333. Castiglione, Baldassarre a Della Rovere, Francesco Maria

Roma (RM), 16 giugno 1519

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Io scrissi a V. S. da Firence li ragionamenti ch'io havevo hauti col R.mo S.ta M.a in Portico. Scrissi anchor da La Paglia de la captura de Iacomo di Cappo. [2] Scrissi dipoi di Roma del p.o raggionamento ch'io havevo hauto con Nostro S.re e mandai le lettere per via de la posta insino a Bologna. Scrissi dipoi per un cavallaro mantuano che venia da Napoli; scrissi per un canonico veronese, el quale veniva dritto a Mantua. [3] Ultimamente ho scritto per un giovene bolognese, che veniva per le poste insino a Modena, spaciato dal R.mo Car.le Rangone; et havea da giongere insino a Mantua. E sempre ch'io ho scritto a V. S., ho anchor scritto allo Ill.mo S.r Marchese. [4] E pur insino a mo' non solo non ho mai hauto un minimo aviso da Mantua, ma non ho inteso che le mie lettere siano capitate. Dil che resto con estremo fastidio e despiacere, e sto confusissimo, perché mi pare pur ch'el negocio sia di tale importantia, che meriti che se ne tenga cunto. Io uso tutta quella diligentia e destrezza che mi è possibile, né so se a V. S. satisfacia el modo ch'io tengo o no. [5] Ma circa questo non voglio dire altro, se non che la sup.co a farmi rispondere: perché io mi sono deliberato mandare questo messo a posta, per intendere pur (se gli è possibile) qualche cosa di là, e per fargli asapere el raggionamento ch‹e› hebbi heri con Nostro S.re.
[6] Havendo io a questi dì parlato a lungo con Nostro S.re e raportatone quello che per le mie li scrissi, pensai che fosse bene scriverne a monsig.r R.mo de' Medici, acciò che S. S. R.ma, non potendo presentialmente, almeno con lettere e col meggio de l'homo suo qui favorisse questa materia. E così lo ricerchai.
[7] S. S.ria scrisse a l'homo suo, una bona et efficace lettera sop.a questo; tanto calda ch'io non l'harei saputa desiderar più. Et esso la lesse a Nostro S.re, agiongendovi anchor parole assai al proposito, secondo che esso mi ha detto, et io credo. El papa gli disse che era inclinato a fare quanto haveva detto, ma con le condicioni già dette: e che me facesse intendere ch'io gli andassi a parlare.
[8] Così heri vi fui. Et intrato in raggionamento, gli dissi che S. S.tà m'havea l'altra volta lassato con dirmi di volere pensare, sop.a questa parte de l'utile: circa la quale io l'havevo chiarito che V. S. non havea modo de un quattrino al mondo, e che la suplicavo che se dignasse farmi intendere liberamente l'animo suo. E qui replichai molte raggioni, per le quali questo era certo.
[9] El papa mi rispose, che non potea essere. E qui mi disse molte cose de le medeme che havea dette l'altra volta: come che era certificato che de li denari, che S. S.tà ultimamente sborsò, a V. S. ne erano restati più de XXV.ma duccati: e che in questo caso quella ne potrebbe havere da M.a Felice, dal Car.le Aegenensis, e da molti altri servitori de la S.ta mem. di papa Iulio.
[10] Io risposi quello che mi parse a proposito, allegando le condicioni de' tempi e la strettezza che ognuno usa circa li denari, e quanto maggior gloria seria di S. S.tà in fare questa gratia liberamente, che per denari, e che quella era la via da compararsi V. S. per schiavo fidele in perpetuo: a sé, et a tutta la casa sua; e che S. S.tà havea perdonato a chi gli havea fatta molto maggior offesa di questa. [11] El papa mi rispose: "Volevo perdonare a lui anchora: ma esso non volse. E quando noi fossemo certi di questo bon animo che voi dite, passaressimo un poco più avanti. Ma Dio sa che animo egli ha". Io gli affermai con giuramenti e sacramenti quello che in vero credo esser ne la mente di V. S.
[12] Sua S.tà mi rispose: "Voi lo credete: ma non lo sapete già del certo". E così replicassimo più volte l'un l'altro el sì, et il no. Dipoi mi disse: "Anci noi havemo inteso certe sue pratiche in tutto contrarie a quello che voi dite. Di modo che a noi ci pare ch'el non habbia voglia d'entrare per questa strada". [13] Io rispose che non credevo niente, ma che erano malivoli che cerchavano per questa via mettere V. S. in disgratia di S. S.tate, e suplicai che volesse dirme liberamente che cosa era. [14] Risposemi che se ne voleva chiarire bene, e poi mi dava la fede sua che me lo diria; e che potrebbe esser che seria una zanza come quella de Iacomo di Cappo. E mostrò haverla molto a core; sì che, S.r mio, V. Ex.tia guardi per amor di Dio, che una picol cosa non metta ruina in questa pratticha.
[15] Molte cose passorno da una banda e da l'altra. Io gli dissi che conoscevo che V. Ex.tia non havea modo alchuno de denari, salvo se Sua S.tà non facesse parentato con lei: dando una del sangue suo al S.r Guidubaldo primogenito di V. S. e che lei in tal caso gli facesse la dota. E questo anchor non lo sapevo: ma perché conoscevo ch'el si poteva fare, lo offerivo, perché ero certo che V. S. farebbe questo, et ogni altra cosa possibile. [16] El papa mi rispose, che non metteria tal somma che non si potesse portare; e che quando diede quel stato a suo nipote, volse ch'el fosse debitore de li censi; e che havendolo ‹a› dare ad altri, era pur raggione haverne qualche cosa più. [17] Et acennòmi de l'acrescimento del censo, di modo ch'io credo che serà difficile a levar Sua B.ne di questa opinione de non ne volere ognimodo denari, et anchor acrescimento del censo, benché a questo forsi si troverebbe rimedio. [18] Ultimamente mi comise ch'io scrivessi a V. S. da me: ch'ella considerasse ciò che la p‹ò› fare circa questo, ciò è quanto la si pò fare inanti circa el pagare denari: e‹t› esso fra tanto se chiarirebbe di quell'altra cosa di che era in suspicione: e poi si darebbe qualche forma alla cosa.
[19] Sì che, S.r mio, V. Ex.tia intende: prègo‹la› e sùplicola a scrivermi, e farmi intendere la mente sua. La via de paga‹r› denari, quando ce ne fossero, serebbe la più breve et espedita de tutte. E s'el li trovasse modo, io la lauderei sommamente. [20] Ma non scio ciò che mi dire: vedo l‹a› mente di Nostro S.re assai stabilita in questo: da l'altra banda so la impossibilitate. Pur quella considri, se de amici e parenti la pò e vole valersi: e me risponda quello ch'io possa dire, e mostrare per sua lettera al papa; acciò che del tutto si possa pigliare conclusione.
[21] El papa mi dimandò che era del frate, onde io questa sera ge lo farò intendere, e spingeròllo che vadi a S. S.tà e vedrò che li parli in conformità mia, e governaròmi destramente con lui. V. S. li scriva ognimodo, mostrando la principal confidentia in lui, et. etc. [22] Et havendo quella a far offerta alchuna a S. B.ne de denari, non se alarghi dil tutto la p.a volta col prefato padre: perché io sto alquanto dubbioso, onde nasca questa così ferma voluntà de denari, che ha Nostro S.re. [23] Pur non vorrei errare. Non restarò de servirmi de l'opera del R.mo Medici, così absente, quanto io potrò: ma s'el fosse qui, starei molto più alegro che non faccio.
[24] Mad. Felice mi fece dire ch'io meno che mi fosse possibile andasse dove fosse S. S.ria, perché haveano grand.mo sospetto di lei: e molte altre tai cose. Io non vi sono mai andato. [25] S. S. ultimamente mi ha mandato a dire ch'el S.r Renzo vorrebbe comprare la vigna de V. S. e che contentarebbe tutti li altri che si prosumeno haverli raggione; ma il tutto vorrebbe che fosse con satisfacione di V. S. [26] Io gli risposi che scriverei, ma che deliberandosi V. S. de venderla, dovea esser la p.a satisfatta, e che non conoscevo come la cosa se potesse asettare. Pur quella me scrivi ciò che la vole ch'io gli risponda. Altro non mi occorre se non che basandogli le mani in bona gratia mi raco.do.
In Roma, alli XVI di Giugno MDXIX.
Benché io habbia detto de mandare queste a posta, essendomi asicurato che habbiano bon ricapito, le mando pur per le poste.
Di V. S.
Fidel Servitor
B. Castiglione

Missiva autografa. Firenze (FI), Archivio di Stato, Fondo Acquisizioni e Doni, cc. 118-119.