323. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 27 maggio 1519

Ill.mo et Ex.mo S.re e Patron mio. [1] Scrissi alla Ex.tia Vostra quanto io havevo operato in Firenze con Mons.re R.mo lo legato: però no 'l repplicarò altramente. Venni di longo, et herisera che fu giobbia alli XXVI del presente, gionsi qui e trovai che N.ro S.re sapeva la mia venuta. Così hoggi doppo desinare subito mandò per mì, e mi fece boniss.a acoglienza et infinite carezze. [2] Io gli exposi al meglio ch'io seppi l'ambasciata de Vostra Ex.tia, dicendoli che quella non pretermetteria mai cosa alchuna, né piccola, né grande, che potesse essere testimonio de servitute verso S. S.tità, e che non faceva manco capitale, de essere in buona gratia di quella, che del stato et d'ogni altra facultà. [3] Però se condoleva cordialm.te del caso occorso della morte del Duca Lorenzo, e molte altre parole che alhor mi occorsero alla bocha. [4] Sua S.tità mi respose humanissimam.te che era certiss.a che tutte le cose che despiacevono a lei, despiacevono anchor a Vostra Ex.tia, subiungendomi: "Se questo poveretto fosse visso, el S.re Marchese lo havrebbe anchor conosciuto per suo buon servitore, benché el diavolo haveva facto nascere certe cose male, che pur col tempo se seriano acconcie". [5] E cusì multiplicò con molte altre parole amorevoli de Vostra Ex.tia et di casa sua, e del S.re suo patre, la morte del quale anchor volse intendere da me.
[6] Io dopoi gli exposi l'altra parte della ambasciata, apertinente alle cose del S.re Duca di Urbino, circa la quale S. S.tità me respose generalmente, ma non mostrando altro che buon animo. E mi disse della captura de Iacomo di Cappo, mostrando che quando lo fece pigliare non sapeva, che fosse quello che fosse venuto con el frate. [7] Io lo racomandai a S. B.ne et essa mi respose che lo voleva fare liberare questa sera, et che alli pregheri de Vostra Ex.tia era per inclinarse in ogni cosa possibile. E per questa p.a volta non si è fatto altro. Del successo, ne darò aviso a Vostra Ex.tia.
[8] Cosa nuova qui non se intende, se non che N.ro S.re ha dato cento lance al S.re Gianino de' Medici, e questa matina el Mons.re R.mo de' Medici è stato creato legato de Firenze e de tutta Toschana.
Altro non mi occorre se non che a V. Ex.tia basando le mani humilm.te, in bona gratia mi rac.do.
In Roma, alli XXVIJ de maggio MDXIX.
De V. Ex.tia
fidel Servitore
Bald.r Castiglione
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Allo Ill.mo et Ex.mo S.re et patron mio el. S.re Marchese di Mantua


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 36-37.