314. Castiglione, Baldassarre a Tirabosco, Cristoforo

Mantova (MN), 8 ottobre 1518

‹Cristophoro›. [1] Ho recevuto la vostra. Alla parte del figliolo d'Antonio da Mantua, expettarò de parlargli, quando 'l serà qui; ma raccordategli che venga a parlarmi ad ogni modo. Del vino anchor ‹p›arlarò con el fra' Becharo. [2] Màndovi tre carari buoni, acciò che gli possiate empire de buon vino, ma non vorrei già che stestive ‹ad› aspettare a mandare el vino, fin tanto che ve se mandasse altri […] vaselli, perché seria troppo longo termine. [3] Sì che vedete de mandare quel vino che restarà in quelli vaselli che sono lì, e fatevene imprestare da qualchuno de questi lavorenti, perché tra gli altri Andrea Canicossa me ne ha promesso uno.
[4] Perché havemo comparato un carro de vernaccia a Solfarino, è necessario mandare a torlo; però vorrei che tra gli nostri lavorenti vedeste trovarne uno che volesse far questo careggio a conto de qualche nostro credito. [5] E quando altramente far non se possa, anchor se gli pagarà el careggio a dinari. El tutto è che lo mandiate subito e che lo indrizate a l'hostaria de Solfarino, e ch'el domandi m.ro Iacomo sarto, e dica essere quello che è andato a tòrre la nostra vernaccia.
[6] Vi mando qui sotto el credito de Carlo Magno. Parmi che siati stato molto tardo in ogni cosa, e questo ne è stato caggione che voi sete stato a Asula sino al dì de hyeri, che havete havuto gran torto. E questo ve 'l dico da parte de m.a mia matre.
In Mantua, alli 8 de octobre 1518.
Bal.r Castiglione ||

A Cristophoro Tirabosco mio factore. In Casatico


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio Privato Castiglioni, Manoscritti e Pergamene, Serie II, busta 218, fasc. I, c. 10.