321. Castiglione, Baldassarre a Della Rovere, Francesco Maria

Firenze (FI), 20 maggio 1519

Ill.mo et Ex.mo S.r e Patron mio. [1] Io gionsi heri sera qui in Firence, che fu alli XIX del presente, e benché io mi studiasse, non potei giongere ad hora di parlare al R.mo legato, ch'el camino è tanto cattivo, che la notte quasi mi sopragionse.
[2] M. Iacomo di Cappo mercori di sera, che fu alli XVIIJ, mi arivò a Firenzola, e mi disse per parte di V. Ex.tia una cosa che mi dolse un poco: diròlla poi a boccha quando serò lì, benché però non penso che appresso di quella possa capire diffidentia di chi gli è tal servitore.
[3] Trovai giobbia alla Scarperia el S.r Aenea Pio el quale viene da Roma, e va a Ferrara. E dimandando io di novo a S. S., mi giurò che era ito a Roma per sue facende; pur che de le cose del S.r D.ca di Ferrara sperava benissimo. [4] Io cerchando più in là, non potei sapere altro, se non che lui mi disse [che papa a lui] proprio [gli havea detto che si havea] levato [un gran fastidio, havendo dato] alla [chiesa el stato de Urbino]. [5] Io gli ridomandai questo e me lo raconfirmò. Io non mostrai niun'altra cosa.
[6] Gionto ch'io fui (come ho detto) a Firence, hebbi ordine la sera dal R.mo legato, de andargli a parlare la mattina, che è hoggi: e così feci. S. S. R.ma mi fece una molto amorevole acoglientia et assai carezze. Et esposto che gli hebbe più affettuosamente ch'io seppi la ambasciata dello Ill.mo S.r Marchese, et offertoli el stato e la persona, etc., et condolutomi, mi rispose per le medeme rime, con molta amorevolezza.
[7] [Io dipoi cominciai a stringere la cosa per parte del marchese e del car.le] e di [la S.ra M.na] con dir [tutte quelle ragioni che havevo pensate], et max.e [in mostrargli in questo essere l'honor et utile del papa. S. S. tutte] me le [consentiva] così con una bona cera. [8] [In ult.o mi disse] che tutte queste raggioni [erano vere, benché anchor molte se ne potrebbono dire in contrario: ma che non voleva disputarla con mecho, perché io ero troppo bon procuratore]. E questo [lo disse ridendo.
[9] Poi sogionse che havea sempre amato V. S.] e che [per amor di lei e del marchese] e di mad.a Marchesana, e del S.r Car.le, [e tanti altri rispetti che concorreno a questa cosa, era per farne il possibile;] ma che lui per hora circa questo non [sapeva la mente di Nostro S.re] havendo max.e [aplichato el stato a la Chiesa.
[10] Io replichai] quanto mi parse, et hebbi [spacio: che per più de me]ggia [hora durò] el raggionamento. Io gli dissi tutto quello che si era fatto per mano [del patre Generale et di frate Hilarione]. In ult.o se risolse de scrivere a l'homo suo che ha a Roma diffusamente, e fare ch'el parli sop.a questa materia a Nostro S.re più efficacemente che serà possibile.
[11] [Io gli mostrai che tutte le obligationi] se [hariano a S. S., e non] ad altro: e mille altri particulari che seria lungo a scrivere. [Quello che me speri non so. E ben ch'io lo habia ritochato] per più vie [non ho potuto comprendere ben chiaramente l'animo] suo. [12] E [per tentarlo gli ho] dimandato consiglio: [come gli pare] ch'io [mi governi in questo con il papa]. Mi rispose che non gli parea che [si potesse far meglio che andare alla dritta come havevo detto, senza interporvi autoritate de principe alchuno].
[13] Io non scio ciò che mi scrivere di più a V. Ex.tia; secondo li sucessi, avisarò, et a quelli ne remetteremo. Li prometto ben ch'io non mancherò de fede, pur ch'io sappia.
[14] Qui non si parla di guerra troppo caldamente. El legato mi ha detto che heri sera hebbe nova che a quest'hora si crede ch'el Gran m.ro di Francia sia morto, perché era in estremis; e benché monsig.r de Chievres sia ito a vedello, non hanno parlato di negocio alchuno, per esser in quello termine. [15] El Car.le d' i Rossi tre dì sono andò per poste a Roma. Cibo non è qui, né vi è stato, ma è in Roma, e fa facende con Nostro S.re. El legato starà qui, dicessi per tutto ottobre.
Baso le mani de V. Ex.tia et in bona gratia sua humilmente mi raco.do.
In Firence, alli XX di maggio MDXIX.
[Al legato non è parso che visiti Madama Alphonsina ch'è malata grave: benché però non si crede che mora,] così di presente.
Ho veduto qui M. Hieronimo Vanni, Petro Antonio de la Agnese, Lazaro, ma non gli ho parlato, excetto che a Lazaro: [come sia passata q.ta applicatione del stato a la] chiesia, [non lo sa]. Dìcessi che volevano [crear un legato da mandarvi;] ma certo è che è fatta. Di novo a V. Ex.tia baso le mani.
[Costoro hanno ordinato oficiali in nome de la chiesa.]
Di V. Ex.tia
Servitor fidele
Bal. Castiglione
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Allo Ill.mo et Ex.mo S.re et patrone mio, el S.re Duca di Urbino. In Mantua


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