312. Castiglione, Baldassarre a Bembo, Pietro

Mantova (MN), 21 settembre 1518

[1] Io dubito Sig. M. Pietro, ch'el mio Cortigiano non sarà stato altro che fatica mia, e fastidio delli amici; che essendo pur pervenuto a notitia di molti che gli è scritto, sono stimolato da infiniti a darlo fuori, et io come quello che conosco che non è per corrispondere alla aspettatione, né sapendo che fargli altro, mi penso di dare parte di questo carico alli amici, et massimamente a quelli che sanno et vogliono consigliarmi fidelmente, de' quali, come che pochi sieno, V. Sig. è in capo di lista. [2] Et essendo piaciuto a Mons. mio di Baius pigliar fatica di portarlo a Roma, et ancor di rimandarlomi a Mantova, prego V. S. che pigli fatica anch'essa di leggerlo, o tutto, o parte, et avertirmi di quello che le parerà, acciò che s'el libro non può esser senza molti errori, sia almeno senza infiniti.
[3] V. Sig. non guardi alla scrittura, perché quella sarà poi fatica d'un altro, et se a lei non piace quello ch'io gli faccio dire, o di quel modo, muterò, levarò, giongerò, come le piacerà. Et a quella mi offero sempre et raccomando.
In Mantova, alli XXJ di Settembre MDXVIIJ.
Come obediente fratello
B. Castiglione

Copia a stampa. ?completareSansovino 1560