365. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 12 agosto 1519

Ill.mo et Ex.mo S.re e Patron mio. [1] Io ho sopratenuto tanto questo cavallaro per havere qualche cosa da scrivere a Vostra Ex.tia che fosse degna di aviso, ma non mi occorrendo altro, ho pur deliberato mandarlo con quel poco ch'io ho: che circa le cose del S.r Duca se va pur con la solita dilatione, ben però con buone parole, come io difusamente scrivo a Sua Ex.tia.
[2] De M. Ptolemeo non ho inteso altro se non che qui è uno suo fratello frate di S.to Dominico, el quale molto se lamenta, e massimamente della captura di M. Alexandro, el quale dice essere nelle mani di Monsig.r R.mo et Ill.mo di Mantua che è suo inimico capitale; et ha havuto adito de andare a' piedi di N. S.re. [3] Et per quanto io ho inteso, havea ottenuto da S. S.tità che la causa fosse remossa da Monsig.re di Mantua e posta nelle mani a Monsig.re di S.ti Quattro.
[4] Io ho parlato al PP. e penso havere remediato. Laudarei bene che la Ex.tia Vostra, havendo ritrovato nella examinatione di M. Alexandro cosa de importantia, quella la mandasse subito, acioché N. S.re et tutti gli altri fossero chiari ch'ella non se muove per cupidità di robba o denari, ma per la sola iustitia. Ho scritto del raggionamento mio con N. S.re a Monsig.r R.mo, però non ne dirò altro a Vostra Ex.tia.
[5] La expeditione del sale, penso mandarla per questo cavallaro, benché Monsig.re R.mo Armellino, al quale è commisso questo negocio, mi tiene molto in longo.
[6] Qui non se intende cosa alchuna nuova: questi dui Principi, ciò è lo Imp.re e Francia, quasi a regatta fanno offerte al Papa, et per quanto se intende, se tratta amicitia tra lo Imperatore e Sua S.tità.
[7] A questi dì venne un gentilhuomo spagnolo dalla Corte in posta; adesso sta per partirsi medemamente in poste: credo che porti qualche particularitate di conventione tra N. S.re e lo Imp.re: Dio sa ciò che serà. [8] Dell'armata che è nel porto di Cartagena se dice che andarà in Affrica, e questo si crede perché le galee che erono venute a Napoli sono state revocate. Il Sig.r Prospero Colonna alli XIi di questo devea imbarcarse per venire alla volta de Italia.
[9] Di Roma non scio dar nuove a Vostra Ex.tia se non che a questi dì per allegrezza dello Imperatore, se fece una mustra de italiani, li quali forno da circa cinquecento, e non fecero troppo bella vista, né gran concorrentia alli spagnoli, né alli tedeschi. [10] Successe pochi dì doppoi per causa d'un servitore di Monsig.re Armellino et un altro di monsig.re di Anchona una gran costione tra le famiglie delli p.ti S.ri et ve se interpose anchor quella di mons.re Cornaro. [11] Et per due hore durò una gran baruffa, nella quale l'Unico Aretino se portò valentissimamente, che da una finestra sua gettò da circa quattrocento coppi e mattoni e sassi, e ruppe più di cento mustacci; e benché li fossero tirate molte schioppettate, mai non volse levarsi da quella finestra. [12] Pur la cosa se acquietò, ma fu grand.mo pericolo che la sera drieto non se ne facesse una molto maggiore; che per servicio di questi Sig.ri, chi da una parte et chi dall'altra, s'erono armati più di quattro milia huomini, e tutta casa Colonna e casa Orsina, e quanti sp.li e francesi sono in Roma vi si erono posti, di modo che già se cominciava a gridare Imp.rio e Francia, e Orso e Colonna. Et se il papa non ve si interponea, credo si seria veduto una bella giornadetta.
[13] Dipoi si è attachato il fuoco nella casa dello Amb.re di Spagna da quella banda dove erono gli strami della stalla, di sorte che è stato uno delli maggior fuochi che già gran tempo se sia veduto in Roma. Questo è quanto posso dire circa le occorrentie di qua.
[14] Il Conte Hanibal Rangone mi ha pregato ch'io raccomandi a Vostra Ex.tia uno Joan Perez, gentilhuomo spagnolo de Valenzuela, qual dice essere stato capitanio altre volte, et hor ha una differentia con uno Francisco de Tarsis regiente di Napoli. [15] Et per diffinirla, vorrebbe che la Ex.tia Vostra se dignasse de darli el campo, e mi ha pregato ch'io di questo apresso lei facci ogni instantia. Sì che, si quella vorrà un poco de piacere di questa sorte, penso che la farà anchor gratia singulare al p.to Conte Hanibal, se la se dignarà mandare la patente qui in mano mia: la quale el p.to Valenzuela desiderarebbe che fosse a tutto autrans, et che el termine fosse un mese doppoi el dì della apresentatione della detta patente. [16] Et aciò V. Ex.tia non stesse obligata troppo longamente a questo campo, potrebbe fare mettere nella patente una clausula, dove dicesse del termine, che el tutto se intendesse, essendo apresentata la patente per tutto 'l mese di septembre proximo che viene. Quella farà quanto li piace. [17] Il patre frate Hylarione mi ha cennato haver speso alch.i denari, doppoi che egli è qui in Roma per servicio dello Ill.mo S.r Duca. A me non è parso di contradirli né di farli mal animo, ma holli detto che del tutto serà satisfatto. [18] E così non mancarò di farlo, tanto più che credo che sia poca summa: benché io anchor ne sono al bisogno, come a M. Rozzone ne scrivo: el quale lo farà intendere a Vostra Ex.tia, e sùpplicola a ordinare che me se faccia provisione, e subito.
[19] Benché io scriva di sopra di mandare la expeditione del sale, non la mando, perché Mons.re R.mo Armellino vuol mandare a Firenze, a far intendere la mente di N. S.re a chi ha el carico di questi sali. Mandaròlla subito ch'io possa.
[20] E perché le cose vanno molto in longo, supplico V. Ex.tia che se degni scrivermi una lettera, per la quale la mi faccia instantia ch'io procuri la expeditione da N. S.re, perché io penso valermene per un poco de stimolo con S. S.tità: e vedendo le cose volte ad altro termine, me ne servirò secondo 'l bisogno.
[21] Il S.re Alberto da Carpi serà domatina qui a desinare: el qual però non è anchor ben guarito della sua passata infirmità. Altro non dirò, se non che a V. Ex. baso le mani humilmente, et in buona gratia mi racoman.
In Roma, alli XIJ di Agosto MDXIX.
De V. Ex.tia
fidel servitore
Baldesar Castiglione

Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 67-68.