65. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Fossombrone (PU), 26 febbraio 1506

Mag.ca ac generosa Domina et Mater honor. [1] A le lettere de la M.V. portate per Francescho non ho prima risposto, per esser stato sempre in motu, che Francescho mi trovò a Sinigalia, poi anchora per carestia de messo. Io ho recevuto li denari e quelle altre cose secundo che me scrive la M.V., e la ringratio assai. Fra quatro o sei dì ogni modo mandarò el mulatero in là e scriverò anchor più long‹o›.
[2] ‹I›o ho visto quelle spese in scritto et ho hauto caro intendere come son passate: solo mi è despiaciuto, perché comprhendo la M.V. haverne fastidio assai. Pur nui siamo tutti nati al mundo per non haverne altro, e credo che sminuimento grande de affanno sia a la M.V. el racordarsi per chi la se afaticha. E circa questo io non ne voglio dir altro. Io spero de riposar una volta, e la M.V. farà el medemo.
[3] De M. Iacomo nostro, e de tutte l'altre cose, la M.V. facia el parer suo, ch'io in tutto mi rimetto, et veramente io desidero tant‹o› ch'el sia satisfatto, ch'el non è cussì gran tracollo al mundo ch'io non mi mettesse a fare aciò ch'el fosse satisfatto, e s'el non bastasse lo interesse, vendere, aciò che lui potesse comprare. [4] Tanto più che son certo che lui se prosume de farci una grande exevolezza a non voler se non otto per cento, et a me non pare; che se questi denari se togliesseno ad interesse, forsi costeriano mancho, e colui che ce li desse, almen non si lamentaria tutto el dì. Io gli ho scritto hormai quatro o cinque volte, senza risposta, contra mia usanza; non so perché lo facia. Io li scriverò un'altra volta, e non mai più: a sua posta poi.
[5] De Sebastiano: io son stato sempre per farlo venire: pur per di‹verse› cose ho tardato. Ogni modo li pigliarimo assetto.
[6] Io non scrivo a Hieronimo adesso: scriver‹ò›li per el mulatero. El R.mo m'ha fatto respondere per lo Ill. S.r Giohanni: infine: lui se resolve non voler tòre Hieronimo, per non mostrar al patron de voler favorire quelli che lui non ha tropo cari, max.e essendo accaduto questo mio caso pochi dì fa; e s'el mi paresse fare ch'el S.r Ducca mio, o ver la S.ra, ricerchasseno el S.r Mar. che fosse contento, lui seria contentissimo. [7] Ma io non mi sono inganato de niente; perché una sola se ne ha preso tropo gran parte, io penso afatichar el S.r Duca e la S.ra in qualche cosa che sia più utile, et honorevole per Hieronimo che non seria questa: sì che la M.V. non ne facia parlare né far motto alcuno, che non ge mancharanno bon patroni.
[8] Io credo pur che l'andat‹a› mia in Inghilterra serà ogni modo questo aprile: pur la M.V. non ne parli cum tropo persone, perché s'el se vi interponesse qualche cosa, non fosse poi scorno.
[9] De Carlo: io non so che dirne, ma so ben ciò che penso: negargli quello acordio che è fatto per inst.m.o publico, non so come el si possa, avegna che lui me negasse quelli prati, de li quali non ce è altro che parole. Ogni despiacere che se li potesse fare senza nostro danno né vergogna, serei cont.mo, perché li meriti suoi son tali: et una volta spero pagharlo bene. Per hora la M.V. farà come li pare meglio.
A quella sempre mi racomando, et a tutti li nostri. Nui siamo per ‹Dio› gratia sani.
Ex Forosempronij, XXVJ Februarij MDVJ.
De Vostra M.
Obe. Figli.
Bald. Cast. K.

Mag.ce ac generose Domine Aluisiae de Castiliono, Matri sue honor. Mantuae


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 60.