373. Castiglione, Baldassarre a Della Rovere, Francesco Maria

Roma (RM), 20 agosto 1519

Ill.mo et Ex.mo S.re e Patron mio. [1] Io ho scritto dui dì sono a V. Ex.tia, pur mi par bene replicharli anchor questa, e dirli che quella via per la quale io speravo de chiarirme in tutto della mente di Nostro S.re, non mi succede come io vorrei: e questa è quella del S.r Alberto da Carpi, el quale essendo venuto qui non molto sano, sta in letto continuamente. [2] Io l'ho visitato una volta sola; e per havere compagnia, e per non mostrare importunitate non gli parlai di questo. So ben che S. S. sa ch'io gli vorrei parlare, e che faccio fondamento sopra lui grand.mo; et holli fatto intendere per più mie lettere l'obligatione che gli haverà, oltre V. Ex.tia anchor el S.r Marchese, succedendo questa cosa in bene per suo meggio.
[3] Pur con tutti questi rispetti, gli sono stato due volte dipoi, né mai gli ho potuto parlare, facendo sempre S. S. scusa di sentirsi molto indisposto, e fastidito. E M.ro Sigismundo suo mi ha fatto intendere che quando fosse tempo, mi manderia a chiammare, né mai mi ha mandato a dire parola. [4] Io non scio se questa cosa habbia lei anchora misterio: a me pare che ognuno mi meni in lungo, e sono pieno di fastidio, e tanto più che la partita del papa di Roma se aproxima. E dubito che serà una meggia resolutione; so ben però quasi certo che S. S.tà dirà che per anchora non è risoluto, né mi darà la negativa. [5] [Ma io dubito in effetto che in la mente sua sia pur la negativa. E quanto più penso a queste ragioni che dice el frate Hylarione che alega papa per scusa di la sua dilatione, che sono honeste e ragionevoli, tanto meno me li posso applicar el cervello. [6] E questo dir che aspeta una resposta, mi fa travedere, benché io penso che sia questa che ne l'altra mia io scrissi: ciò è vedere se tra Francia e Spagna si può stabilire acordo. Il che lo faria stare securo lui. [7] E però considero che di sua voglia non pensa di far quello che noi vorressimo: che se gli fosse inclinato, come ricercariano tante raggioni che se li sono allegate, e comoditati di sua s.tità] e de li [suoi, non mi par che rispetto alchuno ragionevole lo potesse rimovere: che se tra Francia e Spagna ha da essere pace, serà anchor con lui. [8] Et in tal caso a lui sta a far delli soi subditi ciò che li piace. E questo atto di grandezza e clementia tanto più serebbe da laudare, quanto meno fosse sforzato. E certo è che non serebbe alchuno che non lo laudasse, e lui se levaria quelli fastidij e querele che ogni dì ha del stato, e guadagniariase] vostra ex.tia [per schiavo. [9] Se anchor sucedesse la guerra, molto meglio per Sua S.tità e più honorevole serebbe farlo prima et anticipare che aspettare quando già le cose fossero in tumulto.]
[10] Sì che io [non conosco più in là] in questa [cosa. È certo che o pace o guerra se aspetta; ma io dubito che s.a s.tità non habbia così bene evacuato] l'animo [di odio verso vostra ex.tia come dice, e però non se ne fidi in tutto, o forsi stia pur dubioso de dar questo stato a qualchuno de questi bastardi di casa sua. [11] Il che però mi par dificile. Ma io mi trovo confusissimo, e quelle poche cose che io posso cavar da Gio. Mateo sono tanto seche che non me chiariscono.
[12] Vero è che havendo io scritto a Medici, e dolutomi de la absentia sua con dire che s'el fosse stato in Roma, io serei mo' expedito, e che suplicavo s.a s.ria r.ma che mi consigliasse quello che li parea che io facesse, mi rispose la qui alligata, che io mando a vostra ex.tia. [13] E] dipoi [ragionandone io] con meser [Gioan Mateo, mi parlò medemamente in questa sententia. Di modo che questo acenarmi così, mi par quasi un dire che l'homo per adesso non è] per trharne [altro].
[14] Sì che, S.r mio, [non so che mi dire. Pur dopoi ch'el si è fatto tanto, pareriami ch'el fosse bene che io aspettasse fin ch'el papa se partisse di Roma, e se in quel tempo non harò hauto altra resolutione, come] quasi [son certo, alhor gli mostrassi la lettera dil marchese, con dir che mi è necessario venire a Mantua, e che io lasserei ordine a] m. Io. Math [che me scrivesse. [15] Che ogni volta che s. s.tità havesse quella risposta che aspetta, e se risolvesse di far qualche bono effetto, che subito io mi metterei in via, e venirei dove fosse quella senza perder tempo. E così non se troncheria la pratica, anci se tenerebbe viva scrivendo e mostrando sempre di credere e sperare ch'el papa lo volesse fare.
[16] Ma prima che io mi partissi gli farei un altro longo ragionamento, a persuaderli quello che se desidera, benché non saprei che altro me li dire di quello che se gli è detto, excetto la morte de mons.re de' Rossi che morì heri a] XIIJ hore, e questa [matina fu sepelito. E se pur papa havesse in animo di far questa cosa, non mi lassarebbe partire, ma se resolveria, o vero mi condurebbe seco.
[17] Fra tanto s'el S.re Alberto se rihavesse, e volesse far quello che mi ha scritto, gli lo lasserei atachato a le orechie: et io venendo a Mantua, farei di novo l'oficio con Medici, nel quale al iudicio mio consiste una gran parte de questo negocio. E poi faccia lei. [18] E se fra tanto a vostra ex.tia occorresse, non restasse di far quello che gli mettesse meglio. Laudarei ben io che la pratica se tenesse viva più che fosse possibile, ma se facesse conto che la non ci fosse. [19] Vero è ch'el papa ogni dì dice che suo naturale è condurre ogni cosa alla longa, e che con lui bisognia havere patientia. Ma Santo] Iob la [perderebbe hormai. Io non so che altro mi scrivere a vostra ex.tia, se non suplicarla che la se degni darmi subito resposta: ciò è, se li piace che io tenga questa via, o qual altra li piace più, che io non mi governarò se non come a lei piace.
A la quale basando le mani in] bona gratia [me racomando. In Roma, alli] XX di Agosto MDXIX.
De V. Ex.
[fidel servitore
Baldesar Castiglione]

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