63. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Ferrara (FE), 24 dicembre 1505

Mag.ca ac generosa Domina et Mater honoranda. [1] A la lettera de la M.V. portata per Alex.o pensavo de respondere prima ch'io partisse de qui, e lassarla a M. Timotheo che la mandasse. Hora un altro caso mi fa accellerare questo effetto.
[2] Quando io mandai Alex.o a Mantua, procurai de far in modo ch'el non se sapesse che io soprasedesse qui, per honor del S.r Duca mio: che mi parea carico, e cosa da poter generar qualche malo effetto, ch'el se havesse cussì poco rispetto ad uno che Sua Ex.tia mandasse, che li fosse bisogno tornar cum le pive nel sacho. [3] E cussì quella matina montai a cavallo, mostrando venir a Mantua: andai for di Ferrara dua milia, in casa d'un amico mio, e lì steti secretamente, avegna che li amici mei habiano saputo ch'io son qui.
[4] Vista la lettera portata per Alex.o, la qual era molto breve circa quella parte, che solo dicea non venir per modo del mundo, pensando io che la fosse ben consultata, e sapendo già la M.V. ch'io venevo mandato dal duca, che pur è consueto riguardar li messi, e max.e in questi tempi, e mandati per tali effetti, come ero io, ho pensato, cum grand.mo fastidio mio, che periculosissima et importantissima cosa fosse quella che me retenesse, benché chiaramente la M.V. non me la facesse sapere. [5] Pur non ho vogliuto tornar indrieto, ma subito spazzai un mio messo al S.r Ducca, avisandoli tutta la cosa, e pregando Sua Ex.tia che mi facesse intendere quello io havea da fare: cum opinione de aspettar la risposta, e venir senza paura de periculo né rispetto, quando a Sua Ex.tia fosse parso.
[6] El messo non è ritornato, né pò ritornare fra 5 o 6 dì, et io son stato qui aspettando, parte oculto e parte palese, ma al S.r Cardinale.
[7] Hora, adesso adesso, ho visto uno che me dice esser venuto da Mantua in compagnia d'un cavallaro de lo Ill.mo S.r Marchese, qual veniva ‹a› posta a dimandarme. Ma la M.cia de M. Cesare da Gonzaga, fratello de M. Iulio, incontrandolo, li disse ch'io ero venuto a Mantua certamente: e tanto gli disse che lo fece tornare indrieto, per sua autorità.
[8] Hora per questo ho vogliuto scrivere a la M.V., aciò che la possi consultar questa cosa col Mag.co M. Zo. Pedro: che quando non fosse el periculo cussì chiaro e manifesto, io venirei voluntiera, e vorei ch'el S.r Marchese sapesse ch'io son qui; perché non venendo, so certo che nascerà gran sdegno in core al S.r Duca, e non vorei che questo venisse, e max.e per causa mia. Et io non restaria de venire, se ben non havesse la risposta del Duca, perché so lo animo suo, e da lui fin qui non ho hauto lettera né aviso alcuno.
[9] Sì che la M.V. facia sùbita terminatione, se li pare, col Mag.co M. Zo. Petro, che la cosa è molto travagliata, et in periculo de nascerne male: tanto più ch'io non saprei dire perché me ritornasse indrieto, e tutto el mundo sa ch'io venivo come ambasciatore. La M.V. spaci presto el messo.
A quella mi racomando.
Ferrarie, 24 Decembris, hora p.a noctis MDV.
Ob. F.
Bal. Cast.

Bag.no prega V. M. che mandi subito la alligata, perché la importa fin al core; e farli intendere ch'el messo tornerà subito.

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Mag.ce ac generose domine Aluisie de Castiliono, Matri sue honor. Mantuae


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, cc. 57-58.