242. Della Rovere, Francesco Maria a Gonzaga, Francesco

Fossombrone (PU), 17 aprile 1512

Ill.mo et Ex.mo S.r mio Patre. [1] Perché ne le occurentie e bisogni mei mi pare esser debitore ricorere a V. S. prima che ad altra persona del mondo, e più confidentemente, mi è parso farli intendere come a questi dì passati, ritrovandomi molto mal contento per havermi Nostro S.re fatto infinite iniurie e di parole e di effetti, fino a minazarmi del stato e de la vita publichamente, per la qual persuasione li Spagnoli si erano disposti a farmi ogni oltraggio, forsi spenti da' Colonesi, mandai un homo mio alla M.tà X.ma offerendoli el stato, gli amici e la persona, e suplichandola ad accettarmi, e darmi modo de intertenere la compagnia.
[2] Sua M.tà mi fece respondere humanissimamente, de voler tòrre la protection mia, circa la condutta mia, rimettendomi a monseg.r de Nemors, el quale in effetto era molto mio. [3] E benché io continuamente habbia manegiato questa cosa con grand.ma sollicitudine, e per più homini a posta, e ch'io habbia fatto de le opere assai in servitio de la M.tà del re, come sanno tutti questi S.ri francesi, e scopertomi, tanto che Nostro S.re havea cominciato a scrivere brevi alle terre mie che mi levassero la obedientia, mai però non ho potuto havere né conclusione né fermeza alchuna. Di modo che a me non è parso che di me sia stato tenuto quello cunto ch'io per tal demostratione meritavo.
[4] Essendo poi successo la giornata, e la morte de monseg.r de Nemors, del quale io havea grand.ma confidentia, penso che molto mancho debbano tener cunto di me: sì per la vittoria che hanno hauta, come per essermi manchato un tale amico.
[5] Appresso, Nostro S.re molto si è indolcito verso di me, e raconosciutosi de li torti che Sua S.tà fin qui mi ha fatti: ricerchandomi che in tal caso io non lo voglia abandonare. Onde io, parendomi non haver obligata la fede mia con la M.tà X.ma né haver ricevuto denari da essa, penso non poter manchar senza carico mio al papa: vedendolo in questo tanto bisogno, et essendo del sangue suo. [6] Sì che io mi sono deliberato de mettere la vita e tutto el resto per la S.tà Sua, parendomi questo esser l'honor mio: el quale io estimo molto più che la vita.
[7] Sop.a questo caso io scrivo alla M.tà del re X.mo in excusatione mia; e son certo che quella accettarà la scusa per esser ragionevole. Prego la Ex.tia Vostra che se contenti per satisfatione mia, mandar queste due lettere una al re, l'altra al Thesaurieri Robertetto, in mane del homo suo che tiene alla corte, comettendoli che voglia darle in mano propria, et insieme col Thesaurieri Robertetto, el quale io tengo pur per amico, intendere ciò che di questo dirà la M.tà del re, e come resterà satisfatta, e poi subito avisarne la Ex.tia Vostra, la quale se dignerà poi per messo suo farmi sapere il tutto. [8] Et acciò che l'homo di quella possa accadendo ne li ragionamenti replichar qualche cosa alla M.tà X.ma, V. S. li potrà mandar questa mia lettera che li serà una informatione de la cosa. [9] De la praticha ch'io ho detto di sopra, non ne volsi mai far motto a V. Ex.tia, non perché io me ne difidasse, né anchor perché io non pensassi poterne da lei haver optimo consiglio et aiuto; ma el respetto che mi tienne, è stato per non darli carico appresso Nostro S.re, et acciò che la potesse sempre affirmar con verità non haverne inteso niente. [10] Il che mi parea de assai importantia, per molti rispetti, e max.e per esser el S.r Federico in mano de Sua Beati.ne, el quale merita d'esser riguardato non solamente da la Ex.tia V. che gli è patre, e da me che li sono fratello, ma da tutto el mondo.
Et a quella continue di core mi offero e raco.do.
In Fossombrone, a dì XVIJ de Aprile MDXIJ.
Hobedient. Figliolo
el Ducha d'Urbino ss. ||

Ill.mo et Ex.mo Principi, Domino Patri honor., Domino Marchioni Mantuae, S. R. E. Confalonerio


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 1069, c. 336.

Francesco Maria della Rovere è mittente e firmatario, la missiva è però di mano del Castiglione che fu, per questo testo, "cancelliere illustre" del Duca