354. Castiglione, Baldassarre a D'Este Gonzaga, Isabella

Roma (RM), 13 luglio 1519

Ill.ma et Ex.ma S.ra e Patrona mia. [1] Scriverei spesso a V. Ex.tia, se havessi che scrivergli; ma li negocij ch'io tratto hanno tanta ambiguitate, che non se gli pò dare certezza alchuna: e se pur se ha da far iudicio, io temo molto più che non spero. [2] El stato in che se ritrova la cosa V. Ex.tia lo intenderà dal presente apportatore, oltre le lettere ch'io scrivo al S.r D.ca, che non sono però troppo diffuse, perché mi rimetto a quello che gli dirà Iacomo de Cappo. S'io posso cavare una resolutione, sia di che sorte si voglia, non mi parerà far poco.
[3] Qui non si pò dire el iubilo che sentono q.ti spagnoli de la creatione del novo Imperatore, et il despiacere de li francesi che stanno come morti. Penso che tutti questi successi debbano essere con satisfacione di V. Ex.tia, e de lo Ill.mo S.r Marchese, e che ogni cosa se governi con prudentia. [4] Pur se opera alchuna se havesse a fare circa el catholico, ritrovandosi qui D. Hieronimo Vich, forsi seria meggio oportuno. El tutto racordo con ogni debita summissione, e per obligo di vera servitute a V. Ex.tia, alla quale sup.co se degni perdonarmi se sono prosumptuoso scrivendo questa.
[5] Ho ricevuto una di V. Ex.tia del p.o del presente, ne la quale è mentione de M. Ptolemeo; inteso anchor quanto quella mi comanda, e medemamente lo Ill.mo S.r Marchese, procurerò subito de espedire. [6] E già mi ero posto in animo fargli intendere che M. Ptolemeo havea scritto qui al protonotario da Gambara, molto dolendosi ch'el fratello gli fosse stato incarcerato, e de tutti li altri modi che se sono tenuti contra di lui. [7] E prega el prefato protonotario che operi el R.mo Cibo, che suplichi Nostro S.re che lo habbia per racomandato, e preghi lo Ill.mo S.r Marchese che li restituischa la robba sua. Et anchor mostra desiderare de venire a Roma a servire qualche uno de questi S.ri di Corte. [8] Ha anchor scritto allo Ill. S.‹r› Aluiso, pur mostrando voler venire a Roma, e forsi a qualche altro ch'io non ‹so;› ma tra gli altri a M. Bonifacio da Parma, el quale ha parlato a Nostro S.re e datogli una lettera credentiale de M. Ptolemeo, in esso M. Bonifacio, e per quanto comprhendo si è molto lamentato e dogliuto, che li sia fatto torto.
[9] Io hauta la lettera de lo Ill.mo S.r Marchese, andai a Nostro S.re e gli narrai el tutto, di quel modo che mi parea che fosse la mente di S. Ex.tia. E circa la licentia di tenere in preggione et esaminare M. Alex.o, el papa mi disse: che li dispiacea che M. Ptolemeo havesse dato causa che se gli procedesse contra di tal modo. [10] E che lui lo havea sempre tenuto per homo da bene, e che per essergli stato racomandato da molti, havea scritto un breve al S.r Marchese in sua racomendatione, et havea deliberato dare questa comissione a me anchora. [11] Ma circa le cose de M. Alex.o stette tutto sospeso, dicendomi: "E perché non conosce q.ta causa monsig.r R.mo, che è vescovo di Mantua, e legato?". Io gli risposi ch'el tutto si era fatto per riverentia de la clerica, et aciò che fosse S. S.tà informata de tutte le actioni del S.r Marchese e piccole e grandi. [12] Et andai intortiandola al meglio che seppi; ma mi aviddi ch'el si maravigliò molto ch'el S.r Car.le non cognoscesse q.ta causa. El medemo fece S.ti Quattro dicendomi: "Qualche cosa ci è, poi ch'el Car.le che è suo cio non se ne vole impazzare".
[13] Io non gli dissi già una scusa che è ne la lettera che me scrive la Ex.tia del S.r Marchese, perché non mi pare de troppo efficacia; ma la honestai al meglio che seppi. [14] Pur con tutta la instantia ch'io seppi fare con venire quasi in colera con S.ti Quattro, e dirli che non credea che Sua S. R.ma fosse tanto bona eclesiasticha, che se havesse un tal sospetto lui, non volesse vederlo insino in fundo, non hebbi tal forza che potesse trharne altro che quello che V. Ex.tia vederà per la lettera ch'io scrivo allo Ill.mo S.r Marchese: alla quale me rimetto. [15] A quanto la mi scrive di più per la sua del p.o, e di vij, e di VIIIJ, del presente non dirò altro.
Solo li baso le mani, e con ogni r.tia, in bona gratia humilmente mi raco.do.
In Roma, alli XIIJ di luglio MDXIX.
De le cose del S.r D.ca V. Ex.tia intenderà per quello che io li scrivo, et anchor da lo apportatore di q.ta.
Di V. Ex.tia
Devoto Servitor
B. Castiglione

Alla Ill.ma et Ex.ma S.ra et Patrona mia, la S.ra Marchesana di Mantua etc.


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 57-58.