324. Castiglione, Baldassarre a Della Rovere, Francesco Maria

Roma (RM), da 27 maggio 1519 a 28 maggio 1519

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Heri sera gionsi qui, e questa matina che è venerdì alli XXVIJ procurai di parlare a N.ro S.re. Non poti. Sua S.tità mandò per me subito doppo disnare. Io harei voluto la matina, perché anchor non era entrato el combusto; pur non poti fare altro, e mi confortai, perché quasi tutte le cose ch'io ho cominciato in combusto mi sono sempre reuscite bene.
[2] N.ro S.re mi fece infinite carezze, con tante bone parole quanto dire se possa, e dopoi lo havere exposto la condoglienza, [ exposi quello che apertenea a vostra ex.]tia, [dicendo ch'el S.r Marchese sapea che già ne era stato parlato, e] però [suplicava] sua [santità che] per [suo rispetto fosse] anchor [contento] de [inclinare] un poco più [lo animo] alla [clementia.
[3] Resposemi] che quello [frate] che havea [parlato] di [questa cosa] era meggio [morto] per la [captura] de [Iacomo] di [Cappo], la quale era stata [causata] da alchune [parole sospettose] che esso [havea] dette, [mostrando] voler [andare] a [Napoli]. Onde [sua santità] havea [commesso] ch'el fosse [preso], quando el [venne] verso [Mantua]. [4] Ma non [si pote]. Nel [ritorno] poi, [parve] che [nascesse] el med.mo [suspetto] in [Fiorenze], di modo [che subito] ch'el fu [in Roma] fu [preso] et [examinato]. Ma non se gli [essendo] trovato [cosa] alchuna, [il papa] mi [disse] haver [ordinato] ch'el fosse [liberato]. E così credo [sia a questa] hora.
[5] [Il papa] non mi [uscì] in cosa alchuna, [se non che] parlerebbe [col frate Hillarione] et [intenderebbe] questa [risposta], e tutto quello [che potrebbe] fare [lo faria]. Non [poti cavar] altro, [se non che] infinite [parole mi] disse, [mostrando] bono [animo] verso [vostra ex.tia]. Come [frate Hillarione] gli [ha]bb[ia parlato, vedrò] dove [sua beatitudine] se [risolverà.
[6] Ho parlato] al [cardinale] de' [Rossi, il quale mi pare] optimam.te disposto] verso [vostra ex.tia], et in vero [mi] ha [detto] tante [bone parole], ch'io non le [saprei redire]. Credo [che lo haremo] promptissimo. Non [ho potuto parlare] insino a qui a [Cibo]. Questa matina [credo] de [satisfare: non man]ch[arò] de [tutto] quello [che saprò] immaginare.
[7] [Parmi che] il [papa venga] liberam.te e [senza] coperta [alchuna], e veramente [mi] è [parso] che se habbia [aperto] il [core]. E mi ha repplicato per due volte: "[Credete voi] certo, [se se li fa gratia], ch'el [serà] mo' [bono] e [fidele?]" Io li ho [detto] quello [che mi] ha [parso bene] in questo.
[8] [Mi] ha anchor [detto] assai ch'el [Re catholico morto] mai [non faceva] altro [che] offerirli el [stato de [vostra ex.tia], e che lui [sempre] lo [rifutò], e che sempre [ributtava] tutti quelli [che li ne parlavano]. [9] Dipoi [mi] disse: "[Io intesi] da [quello] poveretto [de Horatio] che [Bonivetto] havea causato tutto [questo male]; che tanto gli dissi io [mai] quelle parole che [lui] disse ad [Horatio], quanto le cose [che mai non forno]". E qui [me] lo [affirmò tanto] asseveratam.te, e molte altre cose. [Basta, che a mì pare] che [sua S.]tità [venga] liberamente.
[10] Io vorrei che [Medici] fosse qui, [che a dir] el vero [quello] è un [meggio] omnipotente, et [io mi confiderei] di farlo fare [assai], per [qualche] meggio [che io] gli ho.
[11] Non se [intende] ch'el [papa pensi] di [extollere] alchuno de] li [soi]. Par bene che si sia risoluto [di dare cento lance] al S.re [Gianino], et èmi stato detto [che monsigniore] de [Lautrech], per persona a posta [ha mandato] a far [intendere] al [papa] che [sua santità] dovrebbe fare [grande qualchuno] delli [soi], e ch'el [suo re] non [mancherà mai] di aiutarcelo. [12] E [qualchuno] crede ch'el [sia motivo] di qua. Io credo più presto che nasca da' [francesi], che vorrebbeno veder el [papa] in necessitate.
[13] V. Ex.tia credo per [la mia] di [Fiorenze] intendesse [de la morte] del [gran] m.ro di [Francia. E Medici] nel Concistoro de hoggi è [stato fatto legato] a l[atere] di [Fiorenze] e de tutta [Toscana]. De questo [imperio] pur se [inclina] più al [Catholico] che al [Christianissimo], benché non manchano ancor de quelli che pensano al [re] di [Polonia].
[14] Altro per hora non mi occorre de scrivere a V. Ex.tia, salvo che a quella baso le mani, et in buona gratia mi racomando. Allo Ill.mo S.re marchese non ho [scritto] tutto questo; la potrà [participarli] quanto li parerà.
[15] Questa lettera fu facta heri. Fin hora l'ho tenuta et in questo punto [Iacomo] di [Cappo] liberato e [frate Hillarione] sono [venuti qui da mì]. Scrivolo, aciò che [vostra ex.]tia [non] stia [più] in [fastidio. Havemo ragionato] a.llongo, [frate Hillarione] et [io]: né [si mancherà] del poss.le. El p.to [frate Hillarione] dimatina [credo parlerà] al [papa]. Vorrei [dir mille cose, ma non ho tempo.
[16] El] S.re [Frances‹che›tto] l'altro giorno [dimandò] el [stato] di [Urbino] al [papa] per uno suo [nepote], che si dimanda [Lorenzo]. El [papa] se [lo cacciò] denanti con uno [rebuffo]. Di novo a V. Ex.tia baso le mani, et in buona gratia mi racom.o.
In Roma, alli XXVIIJ de maggio MDXIX.
Questa matina [ho anchor satisfatto] con [Cibo], el quale spero serà di [bono animo: ma] vorrei qui [Medici]. V. Ex.tia se degni farmi scrivere della receputa di questa, e delle altre, et [avisarmi] ciò che li [parrebbe] ch'io [dicessi], s'el [papa] volesse [accrescere] li [censi].
De V. Ex.tia
Fidel Ser.tore
Baldesar Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.re e patrone mio el S.re Duca di Urbino etc. In Mantua


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