383. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 10 settembre 1519

Ill.mo et Ex.mo Sig.re e Patron mio. [1] Hebbi per la via di Firence alli 3 del presente una lettera di V. Ex. di XXVIIJ dil passato, nella quale la mi avisa haver mandato a Mons.re R.mo de' Medici un suo canc.o per operare con S. S.ria R.ma quanto bisognava circa la cosa di M. Alex.ro Spag.lo. [2] Hebbi insieme tre altre lettere dil R.mo Medici, una a Mons.re di Cortona, l'altra al dattario e l'altra a M. Giovanmattheo; tutti tre forono date subito, et il Dattario e M. Giovanmattheo si escusorno molto con meco de non haver operato per questo frate Paulo, se non poco. Et io so che non è così. [3] Pur dissero da qui inanti de non voler impacciarsene, et offeriano l'uno e l'altro la servitù sua a V. Ex. in questo et in ogni altra cosa che gli occorrea. Il medemo disse Mons.re di Cortona a M. Angelo Germanello, e di poi a me, subiungendomi che N. S.re havea sempre havuto buona oppinione di M. Alex.o, e che S. S.tità molto se meravigliava ch'el fosse incorso in quelli errori che si vedevano per quelli capituli ch'io gli mostrai, quali V. Ex. mi mandò. [4] E fu vero ch'el papa mostrò maravigliarsene; dippoi dissemi ch'io gli mostrassi a Mons.re de S.ti q.ttro . Et andando io per fare questo officio, S. S.ria R.ma non li volse vedere, dicendomi che non bisognava, perché essendo già in via il commiss.rio che veniva a Mantua per questo effetto, da lui se intenderia poi il progresso di tutta la cosa. [5] Io, S.r mio, estimo che questo movimento tutto si faccia non per altro se non per cavare denari, et aciò che, se M. Alex.ro serà condemnato, la condemnatione venga alla Camera Apostolica, perché qui è oppinione che m. Alex.ro habbia da pagare. [6] Hame anchor detto una persona degna de fede che Mons.re di Cortona ha havuto a dire [ch'el Salve ha qualche obligatione a meser Alexandro Spagnolo], et [al fratello]. Non so se fosse bono [ricercare questa cosa] adesso; pur ho voluto che V. Ex.tia l'intenda.
[7] Ho dippoi ricevuto un'altra lettera di XXX dil passato con una directiva a N. S.re, et un'altra a Mons.re R.mo de' Medici, con le copie de l'una et dell'altra, per ricercare da S. S.tità la dote della Ill.ma S.ra D.ssa di Urbino. Apresentaròlle secondo il bisogno, et del tutto avisarò V. Ex. Et di questo non dirò altro perché ne scrivo largamente allo Ill.mo S.r Duca.
[8] Ho anchor recevuto un'altra di V. Ex. di quattro dil presente, nella quale non è altra continentia se non lo aviso di haver recevuto le mie.
[9] Io non manco di cercare con ogni diligentia una mula per la Ex. V., ma qui ne è una grand.ma carestia, et già io ne ho vedute molte, ma tutte non vagliono un quattrino, e quelle che vagliono sono in man di persone che non le vogliono dare. Pur io non cessarò di cercare.
[10] Potrà parer strano a V. Ex.a ch'io non li scriva delle nove, ma la causa è che cosa alchuna non se intende. Scrissi alli dì passati dil caso di quel spagnolo che fu rubbato e condutto via, e come N. S.re l'hebbe molto a male, et havea fatto una bolla di escomunica, la qual era contra lo Imperatore, piombata e tutto. [11] E raggionatone in concistorio, Mons.re R.mo di S.ta Croce et Accoltis supplicorno a S. S.tità che volesse far soprasedere al mandar fora la bolla, perché operariano che l'huomo ritornasse. Et a' preghi di questi et altri S.ri il papa fu contento; ma perché l'huomo già era nelle mani dil Viceré de Napoli, è stato necess.rio scrivere in Spagna per havere questa licentia di restituirlo. [12] Questa risposta hora si aspetta, e non venendo ch'el se restituisca, potria forsi generare qualche grande effetto, [perché] questi [francesi solicitano quanto] più [possono Salve che se declari], et [oferiscono] assai e gli mettono [molte gelosie. [13] Salve] da natura [sua è più inclinato a' spagnoli] che [a' francesi], ma [aborisce] et [ha in odio e teme questo nome de Sancta] massimamente in costui [che è tanto potente].
[14] Il S.r Alberto da Carpi maneggia le cose di Francia, e serà qui amb.re residente del X.mo. Vero è che per anchor non se parte di camera, et io insino a qui non gli ho mai potuto parlare, et a questo med.mo termine sono anchora alchuni Car.li di questa corte, che da lui non possono havere audientia; vero è che per anchor sta molto indisposto.
[15] Il S.r Prospero Colonna è tornato a Napoli, dicesi molto acarezzato et honorato dalla Ces. Cath.ca M.tà, e dicesi che per opera sua il Viceré de Napoli è confirmato.
[16] La partita dil Papa di Roma, estimasi che serà presto; pur per anchor non se intende il dì determinato. [17] Mons.re R.mo di Cortona dimatina se parte de qui e vasene a Firenze, al governo di quella cità, perché subito che N. S.re sia fora, Mons.re R.mo de' Medici se partirà da Firenze e venirà a S. S.tate, e seco se ne tornerà a Roma.
Altro non mi occorre che dire a V. Ex. se non che basandoli le mani humilmente in buona gratia mi racomando.
In Roma, alli X di Septembre MDXIX.
De V. Ex.tia
Fidel Servitore
Baldesar Castiglione

Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 83-84.