319. Castiglione, Baldassarre a Tirabosco, Cristoforo

Mantova (MN), 31 marzo 1519

‹Christophoro›. [1] Mi occorreno facende ogni dì, per le quali bisognaria che ‹fostive a› Mantua. Vorrei che vedestive de tornarvene qui, quanto ‹p.a potr›estive. [2] E si pur qualche respecto ve impedisse, reman‹datime pre›sto el cavallo, perché me ne servirò in questo mezzo, benché ‹be›ne seria che veniste voi, per el respecto dicto di sopra.
De ‹Mantua, a d›ì u. de marzo 1519.
Raccomandatime a M. Azzo e a tucti quelli altri nostri amici da Asula.
Baldesar Castiglione

[3] Vorrei che féstive intendere a m. Gironimo Camozzo ch'io ho facto instantia per parlargli tanto che l'era qui a Mantua, e che non ho potuto. Ma quello ch'io gli volevo dire si era pregarlo ch'el volesse satisfare a M.a Cecilia Malatesta d'un certo suo capello di brocato d'oro, che altre volte la gli fece dare. [4] Sì che non gli lo havendo potuto dire, voglio che voi gli lo dicati per me, con fargli intendere che per essermi M.a Cecilia parente et in luoco di matre, non posso mancarli; che quando lui non volesse fare el debito suo, sarei sforzato pigliargli ogni remedio. [5] Ma penso per esser lui homo da bene, e mio amico, harà respecto al debito suo, et al conservare l'amicitia nostra. E della resposta che hareti da lui, datimene aviso.


A Cristophoro Tirabosco mio Fattore. In Asula


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Castiglioni, Serie I, busta 6, c. 27.