28. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Mantova (MN), 26 ottobre 1504

Mag.ca ac generosa Domina et Mater honor. [1] Da Zo. Martino Suardo ho haute due littere de la M.V. In una, quella mostra desiderar di sapere, che recoglienza havesse hauta da la S. Duchessa, e s'io havevo la casa a fitto, o ver da la corte, e de la provision per casa, e de la carestia, etc. Ma io queste havevo pretermesse, come poco necessarie, e più bisognose de socorso che di consiglio. [2] La S.ra Duchessa mi ha fatto e fa continue molte carezze, più ch'io non merto. La casa, si è quella che tolse M. Cesare a fitto, dove lui et io stemo assai comodamente; la carestia è gr‹ande› e nui non havemo mai più hauto denari, in modo che siamo assai legieri: pur continue ne aspettiamo, e siamo sani, per la Dio gratia. Io non pigliarò faticha de respondere a tutte le parte che mi scrive la M.V.: solo a le necessarie.
[3] Vero è ben, che mi è caro assai saper el modo come passino, le nostre cose di casa, le quale vorei che fossino un poco in meglior assetto: pur quando non se mancha del debito, facia poi la fortuna ciò che vole. La M.V. non si debe anchor lei pigliar tropo a petto queste cose, ma a quelle che si pò, rimediare: al resto, lassarle an‹dare›, et el tutto alegramente. Un dì spero pur che saremo richi, ma dubito sta‹r›emo un poco assai.
[4] Carlo mi scrive una littera pregandomi ch'io gli voglia lasare a fitto quella casa. Io non voglio per niente, ma adesso non gli scrivo già a lui: scriveròli ben presto, e la intention mia è, de dirli ch'io non voglio ch'el tengha quella; ma s'el n'ha cussì gran bisogno ch'io son contento de compiacerlo d'una altra, come seria quella de le Baldessarine, o ver qualche altra che piacia a la M.V. La quale, se serà d'altra opinione, non li darà quella littera, et avisaràmi, ch'io gli scriverò in quel modo che piacerà a la M.V. [5] Hieronimo, abenché io fosse molto desideroso che in ogni cosa el fosse compiaciuto, pur de quello che non si pò, bisogna che anchor lui porti patientia: cercharemo tanto, che qualche asetto se pigliarà che anchor lui vadi qualche poco a sollazzo. [6] De quella nostra cosa importante, molto mi piace che M. Francescho Pusterla sia de quella opinione che me scrive la M.V. Ma per contento mio harei a caro ch'el non fosse grave a M. Francescho far un poco d'una instrucione de quello ch'io havesse da dimandare al cardinale, e di quello che se dovesse contenire ne la suplicatione al papa, e metter anchor in scritto la ragion per che questo si pò fare: ch'io son certo che qualche persona forsi serà d'altra opinione, ciò è ch'el non si possi fare. [7] Pur la M.V. me avisi subito del parer de M. Francescho circa questo, ch'io subito me n'andrò a Ferrara, et expedirò, e darò aviso a la M.V. a che tempo la deba inviarmi quelle scritture ch'io per me, non voglio venir cussì presto a Mantua.
Altro non scriverò per hora a la M.V. se non che a quella continue mi racomando: ‹el› simile a tutti li altri nostri, e max.e a sor Laura.
Urbini, 26 octobris MDIIIJ.
Di V. M.
Ob. Figli.
Bal. Castigli. ||

Mag.ce ac generosae dominae Aluisiae de Castigliono, Matri sue hon. Casatici


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, cc. 17-18.