa cosa per forza; che io starei prima a sententia di perdere el papato che farlo per forza. Ma io, facendolo, lo voglio fare di bona voglia. E questo ha da nascere dal mio capo e non d'altro loco. [27] E dite a Baldesar che io non lo inganno, e non li do parole. Ma io voglio assettar le cose grandi e le piccole; e forsi le piccole mi aiutaranno ad assettar le grandi. E penso de restringere li mei, e fargli meglio che non dimandano", e certe altre parole in conformità di quelle ch'el disse a mì l'altro giorno.
[28] E replicando frate Hilarione di questa longhezza, el papa li respose: "Questa risposta non può tardare. Per amor de Dio, dite a Baldesar che non se creda ch'io lo inganni, che io lo risolverò presto". Sì che vostra ex.tia intende.
[29] A me par di stare uno poco così, e come mi parrà tempo, me servirò di queste cose de la dote della duchessa per sperone. E se la cosa harà da andar in longo, procurerò che la se commetta, e parlerò a Medici ove il serà, e governaròmmi secondo el tempo.
[30] E del tutto avisarò vostra ex.tia, + alla quale baso le mani, et in bona gratia mi racomando. In Roma, alli X de VIJ.bre MDXIX.
[31] V. Ex.tia mi scrive spesso ch'io non perdoni alla penna: non so se la voglia dire ch'io scrivo poco, o non quello che bisogneria. Quella sappia ch'io non mancho, dove conosco, e scrivo tutto quello ch'io posso ritrharre. Ma altre volte gli ho scritto sop.a di questo, e come le cose passano molto tacitamente. [32] E questi ministri si guardano molto da me, perché sanno quello ch'io procuro, ciò è per cui, e sanno che V. Ex.tia non è anchor in termine che a loro paia bene el comunicharli: pur de le cose de importantia, forsi ch'io le ho scritte tutte insino a qui.
Di novo a quella baso le mani et in bona gratia mi raco.do.
De V. Ex.tia
Fidel Servitor
Bal. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.re e patrone ‹mio› il S.r Duca di Urbino etc.


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