317. Castiglione, Baldassarre a Tirabosco, Cristoforo

Mantova (MN), 14 novembre 1518

[1] ‹Cri›stophoro. Io mi sono alquanto maravigliato che voi doppoi la partita vostra de qui non me habbiate scripto qualche cosa de quello che ve havea ordinato, ciò è che ordine se sia preso delle misurationi, e se M. P.o Iacomo gli potrà intravenire, e come havete trovato prompto a servirme Benedicto Burgano, sì che vorrei che de tutto questo me avisastive e subito.
[2] Apresso vorrei sapere se su la fera de S.to Martino per ventura se trovasse de quella saya drapata negra da Milano, che la mia consorte desiderava de havere da Filippo Cavalere. Vorrei di poi sopra 'l tutto che usastive ogni diligentia per havere quel piumino d'ocha, di che tanto si è raggionato, e lo mandastive subito. E di questo vorrei non mancastive per niente, e che fosse buono e fino.
[3] M.a mia matre dice anchor che debbiate mandar dentro una certa ferrata da finestra, che è lì a Casatico, per metterla qui alla finestra del revolto che è sotto la camera delli famegli.
Altro non mi occorre, se non che delle soprascripte cose diate aviso più presto che sia possibile.
In Mantua, alli XIIIJ de novembre 1518.
Baldesar Castiglione
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A Cristophoro Tiraboscho mio factore. In Casatico


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Castiglioni, Serie I, busta 6, c. 26.