36. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Roma (RM), 10 gennaio 1505

Mag.ca ac generosa Domina et Mater honor. [1] Venendo in quelle contrate el Co. Ludovico nostro cum boni raporti, non mi è parso lassarlo venire senza mie littere a la M.V. avegna che pochi dì fa habia scritto per Francescho de la Magna. Dapoi ch'io mi partì' da Ferrara, non ho mai haute lettere de la M.V. Nui tutti per la Dio gratia siamo sani. Del viver nostro, e de' modi, credo ch'el Conte Lud. ne informarà assai.
[2] Nui siamo in grand.ma carestia: io non posso vendere niuno de questi mei maledetti cavalli, che manzariano un mundo. Le spese di corte sono magrissime, in modo che non havendo più denari de quello ch'io m'habia, sto assai legiero, e mi aiuto cum li amici. [3] Ho mandati duo cavalli a la stalla del R.mo Card. de' Medici, spento da la forza; credevo anchor d'haverne dato via uno altro, ma non mi è venuto fatto: sì che se la M.V. potesse farmi havere qualche soldi, o marchetti o bagatini, la mi faria un relevatissimo servitio. [4] So ben che anchor da quel canto n'è gran bisogno pur la cosa è qui. Seràmi forza anchor far fodrare quel mio capuzo de dalmascho. Se quelli merchanti fossino megliorati de opinione verso nui, serei molto contento haver el veluto di là: la quantità, mastro Antonio lo sapria ben lui.
[5] Altro non so io che dire, se non che lo Ill.mo S.r nostro ha gran favore da la S.tà del Beat.mo che quasi ogni sera viensi a star cum lui a letto per bon spatio; del quale Sua Ex.tia per non esser in tropo bon termine de queste sue gotte non si move, la qual cosa tutti ne fa star di mala voglia: pur speriamo. [6] Io vorei che la M.V. per ogni modo, operasse qualche amico e far star advertito de qualche beneficio che vacasse lì in mantuana per grande ch'el si fosse, o picolo (non vorei già ch'el fosse de quaranta o cinquanta duccati), et far ch'io subito ne fosse avisato. Saprei anchor voluntieri in che modo sta quel beneficio de M. Carlo de li Uberti, perché secundo me, renuncia non è fatta: e se lui manchasse in questo tempo, li seria bisbilio assai.
[7] Apresso: Monsig.r de San Marco, per certi inconvenienti che sonno accaduti, non credo che resti più a quel officio de Cità de Castello, e mancho a Roma: credo ch'el venirà a Mantua. Ne serei voluntier avisato subito, accadendo ch'el li venisse.
[8] Vorei anchor che Hieronimo qualche volta cortezasse el R.mo prothonotario nostro, e butargli a campo qualche parola d'essergli servitore, s'el ge bastasse l'animo, e cerchar de farselo benivolo et affecionato: perché ogni modo credo che presto el serà in termine de poter far qualche bona opera, per chi el vorà. [9] Altro non mi occorre per hora, se non racomandarmi sempre a la M.V. e pregarla che la se voglia racordar di me in qualche frascheria, come seria qualche scuffiottello, qualche camisoletta de renso, qualche fazzolettetto, qualchosolina cussì fatta.
A la M.V. mi racomando sempre, et a tutti li nostri, in specie a la nostra Matre Sor Laura, a la qual manderei qualche cosa santa, pur che sapesse che.
Romae, in pallatio S.ti Petri, X Ianuarij MDV.
Di V. M.
Obed.mo Figl.
Bal. Castiglione

Mag.ce ac generose Dominae Aluisie de Castigliono, Matri sue honor.


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 26.