Lettere di Baldassarre Castiglione - parte seconda
(1514-1521)

Il secondo corpus di lettere di Baldassar Castiglione composto da 587, testi di cui 501 tratti da originali spediti (312 autografi, 189 di mano dei cancellieri al suo servizio) 73 dai registri dove veniva serbata copia della corrispondenza e 14 da copie successive, manoscritte o a stampa.

Scritte dal 1514 al 1521, appartengono agli ultimi e difficili anni di servizio presso Francesco Maria della Rovere, privato nel '16 del ducato di Urbino da parte di Leone X, quindi alla fase del progressivo rientro nell'orbita dei Gonzaga. Il giovane marchese Federico, succeduto al padre nell'aprile del '19, si affida sempre pi all'esperto Baldassar per le questioni di politica estera, nei rapporti in particolare con la Santa Sede, e lo invia a Roma come suo oratore in una prima missione dal maggio al novembre del '19 e in una seconda, pi lunga e importante, a partire dal luglio dell'anno successivo.

durante questo periodo che nasce, matura e si realizza il progetto di nominare il marchese di Mantova Capitano Generale degli eserciti della Chiesa. Castiglione segue la complessa trattativa, e quando questa perviene a felice esito e l'esercito papale, alleato a quello dell'imperatore Carlo V, muove guerra ai francesi in Lombardia, rimane a Roma per trasmettere le direttive del papa al marchese.

Il successo degli ispano-pontifici, che riescono a cacciare i francesi da Milano nel dicembre del 1521, sembra coronare questa linea d'azione e questo sistema d'alleanze, ma la morte improvvisa di Leone X, che segue dopo pochissimi giorni, vanifica i risultati militari conseguiti. Poco oltre questo avvenimento, in corrispondenza alla fine dell'anno, si conclude questo secondo ciclo di lettere.

Rispetto al precedente, nuovi corrispondenti acquistano importanza. Non mancano le missive ai familiari, come sempre ad Aloisia (98 lettere), ma anche alla moglie Ippolita (2) e al parente Ercole Cusatro (4). Fra i dipendenti folto il numero di lettere a Cristoforo Tirabosco (37). I destinatari alla corte dei Gonzaga sono i pi numerosi, a cominciare dal marchese Federico (234) e Isabella d'Este (25), con i rispettivi segretari, Giovan Giacomo Calandra (40) e Stazio Gadio (21) per il marchese, Mario Equicola (4) per sua madre. Agostino Gonzaga (1), Alvise Gonzaga (1), Alessandro Gabbioneta (2), Capino de Capo (10) completano il quadro dei corrispondenti mantovani.

Dal lato urbinate, oltre che a Francesco Maria della Rovere (35), registriamo invii a Elisabetta Gonzaga da Montefeltro, madre adottiva di Francesco Maria (3) ed uno alla moglie Eleonora Gonzaga, con un invio congiunto ad entrambe. Segnaliamo infine tre destinatari illustri: Pietro Bembo (lett. 408), Iacopo Sadoleto (lett. 311), ai quali viene inviato in lettura Il Cortegiano, e Francesco Guicciardini (3).

Nella lettera scritta in nome di Francesco Maria della Rovere al Collegio dei Cardinali il 21 febbraio 1517 (lett. 305) Castiglione delinea le ragioni giuridiche, politiche e morali che giustificano il duca nel tentativo di recupero delle sue terre dopo la spoliazione papale.

Resta importante fra i testimoni utilizzati il ms. Vat. Lat. 8210 della Biblioteca Apostolica Vaticana (92 lettere), che contiene principalmente le lettere ad Aloisia. Dodici sono le altre missive alla madre che si trovano a Bergamo nella Sezione Manoscritti della Biblioteca Civica Angelo Mai, ms. 67 R 5. A Firenze presso, l'Archivio di Stato, Fondo Acquisizioni e Doni, si conservano le lettere inviate a Francesco Maria della Rovere, a Elisabetta Gonzagha da Montefeltro e ad Eleonora Gonzaga della Rovere.

naturalmente l'Archivio di Stato di Mantova a custodire il maggior numero di testi: ben 311 nell'Archivio Gonzaga, Roma, Inviati, buste 863, 864, 865; Pesaro e Urbino, Inviati busta 1077; Firenze, Inviati, busta 1107; Corrispondenza da Mantova e dai paesi dello Stato, busta 2496. Le 73 lettere dell'Archivio Castiglioni sono in Manoscritti e Pergamene, Serie I, busta 6; Serie II, busta 218, fasc. I e busta 23, mss. E, F. A Modena, sempre presso l'Archivio di Stato, Letterati, busta. 14 si trova la missiva del 23 giugno 1520 a Ippolito d'Este (413).

Fra le lettere celebri, quella al Bembo (312) tratta, in assenza dell'originale, dall'edizione Delle lettere da diversi Re, et principi, et cardinali, et altri huomini dotti a mons. Pietro Bembo scritte, pubblicata nel 1560 a Venezia da Francesco Sansovino, mentre dalle Lettere di principi, le quali o si scrivono da principi o a principi o ragionano di principi, curata da Girolamo Ruscelli, nell'edizione Venezia, Giordano Ziletti e compagni, 1570 si ricava la lettera scritta in nome di Francesco Maria della Rovere al Collegio dei Cardinali (305).

Per i criteri di edizione dei testi, tanto negli aspetti della collocazione archivistica, dell'esplicazione della sua natura testuale, della divisione in paragrafi, della messa in evidenza degli elementi strutturali, quanto dei criteri di trascrizione, si rimanda a quanto scritto nell'introduzione al primo corpus dell'Epistolario gi in rete.

Umberto Morando

Edizione a cura di: Guido La Rocca (trascrizione), Umberto Morando (revisione della trascrizione, codifica AITER), Roberto Vetrugno (revisione della trascrizione, codifica AITER)

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