66. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Urbino (PU), 5 marzo 1506

Mag.ca ac generosa Domina et Mater honor. [1] Credo che la M.V. a questi dì habia hauta una mia littera, cum la quale era alligata una a M. Nicolò Phrisia, le quale mandai per la via di Ferrara. Però non replicarò altramente le cose ditte in quella. [2] Hora mando el mulatero cum un mulo, e quatro mazze di fichi: se qui fosse qualche altra cosa meglio, più voluntier la mandaria. La M.V. se dignarà farne parte a M.a Polisenna, e M.a Francescha, et a sor Laura. [3] E perché adesso è la quadragesima, io voglio confessare el mio peccato: che questi fichi io li do ad usura, perché aspetto che la M.V. mi rimandi qualche salami, o ver caso, ciò è formazo: M.a Polisenna el medemo, M.a Francescha anchor lei, o qualche gelatina de cotogni, o ver altri frutti confetti di zucharo. [4] Da la Matre sor Laura non voglio altro che orationi, max.e adesso, che pur l'andata mia de Inghilterra serà, non intervenendo altro, come ho speranza in Dio.
[5] Se la M.V. harà hauti quelli forceri da Milano, harò molto caro che la me li mandi. Oltra questo, se quelli maestri de legnami del borgo havessino fatta una mia cassetta ch'io gli ordinai già mill'anni fa, harei caro haverla per el presente latore. [6] Anchor, perché vorei far qualche coperta de tela per li cavalli, serei contento che la M.V. mi mandasse quella tela che li resta de quella trabacha vechia, che la mi satisfaria. [7] Quando ero a Ferrara scrissi a la M.V. che volesse mandarmi panno negro per un paro di calce: a questo la non mi rispose. Vorei hora che la me lo mandasse, ma non bruno, che più mi piaceria biancho: vorei ben ch'el fosse bello, e tanto che le calce se potesseno fare, e più presto ne avanzasse un poco, che ne manchasse.
[8] La M.V. non harà altro fastidio del Rosso. Io de le cose mie di là non ne scrivo né dimando a la M.V., perché la vedo tanto timida, che la non osa parlare: pur harei caro sapere come le succedano, e se mai s'è aquietato niente, né usato meglior, o mancho triste parole di me. [9] Subito fatto pasqua, lo Ill.mo S.r Prefetto credo venirà a Mantua; questi servitori del S.r Ducca per la più parte li faranno compagnia: io non, né alhor né poi, finché non sapia e non veda esser meglio visto e più raconosciuto che hora non sono.
[10] Qui per la Dio gratia tutti stiamo bene e in pace. La S.ra Duchessa ogni modo credo, p.a che passi quaresima, andrà a Roma. Altro nui non havimo qui de novo: qualche cosa anchor potrà dire el Rosso a boccha. Aspetto ogni modo che la M.V. mi mandi qualche bon salame, perché sono molto in precio, e piaceno molto a la Ex.tia del Sig.r nostro, et io harei molto caro potergene far gustare. [11] E quando vegniranno in qua, per non paghar dacio se potrà usar questo modo, che usato io, de haver una patente che para vengano da lo Ill.mo S.r Marchese, o ver Madamma, al S.r Duca qui; se pur questa gratia se pò impetrare. Racordo a la M.V. quelli dinari de M. Timotheo. Credo anchor mandar a la M.V. quelle sopraveste vechie; pur non so certo.
[12] Io facio pensier, quando monsig.r mio ex.mo de Mantua serà qui cum nui, ringratiare Sua S.ria R.ma del bon animo suo verso nui, e del accettar mio fratello quando non fosse altro rispetto, e pregarla che sia contenta ch'io gli trovi un altro patrone, cum mille belle parole. Poi, andando a Roma, come ogni modo mi serà necessario per la andata de Inghilterra, so certo che li troverò patrone.
Pigliarò anchor bon partito de vedere la M.V. ogni modo, a la quale continue mi racomando. Di questa mia andata la M.V. non ne parli.
Urbini, 5 Martij MDVJ.
La S.ra Du.ssa mia Sig.ra se racomanda a la M.V., a M.a Polisenna et a sua comatre. Le alligate io le racomando.
De Vostra Mag.cia
Obed. Fig.
Bal. Castil. K.

Mag.ce ac generose dominae Aluisie de Castiliono, Matri sue honor. Mantuae


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 61.