311. Castiglione, Baldassarre a Sadoleto, Iacopo

Mantova (MN), 20 settembre 1518

R.do Mons.r mio. [1] Io non mi sono insino a mo' rallegrato con V. S. della essaltatione sua alla dignità episcopale, parendomi che et da Dio, et da se stessa ne habbia una molto maggiore, che è l'esser tale quale ella è.
[2] Piacemi bene, che per questa via Nostro S.re le habbia dato qualche più modo da mostrarsi al mondo, che non haveva prima, et di questo mi allegro più per rispetto d'altri, che di Vostra S.ria, la quale quando ogni altra cosa le mancasse, può servir se stessa. [3] Il che è grandiss.a richezza, et non soggetta alle calamità della fortuna; però se bisognasse, la conforterei a far tutto il fondamento in questa, ma non è necessario né a me si conviene.
[4] o tra molti travagli ho scritto quel mio Dialogo del Cortegiano, del quale parlai altre volte a V. S., et benché a me non piaccia, sono sforzato dalla importunità di qualche amico, che forse non sa più oltre, a lasciarlo andare. [5] Et perché mi parerà molta iscusatione con me stesso il ricordarmi che V. S. l'habbia veduto, la priego a dargli una occhiata, et dirmi il parer suo intorno al tenerlo celato, o publicarlo: che l'autorità di coloro che me lo ricercano contra mia voglia, mancherà presso di me, quando V. S. mi consiglierà a tenerlo; et si anche a publicarlo, resterò io sicuro, et senza timore di quel sospetto che ragionevolm.te haver mi pare.
In Mant.a, alli XX di sett.re MDXVIIJ.

Dal Co. Bald. Cast.ne a Mons.or Iacomo Sadoleto Vesc.o di Carpentras


Copia manoscritta. Torino (TO), Archivio di Stato, Sezione Codici (?ex Biblioteca Reale?), J. b. IX. 5, c. 3v..