25. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Urbino (PU), 24 settembre 1504

Mag.ca ac generosa Domina et Mater honor. [1] A due littere de la M.V. portate per dui messi del Ill. Sig.r Io. nostro, l'una de quatro de settenbre, l'altra de XJ, responderò cum questa sola. Et a la prima, me piace assai che la M.V. se sia alegerita da quello fastidio de quelli creditori: li altri haranno pur un poco de patientia anchor loro, come faciamo anchor nui. A questo non dirò altro, perché io non saprei dire tanto, come sa fare la M.V.
[2] Quella harà inteso hormai da maestro Antonio, come nui siamo gionti ad Urbino, dove stiamo bene assai. Pur la carestia è grande, e nui anchor non havimo haute le stancie, che spendimo el fiato. Credo pur che presto le haverimo. Anchor non è terminato quando deba el Sig.r andar a Roma: pur credo gli andarimo. [3] La mostra nostra, quasi si era posta in silenti‹o›: hora pare che sia resuscitata, et credo che la farimo ogni modo a megio octobri‹s›. La Ex.tia del S.r Duca mio, per la Dio gratia, è libero da la sua quartana; e la opinione che dice el Brognolo ch'el ha di me, credo pur che ne sia qualche cosa ogni modo.
[4] A quindece del presente, el S.r Duca pigliò le bandere e 'l bastone de la S.ta Matre Eclesia. La matina tutti andassimo a corte: come se fu a ordine, la Ex.tia del S.r andò a messa in veschovato, e tutti nui in compagnia. El R.dmo Archiepiscopo di Ragusa, el quale era venuto a questo effetto mandato da la S.tà del Nostro Sig.re cantò la messa, che fu del Spirito Santo. [5] Ditta, fece legere el breve del papa, de la autorità sua, che li cometteva, e diede queste bandere e bastone al S.re. E cussì se ne venissimo cum trombe e cose a casa: el S.r Morello da Hortona portava una bandera, l'altra el S.r Ottaviano Frugoso, ch'è nepote del S.r Duca; el baston portava el S.r Iohanni nostro. [6] Poi era drieto el S.re da un canto sostenu‹to› dal S.r Prefetto, da l'altro da un servitore; poi veniva la S.ra Duchessa, e la S.ra Prefettessa. Cussì venissimo a disnare, e per quello dì non fu altro.
[7] El marti, che fu a 17, se cantò, pur per el ditto archiepiscopo la messa del Spirito Santo. Dopoi se pose a sedere tra el S.r Duca, e 'l S.r Prefetto, e fece una oratione, facendo intendere ch'el Sig.r Duca adoptava per figliolo el Sig.r Prefetto. [8] E cussì letti alcuni brevi apostolici, iurorno tutti dui e funne fatto uno instrumento publico, al quale fu chiamato per testimonio el S.r Morello da Hortona, M. Cesare da Gonzaga, et io, e 'l vicario del vescovo. [9] Poi, cominciando ad Urbino dui procuratori per terra fatti a questo, véneno a giurar fideltà, in mano del S.r Prefetto, sul messale: Urbino, Fossimbruno, Eugubio, Cai, San Leo, che sono cità, poi tutti li castelli che forno assai. E questa fu cerimonia che quasi facea lachrymar chi riguardava la S.ra Duchessa.
[10] Altro qui non è di novo. De quello che me scrive la M.V. sapere ‹el› tutto, e che faciamo brusar li panni: nui havimo fatte ogni provisione, e per la Dio gratia tutti stiamo bene. A quest'altra cosa che mi scrive la M.V. de questi che voriano moverne litte, la M.V. mi scrive assai breve. Pur io non saperia meglio pensargli: ch'è, che la M.V. ne facesse parlare cum M. Benedetto Tosabezzo, et el Pusterla, e quello che consigliasseno, quella via pigliare. [11] Al modo che me scrive la M.V. de obligare quatrocento biolche per tutto el resto, e ritorlo a livello, a me piaceria summamente, et adesso seria meglio el modo che mai: ma io non sapria mo' dire circa questo, ciò che fosse bisogno de fare, né s'el si potesse fare. [12] El meglio seria che la M.V. ne facesse parlare cum qualchuno che se intendesse, e farmi fare una instrucione, e mandarmela, ch'io bisognando andaria fin a Roma, e lì non mancharà favore dal papa. [13] Me piaceria, che la M.V. ne parlasse cum Abrham: che lui sa el modo che in simil caso ha tenuto el R.mo Monsig.r Vescovo. Di questo non dirò più.
[14] De Pedro de l'Agnella, quando mi partì', non mi racordai di lui a dire el vero, e la sua dimanda non so dove la sia. Pur se ne pò far fare un'altra. M. Cesare nostro, non so chi habia detto a la M.V. che lui habia male ad una gamba: io non ne so niente. [15] Io non son già anchor ben guarito de la mia, ma lui non ha male alcuno. El Co. Lud. è andato a Roma per le cose per le quale venne el Brognolo, ciò è del parentato, e del capello, le quale tutte credo succederanno in bene; ma alhor non ne avisai la M.V. perché credevo che la dovesse saperlo da M. Io. Petro. [16] Adesso, ho hauta lettera da Car., resposta de la mia: Vostra Mag.cia la vedrà inclusa. Io gli rispondo acomodatamente per el bisogno, e pur li facio intendere che voglio la casa. A Hyeronimo e Falcon non scrivo per non haver tempo. Se fosse un poco più appresso a la M.V. gli mandaria una soma de pomi codogni.
A quella continue mi racomando di core, et a tutti li nostri. La S. Duchessa e M.a Aemilia se racomandano a la M.V.
Urbini, XXIIIJ Septembris MDIIIJ.
De V. M.
Obe. Fig.
Bal. Castiglione ||

Mag.ce ac generose dominae Aluisiae de Castigliono, Matri sue honor. Mantuae


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, cc. 13-14.