356. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 14 luglio 1519

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Alla lettera de V. Ex.tia scriptami circa le cose di M. Ptolomeo, resposi brevemente, quello che mi pareva che si potesse cavare da Nostro S.re, e venne la lettera per uno dello Ill. S.re Aluysio. [2] A due altre di quella del secondo del presente non occorre altro, se non che frate Hylarione humilm.te se racomanda a V. Ex.tia e li basa le mani della gratitudine che quella gli mostra di quanto esso si adopera a beneficio dello Ill.mo S.r Duca suo cognato, e se offerisce a non mancare mai, per quanto serà el poter suo. [3] Alla lettera de Vostra Ex.tia de otto del presente aspettarò havere la nota delle boche, per fare la difalcatione dil sale, et havuta subito credo se expedirà.
[4] Delli avisi ch'io posso dare a V. Ex.tia di qua, poco altro ci è che el movimento, el quale anchor dura, per la creatione di questo novo Imp.re: el quale ha datto extremo despiacere e melanconie a tucti li francesi che sono qui, e grand.mo iubilo alli spagnoli, li quali hanno fatto grand.ma alegrezza e fuochi per tutta Roma, ciò è li Ambasciatori, Car.li, prelati, et off.li spagnoli, e quelli che hanno beneficij in Ispagna o nel Regno de Napoli. [5] Sono anchor andati per Roma due sere da cinquecento in sei cento fanti spagnoli, bene armati et bene in ordine con le bandere fiferi e tamburi, e così in ordinanza giongevano alle case de' Prelati e Car.li spagnoli, e lì davano nel bevere, e molti di questi S.ri hanno buttato dinari dalle finestre, e panni et altre tali grandezze.
[6] Lo Arcivescovo de Barri, essendo stato tardi la sera ad andare a casa, per non havere questa furia a l'uscio, giongendo trovò che li soi servitori tuttavia buttavano veste dalla finestra, e già erano venuti allo argento et havevano buttati tre piatti. V. Ex.tia se inmagini, se questa festa piacque allo Arcivescovo, e che belle cose el disse e tuctavia dice di questi suoi cusì diligenti, honorevoli, liberali e splendidi servitori. [7] È anchor andato per Roma una compagnia da circa mille fanti todeschi, bene armati et in ordinanza. Questi todeschi se disperano, perché da ogni canto se grida: "Spagna, Spagna!", et essi vorrebbeno che se gridasse: "Austria, Austria!", e "Borgogna, Borgogna!", etc.
[8] Il Rev.mo Car.le dalla Colonna ha fatto una gran festa, e dato mangiare alli Ambasciatori spagnoli et a tucto 'l mondo; ha fatto comedie, ciò è recitationi, ammazzar de tori e mille altre solemnitati. El S.re Marcoantonio è ito in Francia, e ragionò de fare la via di Mantua; pur credo che sia andato al camin dritto, benché mostrava gran desiderio de basar la mano a Vostra Ex.tia.
[9] Qui dalla più parte se iudica che debba esser guerra; la mente de N. S.re pare totalmente volta a procurare la pace universale, ma l'odio naturale tra la natione spagnola, e la francese, e forsi anchor fra le persone proprie di questi dui gran Principi, con la occasione de i tempi, pare che no 'l comporti. [10] Qui se sono ammazati alchuni huomini, ben di bassa mano, in queste contentioni di Francia e Spagna; et un povero francese, el quale in tucto el tempo della vita sua haveva guadagnato qui in Roma trecento ducati, tucti li ha posti in scommessa ch'el Re de Francia seria Imperatore, et essendo andata la cosa al contrario, se ha perso li denari, et èssi impichato per la gola da se stesso.
[11] In Palazzo et in castello non se sono facti fuochi, né altro segno di allegrezza, perché dicono esser così usanza, e quando lo Imperatore scrivirà esso al Papa e gli darà aviso della sua creatione con offerirsi per la S.ta matre chiesa etc., alhor el Papa farà far fuochi, e tucti li segni di allegrezza, ma prima no. [12] Mando a V. Ex. dui brevi, l'uno allo Ill.mo S.r Car.le, l'altro a V. Ex., e questo è quanto si è potuto cavare dal Papa et da Mons.re R.mo S.ti Quattro, benché io gli habbia fatte tucte le instantie poss.li. Et quando non ho potuto più in là, volevo almeno che Mons.re R.mo, per manco fatica sua, havesse in compagnia uno homo eletto da V. Ex.tia, qual havesse da examinare M. Alex.ro. [13] Ma non ci è stato ordine, e Mons.re de S.ti Quattro mi ha detto che né al Re di Franza, né allo Imp.re se concederia questa dimanda, se non del med.mo modo che se concede a V. Ex.
[14] Mando le copie de' brevi qui incluse; quella se ne servirà secondo che li parerà il bisogno: certo è che con tutta la instantia del mondo non si è potuto cavar più. N. S.re è stato informato molto a beneficio di M. Ptolomeo: chi lo habbi informato non lo so di certo, ma a M. Ptolomeo è persuaso ch'el venghi a Roma, et io credo ch'el ci virrà. [15] Hami detto mons. R.mo de S.ti Quattro che se qualche opera cattiva di m. Ptolomeo, o di M. Alex.o se scopre, alhor Nostro S.re alargarà la mano, e darà licentia di procedere più severamente. V. Ex.tia se governi mo' secondo che li pare. [16] Qui non se intende cosa alch.a di novo; ma fra quattro o cinque giorni se aspettano avisi di Francia et di Spagna, sopra li quali se potrà fare qualche iuditio. Credo che V. Ex. habbi inteso che M. Andrea Doria adesso novamente ha preso quattro fuste de' mori, ciò è due prese e due sforzate a dare in terra apresso Nizza di Provenza, a un luoco de mons.re de Soliers.
[17] Per lettere de Lione de mercanti se intende dui gentilhuomini della casa del Re essere passati in posta alla volta di Spagna a congratularsi col' Imp.re, et anchor dicesi per ritaccarre la pratica, e quello congresso che fu disturbato per la morte del gran M.ro di Francia. Intendesi anchor ch'el S.re Prospero Colonna sta per venire in Italia, e già havea nolleggiato il legno a tal effetto.
[18] El S.r Franceschetto Cibò a questi dì ha havuto dolore de fianchi: dipoi gli è sopragionta la febre, di modo che questa notte ha havuto certi accidenti cattivi, e Nostro S.re questa mattina è ito a visitarlo: dubbitasi assai della vita sua.
Altro non mi occorre che dire, se non che a Vostra Ex.tia humilmente basando le mani in bona gratia mi racoman.
In Roma, alli XIIIJ di luglio MDXIX
De V. Ex.tia
humil servitore
Baldesar Castiglione

Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, c. 56.