58. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Roma (RM), 30 luglio 1505

Mag.ca ac generosa Domina et Mater honor. [1] A questi dì hebi una lettera de la M.V. de 5 de iulio, a la quale non ho prima risposto, per non haver messo. A quella hora la M.V. non dovea haver hauto una mia mandata per Bastiano, né un'altra mandata per un parente de li Valenti.
[2] Hora nui siamo qui sani in Roma, et havimo tandem fatto la nostra mostra: la quale è stata bellissima, e laudata assai da chi l'ha vista. Et io anchor mi sono tra gli altri sforzato de honorare la Ex.tia del S.r mio, et anchor me stesso. Hora credo fra quatro dì se partirimo per Urbino.
[3] La andata mia de Inghilterra ogni modo credo serà: la M.V. del tutto serà avisata; per hora ne ho parlato qualche cosa col Valente, el quale referirà a bocha lui.
[4] Qui di novo non ho io altro, che la infelice morte del poveretto Falcone: la quale credo mi serà sempre nova, né so quando deba mai sperare lassar la tristezza che ne ho preso, parendome che la sorte habia tolto ad essermi inimica. [5] Che s'io penso quanti pochi amici hozidì si trovino al mundo, e quanto io potevo disponere de questo meschino, e come quasi da pueritia eravamo insieme nutriti, di modo che niuna persona era al mundo che sapesse integramente l'animo mio, se non lui; [6] oltra li boni costumi, lo inzegno, le rare qualità, l'essermi stato sempre compagno ne le nostre studiose fatiche, de le quale el poveretto adesso cominciava a pigliare e racogliere bon frutto, e cussì impensatamente, nel fior de la aetà sua, mi ha lassato qui, senza dirmi una parola, che credo gli sia stato più dispiacevole che la propria morte; pensando a queste cose, credo, s'io mi doglio assai, meritar esserne excusato, perché io son certo e securo de non mai ricuperare questa perdita. [7] Io - Dio me n'è testimonio - non mancho pensavo adesso de dargli qualche grado, che mi pensasse a mio fratello, parendomi che la longa et amorevole sua servitù lo meritasse. Ma la fortuna non ha vogliuto ch'io lo possi paghar d'altro che di lachryme: le quali almen vorei havergli date non cussì da lontano. Dio gli dia pace e quiete, come desidero havere a l'anima mia, quando gli piacerà levarmi da questi mali. Io non vorei dirne più.
[8] Prego la M.V. che mi voglia avisare qualche particularità, e come è morto in bon sentimento, e come ha ordinate le cose de l'anima sua, et el resto, e dove è sepelito, perch'io desidero assai saperlo. [9] Oltra questo vorei che Hieronimo, per racompensa de la obligatione che ha a gli ossi de Falcone, pigliasse faticha de racogliere tutti i suoi scritti, e non lassarli andare in mane de alcuno, servandoli a la venuta mia. Che se la perdita de la morte è inrecuperabile, almen quelle cose che non mòrino, non se lassino perire.
Non dirò altro se non che a la M.V. continue mi racomando, et al Mag.co M. Iacomo, M.a Polisenna, e tutti gli altri nostri, Hieronimo specialmente: el qual non debe restar de navigare, avegna che habi perso un securo e fido temone.
Rome, XXX Iulij MDV.
De V. M.
Obediente Fi.
Baldes. Casti. K. ||

Mag.ce ac generose domine Aluisiae ‹de Casti›liono, Matri suae hono. Mantuae


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, cc. 50-51.