357. Castiglione, Baldassarre a Della Rovere, Francesco Maria

Roma (RM), 14 luglio 1519

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Ho recevuto la lettera de Vostra Ex.tia de otto del presente venutami per le poste, alla quale non occorre dire altro in resposta per essere breve e remettersi alle passate. Credo anchora che V. Ex.tia habbia havuto le altre mie a quest'hora.
[2] Al resto della lettera de Vostra Ex.tia portata per el Drychio, non mi extenderò molto in respondere, havendo informato del tucto a bocha m. Iacomo, el quale ho pensato che sia bene che venga, per dire a quella a bocha molte cose che difficilmente se potriano scrivere.
[3] V. Ex.tia haverà la lettera de frate Hylarione, per le parole del quale io nel animo mio havevo posto la cosa totalmente per exclusa; ma andando a N. S.re per supplicar a S. S.tità per parte del S.re Marchese quanto S. Ex.tia mi haveva scritto, S. B.ne mi disse havere inteso che frate Hylarione si teneva per excluso da questa praticha. [4] Di che lui molto se maravigliava, perché non gli haveva parlato di modo che ragionevolmente potesse creder questo, et a me diceva che mai non era stato tanto stabilito e fermo in fare questa cosa, come era adesso, e che questo me lo diceva per certo. [5] Ma come anchor mi haveva fatto intender prima, era necess.rio soprasedere così un poco per buona cagione: ch'io per questo non stesse di mala voglia.
[6] Io gli resposi quello che mi parve in proposito, mostrando de haver havuto gran piacer che S. S.tità mi havesse levato questo fastidio della mente: della qual cosa già ne havevo scritto a Mons.re R.mo de' Medici, e parlatone a M. Giovanmatheo, et esso lo haveva detto al Papa. Sì che penso in ogni modo, che presto se debba haver qualche resolutione. [7] E le parole de N. S.re sono tanto bone che non se può sperare se non bono exito della cosa. M. Iacomo parlarà a bocha più amplamente a V. Ex.tia del tucto, al quale io mi rimecto. E credo che serà bene ogni modo che V. Ex.tia me lo rimandi in qua, perché esso anchor potrà parlare a me largamente del animo di Vostra Ex.tia e delli pareri suoi.
Alla quale humilmente basando le mani in buona gratia mi racoman. In Roma, alli XIIIJ de luglio MDXIX.
De V. Ex.tia
fidel Servitore
Baldesar Castiglione
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Allo Ill.mo et Ex.mo S.re e Patrone mio il S.r Duca di Urbino etc.


Missiva non autografa. Firenze (FI), Archivio di Stato, Fondo Acquisizioni e Doni, cc. 140-141.