368. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 17 agosto 1519

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Alli XIIJ del presente ho recevuto un plico di lettere di V. Ex.tia, tra le quali una delli 3 pur del presente contiene difusamente le particularitati della causa che ha Vostra Ex.tia contra il S.re Alberto da Carpi per conto della possessione che già fu di Carlo Bardellone. [2] E perché il Sig.re Alberto è gionto qui in Roma dui dì sono, ma conquassato et debile assai della infirmità passata, di modo ch'io per anchor non gli ho potuto parlare, aspettarò un poco di tempo, e raggionerò con Sua S.ria sopra di questo, cercando indurla a quello che Vostra Ex. desidera. [3] Vero è che se a questo serà necess.rio usare termini di raggione, et andar per via di iustitia, ogni altro serà megliore di me. Pur me consultarò, e cercarò de satisfare a Vostra Ex.tia quanto mi serà possibile, et del tutto gli darò aviso.
[4] Ho anchor recevuto un'altra de V. Ex.tia dove la me fa intendere che havendo scritto frate Hylarione allo Ill.mo S.r Duca quanto occorre, io posso pigliare licentia da N. S.re; della quale io me servirò secondo il bisogno. [5] Ho anchor recevuto due altre lettere sopra il cunto del giardinero; così questa settimana penso remectere li denari a Napoli in mano de Gioanni da Sora, con li quali esso habbia da inviare el giardinero a V. Ex.tia.
[6] Delle cose dello Ill.mo S.r Duca non posso scrivere a Vostra Ex.tia altro che quello che già mille volte gli ho scritto. El Papa (credo) andarà presto fuor di Roma, e penso anchor accellerarà tanto più la sua partita, quanto serà più stimulato per la morte dil R.mo Car.le de' Rossi, el quale a quest'hora sta in transito, e penso che non viverà tre o quattro hore. [7] El principio del suo male è stato gotta neanche troppo acerba, et ègli sopragionto un poco di febre con flusso, e debilità di stomacho che in un tratto gli ha levato tutta la vertù. [8] Alchuni dicono che è stato veneno, ma io non lo credo: e più presto estimo che li medici non intendendo la sua infirmità, l'habbino ammazato, come fanno anchor molti altri: che, credo, se havessero el campo da Vostra Ex.tia su la piazza di Mantua, non li verria fatto de ammazarne tanti come fanno: e l'huomo almen potrebbe veder suo conto, e pagarli della medesima moneta.
Altro non mi occorre da dire a Vostra Ex.tia, se non che a quella humilmente baso le mani et in buona gratia mi racomando.
In Roma, alli XVIJ di Agosto MDXIX.
De Vostra Ex.tia
Fidel Servitore
Baldesar Castiglione
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Allo Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio, il Sig.r Marchese di Mantua


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 70-71.