377. Castiglione, Baldassarre a D'Este Gonzaga, Isabella

Roma (RM), 31 agosto 1519

Ill.ma et Ex.ma S.ra e Patrona mia. [1] Due lettere di V. Ex.tia ho ricevute, una di mano di M. Mario, l'altra di propria, e quella gli baso della prontezza che.lla usava in procurare ch'io fosse satisfatto di quanto desideravo sapere.
[2] Le mie collere sempre sono tali che mi passano presto, et acorgomi che le cìngane che vanno indovinando la bona ventura, dicono el vero, perché el fu già una che, guardandomi sulla mano, mi disse ch'io mi scoruzavo presto, e presto tornavo. [3] Delle pertinacie non è già così, ch'io non mi so mutare: né presto mi ostino, né presto mi muto, sì che io non so come farò del consiglio che V. Ex.tia mi dà. Dio mi conceda ventura, et il conoscere quello che è mio bene, e poterlo exequire. [4] Ma sono certe cose fatali, dove poca forza ha la prudentia humana; benché io da questa sempre fui tanto absente, che non la conoscho, e le medicine che se pigliano per havere sanitate, talhor amazzano. Sì che bisogna racomandarsi a Dio e tutti li santi, e lassar fare a loro.
Io baso le mani di V. Ex.tia, et in bona gratia sua humilmente mi raco.do.
In Roma, all'ult.o di Ag.to MDXIX.
De V. Ex.tia
Humile e devoto Servo
Bal. Castiglione ||

Alla Ill.ma et Ex.ma S.ra e patrona mia, la S.ra Marchesana di Mantua etc.


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 78-79.