285. Castiglione, Baldassarre a Tirabosco, Cristoforo

Roma (RM), 25 luglio 1514

Cristoforo. [1] Da questi de Novillara ho recevuto la vostra lettera. Circa la cosa di quello condennato ho scritto a bastanza. All'altra parte che voi me scriveti del andar vostro a Mantua, me piace, e sono contento che li andiati, e che meniati Martino, e che lo reducati caricho de ciò che vi parerà al proposito nostro: ma sopra tutto portiati denari, e più quantità che poteti, perché voi sapeti benissimo el bisogno, e quanto importa haverne adesso.
[2] Li mei quarteroni sono spesi due volte, perché non si pò vivere senza denari: et io ho questi debiti che mi danno grand.mo fastidio. Però se potesti vedere d'havere qualche robbe da Mantua da satisfare a qualche cosa lì ad Urbino, mi piaceria. Mi rimetto a voi.
[3] Vorei anchor che al ritorno vostro in qua, facesti condurre quelle quattro o cinque cavalle giovani belle e grande che sono a Casatico, e s'io non fosse ad Urbino, faceste con Ser Gabrielle che le se mandassero alla razza, e se consegnassero a quello cavallaro per parte del S.r D.ca. Ma io creddo ogni modo d'esser presto ad Urbino. [4] Pur come ho detto son contento che andiate, e fate instantia de più denari che poteti, et anchor de tornare presto, perché la casa sta male senza voi. Et inanti che ve partiati, dati bon ordine ad ogni cosa.
[5] Màndovi queste alligate lettere che vanno a Cità de Castello, e sono de favore per me sop.a la cathena mia: perché mo' è passato tutti li termini, che forno fatti a quella hebrea, et anchor perché adesso creddo che lì a Castello sia un fratello de la detta hebrea, quale è ricchissimo. [6] Però vorei che adesso la si facesse impregionare, e farli tutte le straniezze possibili, perché el spagnolo che è qui seria spesa butata el farlo mettere preggione.
[7] Voglio adonche che pregati M. Alex.o che faccia fare una lettera in nome de la S.ra D.ssa vecchia a quella M.a Orsina da Castello: che Sua S. non mi voglia manchar di favore iusto. E con quella, e con quest'altre ch'io vi mando, fati che subito Bindo vaddi via, e faccia l'officio. E s'el spagnolo se ritrovasse lì, che lo mettino preggione lui anchora, e che a questa volta non se manchi.
[8] Io non faccio scrivere al S.r Vitello, perché non creddo che lui sia adesso a Castello: pur, s'el ce fosse, dite a Bindo che mi raco.di a S. S.ria e faccia la mia scusa del non li haver scritto. E se Bindo non li potesse andare, vorei che li andasti voi, perché non so chi altro fosse a proposito.
[9] Andandoli Bindo, voglio che aspettiati ch'el ritorni, p.a che vi partiati per Mantua: per saper dire a M.a mia Matre ciò che serà fatto de la collana. Così avisato che me hareti, potreti insieme con Martino andar alla volta di Mantua. Non mi occorre altro.
In Roma, a dì XXV de Giulio MDXIIIJ.
B. Castilione
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Al mio char.mo Christophoro Tirabosco, Mastro di casa di m. Baldessarre Castellione. In Urbino


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio Privato Castiglioni, Manoscritti e Pergamene, Serie I, II 3 c [c.?].