341. Castiglione, Baldassarre a Della Rovere, Francesco Maria

Roma (RM), 28 giugno 1519

Ill.mo et Ex.mo S.re e patrone mio. [1] Ho recevuto la lettera de V. Ex.tia de XIi del presente, la quale io aspettavo con grandissimo desiderio parendomi che hormai passasse el tempo. Sto mo' in expettatione de haver resposta delle altre mie, con le quali è una de [frate Hilarione] a Vostra Ex.tia.
[2] Et a questa bisogna respondere, [mostrando fede et opinione] che la [cosa] riesca [bene] per el [suo meggio]. Io insino a qui [mi sono] governato [con gran dextrez]a con [lui], ma parmi ch'el sia un poco anuvilato, non havendo havuto lettere de V. Ex.tia a questa volta. Benché io ho benissimo escusata la cosa, quella lo intertenga con le lettere, perché in ogni modo è [assai al proposito.
[3] El papa me ha dimandato tre volte] s'io [havevo lettere da Mantua]. Così per quest'ultima lettera de Vostra Ex.tia [ho esposto] a [S.a B.ne] per [parte] del [marchese con ogni humiltà] quanto [S.a Ex.tia si] tiene obligato delle buone parole, e come [desidera vedere] el [fine] de questa pratica. E ciò [ho detto] con molte parole, e più acommodate ch'io ho potuto, che seria longo a scrivere. [4] El med.mo di poi ho fatto per [parte di vostra ex.tia, supplicando S.a B.ne che se degni risolversi de] ciò [che la vole], e [chiarirmi la mente], e [circa denari] e [circa ogni altra cosa]: che se se [potranno fare, vostra ex.tia di gratia le farà]: se [seranno impossibili a lei, la se ne excusarà]. [5] E questa è la sustantia del [ragionamento]. Et io ho detto questa essere la continentia de [le lettere] de [vostra ex.tia] ma con molte parole da l'una parte et dall'altra. Dissi anchor [a S.a S.tità che mi parea meritare che la mi parlasse chiaro], e [negotiasse meco liberamente] più che [non farebbe] con un altro.
[6] [El papa mi disse: "Così faremo veramente: ma sapemo che Generale, el] quale [fu primo motore di questa cosa], è [venuto] di Lombardia. [Forse che esso porta qualche particulare sopra] questo. [Fate] ch'el [venga a parlarmi], e s'el [non haverà cosa alchuna, ne resolveremo subito] con voi [del voler nostro]".
[7] Io con questo mi partij. Per buona sorte trovai [ne la anticamera] el [Generale, al quale conferii el tutto]. Et intendendo ch'el non havea cosa alchuna dalla Ex.tia Vostra, lo pregai [che in generale racomandasse le cose di quella], e così mi promise, et intendo che lo ha fatto. [8] Doppoi [non ho parlato al papa]. Tutti questi andamenti [ho sempre fatto intendere per mie lettere] a [Medici], e tutta via faccio, sempre supplicando S. S.ria R.ma a non mancarci del suo favore, dal quale depende ogni nostra speranza.
[9] [Papa non mi ha detto a questa volta parola alcuna di quella suspitione che di vostra ex.tia] l'altro giorno mostrava havere e dicea volersi chiarire, come io difusamente ho scritto per quelle mie ch'io ho indrizate per la via de Modena. Ho anchor scritto a V. Ex.tia per un correro del S.r Pyrrho da Gonz.a. Credo che quelle lettere alla receputa di questa seranno esse anchor gionte.
[10] Scrissi a Vostra Ex.tia per altre mie come [mons.re de La Rochia], oratore del [Christ.mo, venne a condolersi de la morte del Magnifico Lorenzo et ad oferire al papa] per qualumque de' suoi, [aiuto e protectione], e ciò ch'el poteva fare. Ma per quanto io intenda, [papa non ne fa un] dissegno al mondo.
[11] El R.mo Car.le Egidio non è per anchor gionto a Roma. Quando el vi serà, farò quanto V. Ex.tia mi comanda. A me non occorre altro che dire a Vostra Ex.tia se non ch'io faccio tutto quello che mi porge el mio poco iuditio per trare a fine questa cosa. [12] Quando [papa stia pur duro de volerne denari], Vostra Ex.tia [li pensi], perché forsi quella serà la più breve et expedita via de tutte le altre. Pur se V. Ex.tia mi facesse anchor scrivere qualche suo pensiere, saprei meglio [come governarmi]. Pur seguitarò per quel camino che mi parerà migliore.
[13] [Gioannantonio Batiferro el quale per quanto io comprendo] è [molto servitore] de [vostra] ex.tia, sta per havere per mutatione [el beneficio de S.to Antonio] da [Urbino, qual tine Vicenzo da Tivoli e la comunità ne ha scritto al papa in suo favore. [14] Lui supplica vostra ex.tia che se contente che lo faccia, che altramente e senza sua voluntà, non lo toria. E se oferisce de farlo bello,] e [tenerlo sempre] a servitio di Vostra Ex.tia. La qual se degni rispondermi sopra questo e concederli questa gratia, perché oltre li altri respetti io mi vaglio hora di lui in molte cose. [15] Qui non è nuova alchuna: stassi in continua expettatione che fra pochi dì e forsi hore venga la nova del novo Imp.re. Li iudicij sopra essa sono diversissimi. Resoluta questa difficultà, se risolveranno molte altre cose, che hor stanno suspese.
Altro non mi occorre, se non che a V. Ex.tia basando le mani, humilmente in buona gratia mi racomando.
In Roma, alli XXVIIJ de giugno MDXIX.
De V. Ex.tia
fidel Ser.ore
Bald. Castiglione

[16] Post scripta. In questo punto ho recevuto un'altra de Vostra Ex.tia, data alli XVIIJ del presente, venuta per le poste di Firenze, mandatami da m. Giovan Borromei firentino, pur per le poste. [17] Benché la sia stata diece dì per via, che hoggi siamo alli XXVIIJ, penso che in ogni modo la via de Bologna per le poste sia ordinariamente la più secura: mandando le lettere in mano de Antonio Bugatto, come usa de fare la canc.ria del S.re Marchese, benché a questi dì e quelle de Vostra Ex.tia e le mie siano venute tardi. [18] Perché penso mandare questo plico adesso, non dirò altro, se non che più presto che mi sia poss.le mi sforzarò di exequire quanto quella mi scrive. E perché [papa mi ha promesso resolverse], ciò è [adimandare] quello [che vole, vederò] de [intertenere frate Hylarione che non parli al papa], finché [S.a S.tità] non mi dà questa sua resolutione. Pur mi governarò secondo mi parerà meglio. [19] Et altro non dirò, se non che baso le mani de V. Ex. et in buona gratia sua mi raccomando.Come nella lettera

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Allo Ill.mo et Ex.mo S.re et patron mio el S.r Duca di Urbino etc.


Missiva non autografa. Firenze (FI), Archivio di Stato, Fondo Acquisizioni e Doni, c. 149.