380. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 2 settembre 1519

Ill.mo et Ex.mo S.re e Patron mio. [1] Essendo sopraseduta la posta, mi è parso dare aviso a Vostra Ex.tia come Mons.re R.mo Armellino ha havuto resposta da Firenze circa la cosa dil sale da questi S.ri Commiss.rij, li quali sono M. Iacomo Salviati et un altro. [2] E questa è che essi sono contenti di fare questa difalcatione secondo la nota delle boche che V. Ex.tia ha mandata; ma vogliono prima essere satisfatti de quanto sono creditori insino al dì de hoggi, e vogliono che la difalcatione comenzi dal dì che essi seranno pagati e non prima.
[3] Io gli ho fatto instantia che voglino difalcare cominciando dal tempo che Asola e quell'altre terre si persero, che così mi par ragione. In somma Mons.r R.mo Armellino mi ha chiarito che non se farà, ma che bisogna pagare secondo la conventione delli primi capituli, per tutto 'l tempo passato insino al dì che haveranno questo pagamento, e la difalcatione da quello indrieto. [4] Sì cheV. Ex. può far provedere di questi denari più presto che se può, per uscire di questo fastidio, che mai me hanno detto una volta come l'altra.
[5] La cosa di questo spag.lo di che io per l'aligata ho scritto a V. Ex.tia sta pur così: N. S.r è adirato et in ferma deliberatione di volerlo. Non so ciò che succederà. [6] Scrivo allo Ill.mo S.r Duca un raggionamento mio havuto hoggi con Sua S.tità sopra di questo. La figliola dil mag.co Lorenzo, quale è stata alla morte, pare che sia alquanto megliorata.
Altro non mi occorre, se non che baso le mani di V. Ex. et in buona gratia sua humilm.te mi racomando.
In Roma, alli IJ di Septembre 1519.
Di V. Ex.
Fidel Servitore
Baldesar Castiglione
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Allo Ill.mo et Ex.mo S.re e Patron mio il S.r Marchese di Mantua


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, c. 80.