366. Castiglione, Baldassarre a D'Este Gonzaga, Isabella

Roma (RM), 12 luglio 1519

Ill.ma et Ex.ma S.ra e Patrona mia. [1] Io non ho mandato questo cavallaro insino a mo', per non sapere che scrivere: pur ultimamente, lo mando per scrivere almen questo, ch'io non ho che scrivere. Alchuni mei ragionamenti apertinenti a M. Ptolemeo e m. Alex.o, li quali io ho hauti con Nostro S.re, scrivo al R.mo S.r Car.le. [2] Quelle poche nove poi che vi sono, scrivo allo Ill.mo S.r Marchese. Et così a V. Ex.tia non resterà altro che scrivere, se non che la moglie già del S.r Fracasso da S. Severino li basa le mani, e dice volergli mandare certe medaglie che si trovano in pegno insieme con una sua pellizza, per bisogno del prefato S.re, perché già era estate quando el morì. [3] E la prefata supp.ca V. Ex.tia che faccia intendere a M.a Constanza Rozzona che si faccia dare una possessione da un M. Christoforo dal Poggio, e dappoi essa M.a Constanza gli dia a.llei tre miglia duccati. La raggion perché, non la so.
[4] M. Ptolemeo ha grandi amici presso el papa, ciò è che ge lo dipingono per un homo da bene: di modo che a me è forza fare quello che non soglio, ciò è dire male assai, e così faccio. [5] Delle speranze di qua, io le ho tanto tenue, e senza spirito che non potrebbono esser più. Sto tutto pieno di fastidio, perché mi pare portare grand.ma faticha e travaglio, e parmi in‹da›r‹no›, che se pur servissi, non mi doleria. [6] Sup.co V. Ex.tia che mi comandi lei qualche cosa ch'io habbia a far qui, o mi comandi che mi parta de qui. Ritròvomi anchor senza denari, però la sup.co a comettere ciò che gli piace.
A quella baso le mani, et in bona gratia mi raco.do. In Roma, alli XIJ de Agosto MDXIX. Di V. Ex.tia Fidel Servo B. Castiglione
||

Alla Ill.ma et Ex.ma S.ra e Patrona mia la S.ra Marchesana di Mantua etc.


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, c. 69.