337. Castiglione, Baldassarre a Della Rovere, Francesco Maria

Roma (RM), 18 giugno 1519

Ill.mo et Ex.mo S.re e Patron mio. [1] Heri che fu alli XVIJ del presente hebbi una di V. Ex.tia, in resposta de la mia data in Firence: la quale mi è stata di gran piacere, perché già mi maravigliavo estremamente de non intendere qualche cosa. [2] E perché per le alligate ho scritto diffusamente, non replicherò in questa, aspettando quando più presto sia possibile risposta de le altre mie, e di queste, per poter parlare e stringere la cosa: la somma de la quale in poche parole si è [che papa dimanda denari, e non dice la quantità]. Ben mostra [non voler lo impossibile]: alla quale cosa si è risposto oportunamente.
[3] Pare anchor che non] creda [interamente che V. S.ria sia d'animo bono verso S. S.]: al che s'è anchor risposto oportunamente. Ma faccio gran caso di questo che ho scritto [ne l'altre mie: che S. S.tà pare che habia presentito qualche praticha de Vostra Ex.tia]. Il che veramente serebbe molto for di proposito, et in tutto ruina di questa pratticha. [4] [Però non mi sono] eletto di far intendere a [lo ambasciator de Spagna] quello che V. Ex.tia mi scrive che ha da proporre [l'oratore del Christ.mo al papa], perché credo ch'el sia quello che già è venuto: e secondo che mi è venuto a l'orechie, non ha proposto particularitate alchuna, ma solo offerto in generale, volendo [papa exaltare alchuno de' soi, che li offerisse] quanto pò etc. Starò attento.
[5] E per non manchar de quanto mi occorre, dirò quello che mi pare che V. Ex.tia debba rispondere [a le due parti che importano], ciò è de la non intera confidentia [ch'el papa mostra]: et a questo non si pò dire altro che bone parole e promesse certe, confirmate [con li parentati. [6] L'altra si è de li denari]: a questo parmi che V. Ex.tia debba mostrarsi promptissimo, con dire volere far questo, et ogni altra cosa di gratia, pur che la possa; ma che come è noto a tutto el mondo, la non ha [sustantia alchuna], e già [le gioie et argenti] tutti [sono spesi], e che [dal marchese] gli pare insino a mo' haver [hauto assai], e crede [che pocho più] se [ne possa trarre]. [7] Da li altri [amici e] parenti, crede [che serà tanto pocha cosa, che S. S.tà] si [vergognarebe] a pigliarlo. Pur che V. Ex.tia non resterà de ricercharlo, e tutto quello che [potesse cavare], il che non pò sapere quanto fosse, [tutto lo] esponeria a' piedi di Sua B.ne: ma suplicarla che se dignasse [dechiarare la mente sua sopra] questo: che s'el peso serà [possibile da portare], V. Ex.tia [l'acettarà di soma gratia]. [8] Quando anchor [non si possa, si sa che la clementia] di Sua B.ne è tale [che non vorà cosa] impossibile. E sopra [tutto, S.r mio di gratia guardative che qualche pratticha non si] cominciasse in questi tempi [con Spagna].
[9] Io racordo quello che mi pare a V. Ex.tia: quella lo accetti come ge lo dicho, perché procede da servitù, e desiderio estremo che q.ta cosa habbia effetto. Quella acreschi mo', o sminuischa o muti come li pare, ch'io in tutto me rimetto al suo prudentissimo iudicio. Certo è che del tutto si vederà el fondo.
[10] Io non trovo [qui a V. S. inimico de autoritate]. E se pur alchuno ce ne è, taceno e stanno indrieto, e sospesi, per ch'el papa mi fa molti favori, e molti amici che non mi osavano a parlare, mi fanno carezze per questo. [11] El nostro frate in vero, è bono instrumento. V. Ex.tia operi ch'el S.r marchese mi scriva ch'io lo ringratij da sua parte de le opere ch' el fa per V. Ex.tia; alla quale io basando le mani in bona gratia mi raco.do, e la sup.co a scrivermi. [12] Q.ti m.ri de le poste già sanno quasi tutti dove io sto: però le lettere non possono troppo vagare. Pur si pò dire nel sop.a scritto: "In Torre Sanguigna, nella casa de M. Gaspare Biondo, dove stava el Car.le de Cavaglion". Quando anchor fossero indrizate in Pallazzo alle stanze del Car.le Rangone, viriano bene.
In Roma, alli XVIIJ de Giugno MDXIX.
De V. Ex.tia
fidel Servitor
B. Castiglione

Allo Ill.mo et Ex.mo S.re e patrone mio el S.re Duca di Urbino etc.


Missiva autografa. Firenze (FI), Archivio di Stato, Fondo Acquisizioni e Doni, cc. 92-93.