375. Castiglione, Baldassarre a Della Rovere, Francesco Maria

Roma (RM), 27 agosto 1519

Ill.mo et Ex.mo Sig.re e patron mio. [1] Benché io non habbia cosa alchuna da scrivere a Vostra Ex.tia per haver già scritto in tre volte quello che mi occorreva, pur scrivo pensando che quella intenda voluntieri quel poco che ci è, che invero è poco: e quel poco va tanto secreto che mal si può cavare.
[2] A questi dì è venuto uno gentilhuomo di Francia il quale, secondo ch'io intendo è molto grato al Re, et a Madama, e molto consapevole del animo dell'una e dell'altro . Estimasi ch'el se fermerà qui per ambasciatore dil X.mo apresso il Papa. Del rapporto suo non ho potuto intendere particularitate, se non molte proferte di far pace e guerra come a S. S.tità piacerà.
[3] Parlasi anchor della venuta dil X.mo in Italia, come a spasso, ma non si crede: certo è che Sua M.tà fa gran partiti per tirare a sé una parte de svizzeri. Questi spagnoli minacciano molto di guerra con parole; effetto alchuno non si vede, né si crede per molti. Il Sig.re Alberto per anchor sta in casa, et io insino a mo' non gli ho potuto parlare commodamente; penso di parlargli in ogni modo presto. [4] Il Papa a questi dì hebbe un giorno un poco di febre con doglia di testa, e disturbo di stomacho; pur non entrò in letto, et il medesimo dì giocò un pezzo a primiera. Heri venne nova che la figliola dil M.co Lorenzo stava in transito di morte per febre e mal de varole.
[5] Giovan da Sora è venuto qui, et ha fallito per camino gli denari per il giardiniero; ma dicemi ch'el tornerà subito a Napoli e satisfarà al tutto. V. Ex. vederà per sue lettere delle giostre e pompe de Napoli. E lui molto se racomanda a quella, e li basa le mani, come devoto, et afficionato servitore ch'el gli è, che mai non manca di offerirsemi, pur che occorresse far qualche cosa che fosse in servitio di V. Ex.tia. [6] Della [cosa del s. Sigismondo] ho cercato de intendere quello che è [ne la mente de madonna Madalena]; trovo che S. Sig.ria ha in odio summamente [el S.r de Camerino, e sta] in ferma dispositione de [non li dare per niente la figliola], allegando [la impotentia, la] quale esso ogni dì se sforza mostrar al papa che non sia. [7] E credo che harà fatica a farlo credere. [La p.ta m.a Madalena] è inclinatissima [al s.r Sigismondo]; e credo [anchor che se a lei stesse serebbe] propitia alle cose di V. Ex.
[8] Del partito che io scrissi [de ma.a Bartholomea col fratello del car.le Cibo], non sono passato più avanti, perché son cose che, o se faranno tutte, o niuna. Io son certificato [che el papa], alla havuta [de una risposta che aspetta] prestissimo [di Spagnia, risolverà] molte cose, e tra l'altre quelle di V. Ex.tia. Dio ce la mandi buona: non se gli manca de ogni diligentia e dextrezza.
[9] Io [sto con grandis.mo dubio per li respetti] che già ho scritto a Vostra Ex.tia, e [per questi capituli signiati a tutto il stato], che sono molto larghi a quelli populi; V. Ex.tia intenderà il tutto. Io harei mandati li ditti capituli, [ma non ho potuto haverli] perché [questi ministri] molto [se guardano da me], ma certo è che sono molto ampli.
[10] Io sono stato hoggi a visitare M.a Felice, la qual molto se racomanda a V. Ex.tia, et è assai travagliata, [massimamente dal s. Renzo, el quale gli ha levato lo abate, primo figliolo del s.r Giovan Giordano e madama Chiarlotta. El car.le Orsino è propitio] alla p.ta Sig.ra Mad.a Felice: pur non resta per questo che la non habbia molti guai.
Altro non scriverò a V. Ex., se non che desidero summamente haver sue lettere. Et a quella baso le mani, et in bona gratia mi rac.do.
In Roma, alli XXVIJ di Agosto 1519.
De V. Ex.
Fidel Servitore
Baldesar Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio il S.r Duca di Urbino etc.


Missiva non autografa. Firenze (FI), Archivio di Stato, Fondo Acquisizioni e Doni, cc. 70-71.