338. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 24 giugno 1519

Ill.mo et Ex.mo S.re e Patron mio. [1] A me pare dapoi ch'io sono a Roma esser stato assai diligente in scrivere alla Ex.tia Vostra, niente di meno non solo d'altro, ma pur che le mie lettere habbino hauto recapito, non ho inteso. Dil che me incresce, perché non mi posso risolvere de cosa alchuna, né da alchun canto. Quando a V. Ex.tia parerà la sup.co a farmi dare qualche aviso.
[2] Quando io fui in Roma, trovai ch'el S.r Alberto non era qui, ma ad Asisi amalato. Li mandai la lettera di V. Ex.tia e gli scrissi diffusamente. S. S. ha mandato qui M.ro Sigismondo suo, e per lui mi ha fatto intendere, come una de le maior gratie ch'el possa havere al mondo, si è che gli venga occasione de poter servire la Ex.tia Vostra, e che mai non ha desiderato cosa più di questa. [3] E però el mal suo per questo gli è più grave, che per ogni altra incomoditate ch'el ne senta, per non poter esser presente con la persona a fare questo officio, per el S.r D.ca con Nostro S.re con tutte le forze del animo suo.
[4] Ha comisso a M.ro Sigismondo che ne parli a S. S.tà e così ha fatto, la risposta del quale è stata in conformitate di quello che S. S.tà ogni dì dice a me; ma s'el S.r Alberto fosse qui, penserei dover esser presto resoluto: o dentro o fora.
[5] M.ro Sigismondo mi ha anchor detto per parte di S. S. che per esser lui amalato, non ha scritto a V. Ex.tia, e pregatome a far questo officio, e suplicare a quella che se degni ordinare che quella differentia di quella possessione che se litigava pigli qualche ordine, e se termini secondo el dovere: perché lui non vole manchare de satisfare V. Ex.tia di quanto è debitore, senza resistentia alchuna. [6] Pare ch'el archidiacono sia informato di q.ta cosa; se V. Ex.tia mi comanderà che sop.a questo faccia una cosa più che un'altra, io non mancherò.
[7] Qui si sta d'hora in hora in espettatione di udire la no‹va› de l'Imperatore: et in banchi se danno de molti duccati in scomesse. Nostro S.‹re› sta sano e molto alegro, e sta su' piaceri consueti suoi: heri sera che f‹u› la vigilia de S. Giohanni, se fecero fochi, per Roma, benché questa n‹on› è festa consueta di Roma, ma de Firence.
Altro non mi occorre, se non che baso le mani di V. Ex.tia et in bona gratia sua mi raco.do humilmente.
In Roma, alli XXIIIJ de Giugno MDXIX.
De V. Ex.tia
fidel Servitor
Baldesar Castiglione

Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, c. 45.