254. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Lugo (RA), 17 ottobre 1512

Mag.ca ac generosa Domina et Mater honor. [1] Essendo in Bologna ho haute due de la M.V., una di 23 di septembre, l'altra de 28, alle quali non ho p.a resposto per carestia de messi. [2] Creddo ben che la habbia hauto due mie in un tratto, le quali ho mandate per via del S.r Giohanni nostro da Gonzaga, e l'una è data in Modena - creddo che Guido de M.a Catherina da Gonzaga le portasse - però non replicharò quello che in esse è scritto, max.e de' 30 ducati ch'io vorei che la M.V. mi mandasse.
[3] Circa quanto la me scrive de li servitori mei, che se portino male, la ringratio, e piglio li racordi con quello core che so che essa me li dà. Pur la prego di gratia a non se pigliar fastidio de queste cose, ma attendere a conservarsi: che per la Dio gratia io non ho pensiero che me manchino boni servitori, e quanti ne vorrò. [4] E del resto, ho speranza in Nostro S.r Dio, che lui me guidarà e me deffenderà da' periculi, come ha fatto fin qui, mediante le orationi de le bone persone.
[5] Sono stato un poco sospeso per quello che la M.V. me scrive, ch'io guardi chi mi lasso dormire in camera, che non so perché la me lo dica. Pur io non creddo d'havere inimico alcuno occulto.
[6] Circa la cosa del cancelliero, io scrissi l'altro dì alla M.V.; io ho bisogno d'homo uso a stentare, e vorei che scrivesse bene. Havendo quelle conditioni che la M.V. sa che io desidero, quella me lo pò mandare quando li piace. [7] Io desiderava d'havere el Spagnolo, e sonomi maravigliato de la tardità sua. Vorei che la M.V. vedesse de intendere la voluntà sua, e se lui è per venire, in nome de Dio. Se non, harei caro saperlo, perché non me ne curo molto. E s'el trovasse qualche altro partito che li paresse meglio, io resterei del tutto satisfattissimo.
[8] A quello che V. M. me scrive de un sparvieri da letto, non tanto grande, io l'harò molto caro, di quello modo che la mi scrive, per tenere el vento.
[9] Circa quello che noi habbiamo a fare, mal si pò dar iudicio; pur li tempi sono di sorte che creddo poco se potrà fare per questo inverno. Quello mio ragazetto che è lì, vorei che la M.V. lo facesse andare alla scola, et avisarmi come el fa: e medemamente el mio cavallo che è lì.
[10] El portator di q.ta, si è un gentilhomo spagnolo, el quale è molto amico mio, e viene a Mantua per sue facende. Io lo ho invitato alla casa, perché è molto gentil e valente homo. Creddo ch'el venirà a visitare la M.V.: prègola a farli bona cera, et offerte, e piacere dove la potrà. E se li piacesse alogiar lì, non vorei che se li manchasse.
[11] Altro non dirò alla M.V. se non che a quella sempre mi raco.do, pregandola a star di bona voglia e confidarse in Nostro S.r Dio che ce aiuterà. E per contento suo gli aviso come al S.r D.ca è piacciuto farmi gratia de un castello nel stato de Pesero: el quale (secondo che intendo) è molto bello et ameno loco, in loco fruttifero, e guarda la marina. [12] E benché non sia come li nostri de Lombardia, pur non serà che non se ne cavi ducento duccati l'anno; et è cinto tutto de bellissime possessioni. El castello se dimanda Genestreto: sì che la M.V. potrà dire a M.a Polissena che dica a M.a Camilla, ch'io ho mo' el castello, e non mi mancha si non li 5.000 duccati; s'el parentà li piace, che seremo d'acordo. [13] La M.V. mi faccia gratia de non dir niente di questo, se non con li nostri, et astringer loro, che non lo divulghino, perché non vorei che se ne parlasse, fin che Pesero liberamente non è in man del S.r D.ca: per mille cose che potriano occorrere.
Di novo a V. M. mi raco.do.
In Lugo, a dì XVIJº de VIIJ.bre MDXIJ.
De V. M.
Ob. F.
B. Castilione ||

Mag.cae ac Generosae Dominae Aluisiae de Castiliono, Matri suae honor. Mantuae


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, cc. 256-257.