30. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Ferrara (FE), 27 novembre 1504

Mag.ca ac generosa Domina et Mater honor. [1] Io non pigliarò faticha de respondere a la M.V. a tutte le lettere, e questo non per altro che per la mia dapochagine. Dirò solo de quello che importa. Questo turlonazzo de M. Francescho Pusterla non me ha de niente inganato, ch'io l'ò sempre conosciuto per uno homo de legno.
[2] Io sapevo molto bene quella condicione, che me scrive la M.V., ciò è de dare quella proprietà in quelli lochi, ma questo io non mi dubitavo de non otenerlo dal papa. Ben è vero ch'el bisognava cominciar da quel capo: pur, io ho fatto veder queste scritture a un homo da bene, che è M. Zo. Francescho dal Canale, el qual amorevolmente assai s'è afatichato. [3] Al fine el consiglio suo per hora, si è, ch'io no 'l facia, perch'el dice che ogni altro comandatore che succedesse in questa abatia al R.mo Monsig.r mio, potria movermi litte, et haria qualche colore da atacharsi, parendo che questo fosse in fraude de la chiesia, che per cussì poca quantità, se desobligasse el tutto. [4] Cussì, per questi rispetti, io per hora non ne farò altro, e torneròmene ad Urbino. Questo mi scuserà un esser stato un poco a asollazzo.
[5] Io non ne ho parlato anchor a lo Ill.mo S.r Cardinale, ma prima che parti ogni modo ge ne tocherò un poco. So ben che ogni volta ch'el acascharà, Sua S. R.ma farà ciò che se potrà in beneficio mio, se ben io non li venisse cussì in persona.
[6] Io, gionto che sia qui Francescho, voltaròmi verso li nostri monti: […] questa v[…] de adesso, in che tempo la fu fatta e chi n'è rogato del contrato. E prego la M.V., come prima l'habia inteso, me ne avisi: e questa lettera harei a caro che la se brusasse, per cosa che potesse acaschare. [7] Io son stato qui ad udir la Matre Sor Laura per parte de la S.ra Duchessa mia, la quale me ha acarezato assai, et a la M.V. infinite volte se racomanda. M.a Simona è a Comachio: io son qui pure in apiacere, come da Falcone intenderà la M.V.
[8] E perché fin qui, come sperassimo non havemo hauti altri denari, se non quelli primi, in ult.o mi è stato forza ricorermi ad un M. Zudio, el qual mi ha prestato quindece ducati. Se la M.V. ne havesse tanti de avanzo che la potesse mandarme questi quindece, la mi faria un reservato servitio. La cosa sta mo' cussì in effetto. Io manderò poi tanti fighi ch'el serà un miraculo, e mille altre belle cose. [9] Vorei ben anchor che la M.V. mi mandasse per el S.r Giohanne, quando el venirà, qualche formazo bono, e qualche mezeno e qualche scatoletta de codognata, de zeladia ciò è, e simile gniacharette. La M.V. si dol di me, ch'io scrivo breve: scrivendo longo non so far altro che dimandare.
[10] Hor a quell'altra parte de quello parentato, io parlando secundo la conscientia mia, dirò cussì che adesso essendo for di casa, pur cum qualche principio, specialmente essendoli stato cussì poco, mal voluntier me interromperia: ch'el mi par ch'el bisognaria pur ch'io venisse a casa, e mal modo haria de adattar cosa niuna per Hieronimo, che pur spero, se Dio dà vita al nostro Sig.re. E se mai hebi l'animo che mirasse a qualche cosa, adesso l'ho. [11] Questi rispetti tutti mi moveno assai tanto più, che pur anchor non passa el tempo, et io, forsi prosumptuosamente dirò, che non dubito ch'el m'habia da manchar moglie: considerato anchor che benché questo sia bono partito, pur non è di sorte ch'el non ne potesse acaschare un altro. [12] La M.V. intende l'animo mio: prego Dio che me inspiri a far bene.
Non serò più longo: solo a la M.V. mi racomandarò sempre. Ferrarie, 27 Novembris MDIIIJ.
[…] […]

Mag.ce ac generosae dominae Aluisiae de Castigliono, Matri suae honor. Mantuae


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 20.