381. Castiglione, Baldassarre a D'Este Gonzaga, Isabella

Roma (RM), 2 settembre 1519

Ill.ma et Ex.ma S.ra e Patrona mia. [1] Io ho parlato a Nostro S.re pur hoggi de molte cose, e circa M. Alex.o Spagnolo, havendo veduto una lettera de Monsig.r R.mo nostro, nella quale S. S. mostra desiderare ch'el comissario ordinato vada a Mantua, ho detto a S. S.tà che V. Ex.tia e monsig.r R.mo e lo Ill.mo S.r Marchese hanno questo desiderio, acciò che la mente di Sua B.ne sia presto ben chiara del modo che procedeno, e con quanta iustificatione. [2] El papa mi rispose: "Adesso adesso havemo espedito questo comissario, e gli havemo data la più dolce comissione che ne è stato possibile". Io ne gli basai gli piedi.
[3] Parlai del Generale Cervetta: el papa me rispose che non era maraviglia che non facesse quello che dovea nelle cose d'altri, perché non lo facea neancho nelle cose sue proprie. Io gli dissi che de le sue potea pigliarsi un poco più sicurtate, ma delle altrui non gli virrebbe così fatto, perché V. Ex.tia lo astringerebbe, e lo farebbe pagare. [4] El papa rispose che voleva che pagasse in ogni modo, e che gli farebbe scrivere che non manchasse per niente. Hora che V. Ex.tia ha fatta questa escusa, crederei (s'el non paga), ch'ella potesse senza scrupulo de conscientia farlo astringere.
[5] Parlai anchor della cosa perch'io son qui principalmente; el papa che sta molto turbato con questi spagnoli, et ha publicata una bulla, ove dechiara scomunichato, maledetto, interdetto, inhabile ad ogni dignitate, privato d'ogni honore, e mille altre maledicioni, ciaschun che se sia intromesso, o dato favore, o consiglio a chi ha preso questo spagnolo de ch'io ho scritto allo Ill.mo S.r Marchese, me disse che forsi presto presto aconciaria la cosa mia, e qualche un'altra. [6] E nel processo del parlare mi acennò di Ferrara, dicendomi che assettaria le cose di questi S.ri, e si serviria di loro: e nominòmi anchor Mantua. Io sop.a questo dissi quello che meglio mi occorse, e feci quello officio che devo quanto seppi. [7] Ho voluto che V. Ex.tia lo sappia, perché col suo prudent.mo iudicio la consideri se ben fosse far più una cosa che un'altra con lo Ill.mo S.r D.ca suo fratello. Io a quella baso le mani, et in bona gratia sua humilmente mi raco.do.
In Roma, al 2 de VIJ.bre MDXIX.
De V. Ex.tia
Fidel Servitor
Baldesar Castiglione
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Alla Ill.ma et Ex.ma S.ra e Patrona mia la S.ra Marchesana di Mantua etc.


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 81-82.