67. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Urbino (PU), 4 aprile 1506

Mag.ca ac generosa Domina et Mater honor. [1] A la lettera de la M.V., portata per Giohan Martino responderò breve, per non haver tempo. Sol dico ch'io non ho hauto lettera da Antonio de Triumpho, e non ho visto lui, né so dove el se sia.
[2] Quelle scritture che mi portò Francescho me dole che non andassino a tempo a Roma; ma Francescho stete parechi dì per via, poi me trovò a Sinigaglia, dove io non havea modo de mandarle, e lui in effetto non mi fece la cosa cussì importante, ma me disse solo: «M. Io. Petro vi prega che mandiati queste littere fidatamente». [3] Io, sapendo che la sententia era data p.a et anchor perché M. Cesare, più de quindece dì p.a, havea scritto d'esser dal S.r Duca de dì in dì, io non mi pensai che la prestezza importasse tanto. [4] Oltra questo acaschò un altro sinistro, che Francischo, dovendo portar quel mazzo ad un cancelliero de' nostri, ge ne portò un altro, per errore, e lassò quello; altre de M. Cesare non havevo io. El caso è stato cussì. Me rincresce ch'el sia cum poca satisfacione de M. Zo. Petro, che s'io havesse pensato cussì, ge le harei mandate per messo a posta.
[5] De Carlo, che non voglia fare quello instrumento, io non ne posso far altro per hora. E s'el dice ch'el non creda a la M.V. ch'el sia mia intentione voler quello instrumento, se gli debo dare quelli denari, e che io son contento ch'el tenga o la casa, o li prati, in questa parte io dico ch'el non dice bene, e dice busia. [6] L'è vero che io li sono obligato per instrumento; ma li do ben la fede mia, s'el non fa lo instrumento de quelli prati, ch'el non se avantarà, spe‹ro›, d'havermi gabato. Adesso gli pare d'haver trovato tempo, e pensa forsi ch'io sia tanto al fondo, e in tante disgratie che non possa respirare, né dir la ragion mia: ma certo el se inganna, e farògelo vedere e tochar cum mane, e sentire. [7] Dapoi ch'el mi ha pur voluto chiarire, e farmi conoscere ch'io mi sono inganato, havendo quella tropo bona opinione di lui che h‹o› hauta, e dando fede a le sue belle e perfide parole, e finte proferte, a lui non tocha, ma i‹o› me ne resentirò. Non ne voglio dir più.
[8] L‹a› M.V. facia in questo come gli pare: bono seria vedere se un'altra volta el vole fare quello che è suo debito, poi li pigliarimo partito secundo che si potrà. Per adesso io mi rimetto a la prudentia de la M.V., et anchor per sempre; ma io dubito ogni modo venire a termini cum lui, che non solo cum quelli del sangue mio, ma cum li extranei me rincresce venire.
Non dirò a la M.V., se non che a quella sempre di core mi racomando. La Ill.ma S.ra mia se racomanda a la M.V. Io andarò in Inghilterra presto.
Urbini, 4 Aprilis MDVJ.
De V. M.
Ob. Fi.
Bald. Cast. K.

Mag.ce ac generose Domine Aluisie de Castiliono, Matri sue honor. Mantue


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 62.