35. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Roma (RM), 5 gennaio 1505

Mag.ca ac generosa domina et Mater honor. [1] S'io dicesse a la M.V. non haverli scritto per carestia de messi fin qui, so che la non me lo crederia. Pur gli è vero che poi che siamo in Roma, ogni dì Francescho de la Magna, lator presente, ha ditto de venire in Lombardia, e mai non è venuto; pur credo adesso ch'el non la alongarà più.
[2] De la partita mia sùbita da Urbino la M.V. a questa hora la debe haver intesa da Sebastiano, avegna che lui per quanto ho saputo non si partisse cussì presto come io gli havevo comisso: cosa che me despiace assai. [3] Cussì prego la M.V. che gli facia intendere per parte mia, e per questa volta sola, che quando io gli comanderò una cosa, e che lui non la exequirà cum magior prestezza e diligentia ch'el non ha fatto questa partita da Urbino, e quella altra partita da Casatico, quando el condusse el poletro a Forlì, che seremo malissimo d'acordo insieme, e finiremo el parentato: perch'io voglio a tutt'i modi, chi sta a posta mia me obedischa.
[4] Partiti da Urbino, vegnessimo in compagnia del Ex.tia del S.r Ducca, fin a Narni. Qui, Sua S. sentendose indispositissimo, per quelle sue gotte, et un poco di febre, che li durò nove dì continua, acompagnata anchor cum un poco di fluxo, soprasedette dal viaggio, et a Sua S. parve, che nui tutti venissimo inanti. E cussì si fece, in modo, che la vigilia de Natale giongessimo in Roma. E cussì siamo stati alquanti dì soli.
[5] A 3 de questo Sua Ex.tia gionse, e pensando che questa gionta fosse secreta, non potè far ch'el non si sapesse, maxime per el S.r Prefetto, el qual venne un gran pezzo inanti del duca. Quella sera, né l'uno né l'altro entrò in Roma, ma se fermorno a Santa Maria dal Populo.
[6] El giorno sequente, entrorno dentro solennemente: venero tutte le famiglie de' cardinali, el capitaneo de la guarda, e molti altri zentilhomini. El Sig.r Duca se honorò assai bene de li suoi zentilhomini, che tutti erano su boni cavalli, cum boni saioni di brochato d'oro: io medemamente n'havevo uno, del quale serò debitore del S.r Duca. Gionto in palatio, la S.tà del Nostro Sig.re l'honorò assai e tutti nui gli basassimo el santo pede: lui tene una bona cera, e sta molto alegro, e galante.
[7] Per frate Seraphino, el qual è gionto ad Urbino, non ho io hauta lettera alcuna da la M.V. Antonio, che solea star cum Alex.o da Pesaro, è ben lui venuto qui a Roma, et hami detto ch'el havea lettere de la M.V. a me, ma che per la strata è stato spogliato, e toltogli le lettere, et ogni cosa; non so mo' s'el sia vero. Io non posso dir cosa alcuna nova a la M.V., che queste cose non apertengono a Mantua.
[8] Del parentato, e del nostro capello rosso, io no 'l metto cussì per fatto. Pur, se la Duchessa venisse in persona qui, crederei ch'el fosse mancho difficile, e crédessi che ad ogni modo lei habia da venirci. Dio voglia ch'el suceda. Nui anchor non ne potressimo sperar se non bene: maxime per Hieronimo, che vorei pur una volta che anchor lui potesse fermar i piedi in terra. [9] Harei ben anchor adesso caro che la M.V. s'el si potesse, per via de qualche amico stesse avertita, se qualche cosa acadesse, de qualche preti morti, che essendo qui, s'io lo sapesse a bon'hora potrei senza faticha otenerlo. Vederimo. [10] Altro non ho da scrivere a la M.V. se non che tutti nui per la Dio gratia, siamo sani, e senza un quatrino al mundo. Desidero assai de sapere come passino le cose nostre di là, e scrivendolo, s'el messo non è fidato, la M.V. non scriva cose che non si possino veder per tutto, perché molte littere sono intercette.
A la M.V. continue mi racomando, pregandola se degni racomandarmi a tutti a tutti a tutti li nostri, senza nominarli, e fare intendere a M. Iacomo nostro come M. Galeazzo suo fratello sta bene.
Romae, 5 Iunarij MDV.
Nui, ciò è M. Cesare et io, siamo alogiati qui in San Pietro, ne la casa del Cardinal da Est. M. Cesare nostro se racomanda a la M.V.
Quando Francescho dimanderà licentia a la M.V., prègola che la voglia sforzarsi de darli el modo del venire fin qui.
Di Vostra M.
Ob.mo F.
B. K. ||

Mag.ce ac generose domine Aluisie de Castigliono, Matri sue honor.


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 25.